Per secoli, prima ancora che la tecnologia rendesse possibile l’esplorazione spaziale, la Luna, le stelle ed il cosmo sono stati il teatro principale dell’immaginazione umana, un luogo dove proiettare sogni di mondi lontani, utopie e storie fantastiche. Oggi lo Spazio attorno al nostro pianeta è diventato un luogo meno misterioso e decisamente più trafficato. Gli investimenti per l’esplorazione spaziale, per l’uso delle orbite terrestri ad uso militare e commerciale hanno dato vita ad una vera e propria economia. Giulio Zaccagnini Senior Equity Portfolio Manager Consultinvest SGR.

La Space Economy non è più un settore di nicchia riservato esclusivamente agli enti governativi, ma si è trasformata in un mercato commerciale vibrante e in rapida espansione. Un nuovo megatrend. Secondo i report della Space Foundation e di Euroconsult/Novaspace pubblicati tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il valore totale della Space Economy ha superato i 610 miliardi di dollari, con una crescita annuale media vicina a circa il 9%.

Questo cambiamento di paradigma, spesso definito “New Space”, segna il passaggio da un modello in cui lo Stato possedeva e operava i mezzi (agency-owned) a uno in cui il settore privato è il vero motore dell’innovazione e del rischio. Oggi, la componente commerciale domina ben il 78% del mercato lasciando il restante 22% circa ad agenzie governative.

Questo fenomeno dell’affidarsi ad aziende private ha varie motivazioni che vanno dal risparmio economico per il settore pubblico, al trasferimento del rischio, alla maggior velocità di innovazione del settore privato, fino alla volontà di far nascere un ecosistema competitivo e generatore di posti di lavoro.

In termini di risparmio basti pensare che alla Nasa mandare in orbita uno Shuttle costava fino a 1,5 miliardi di dollari mentre con il sistema che usa il privato, come Space X, il costo può scendere a 60 milioni di dollari per astronauta.

In sintesi: Il settore pubblico non vuole solo risparmiare ma vuole “fare di più con meno”. Delegando la logistica (razzi e trasporti) ai privati, le agenzie spaziali possono tornare a fare quello per cui sono nate: l’esplorazione scientifica di frontiera che, per un privato, non sarebbe ancora redditizia.

Upstream e Downstream: Le due facce del settore

L’ambito della Space Economy si divide convenzionalmente in due grandi macro-aree:

  • · Upstream: Riguarda la progettazione e costruzione di infrastrutture spaziali, come razzi, motori per razzi e missili, navicelle, veicoli lunari, sistemi infrastrutturali di comunicazione spaziale e satelliti.
  • · Downstream: Include tutti i servizi derivati dai dati spaziali, come la navigazione GPS, le previsioni meteo, le telecomunicazioni e l’osservazione terrestre.

Il Confronto Globale: Stati Uniti vs Europa

Il mercato è attualmente caratterizzato da un divario netto tra i due principali attori occidentali.

  1. · Stati Uniti: Dominano il mercato globale detenendo oltre il 50% del valore complessivo. Grazie a giganti come SpaceX e Blue Origin, gli USA hanno trasformato il lancio in una commodity, abbattendo drasticamente i costi grazie alla riutilizzabilità dei vettori come il Falcon 9 e la Starship. Lanciare 1 kg in orbita negli anni 90 poteva costare sui 20k dollari circa, oggi proiettiamo costi sotto i 500 dollari per kg circa. La forza statunitense risiede nel settore Upstream e nella Difesa, supportati da budget governativi che superano i 55 miliardi di dollari.
  2. · Europa: Pur avendo una struttura più frammentata, l’Europa brilla nel settore Downstream. Grazie a programmi come Galileo (navigazione) e Copernicus (osservazione della Terra), l’UE è leader mondiale nell’uso civile e ambientale dei dati spaziali. Per garantire l’indipendenza strategica, l’Europa punta su progetti come il lanciatore Ariane 6 e la costellazione IRIS per la connettività sicura.

Declinazioni Interessanti: Dalla Terra alla Farmaceutica Orbitale

La Space Economy sta rivoluzionando industrie terrestri tradizionali attraverso applicazioni innovative:

  • · Agricoltura 4.0: L’integrazione dei dati satellitari permette di ottimizzare le risorse, riducendo l’uso di acqua di circa 20% e di fertilizzanti di circa 15%. Oltre il 60% delle app di agricoltura di precisione in Europa utilizza i dati gratuiti del programma Copernicus.
  • · Fabbriche in Microgravità: L’orbita terrestre sta diventando un polo industriale per la produzione di materiali impossibili da replicare a terra. In assenza di gravità, è possibile far crescere cristalli di proteine perfetti per nuovi farmaci o stampare in 3D tessuti biologici che sulla Terra collasserebbero. Esistono già aziende che operano laboratori robotizzati che producono materiali in orbita e li riportano a terra tramite capsule.
  • · Logistica e Servizi in Orbita: Esistono Startup che agiscono come “corrieri espressi” spaziali, trasportando satelliti nelle loro orbite precise, mentre nuove tecnologie vengono sviluppate per riparare o rifornire i satelliti direttamente nello spazio (In-Orbit Servicing)

L’Italia: Una Superpotenza Spaziale con filiera completa

L’Italia occupa una posizione di assoluto rilievo, essendo uno dei pochissimi Paesi al mondo a possedere una filiera completa. Con un valore di circa 8 miliardi di euro e oltre 400 aziende, il settore italiano è apprezzato a livello internazionale.

L’eccellenza italiana si manifesta in tre aree chiave:

  • 1. Osservazione della Terra: Con la costellazione COSMO-SkyMed e il satellite PRISMA, l’Italia è leader nel monitoraggio ambientale e dei rischi naturali. Il progetto di servizi territoriali IRIDE, finanziato dal PNRR, creerà una “costellazione di costellazioni “di satelliti con mix di tecnologie utili all’osservazione del paese coinvolgendo oltre 70 aziende nazionali.
  • 2. Esplorazione Lunare: L’Italia è il principale partner europeo della NASA per il programma Artemis. Gran parte dei moduli abitativi della futura stazione spaziale lunare Gateway è “Made in Italy”.
  • 3. Lanciatori: l’Italia guida il segmento dei piccoli lanciatori con il Vega C, fondamentale per l’accesso agile allo spazio per i satelliti scientifici.

Prospettive Future

Il 2026 segna il passaggio della Space Economy da una fase pionieristica a una di piena maturità industriale. Con un mercato globale che ha superato i 620 miliardi di dollari. Il settore punta con decisione al traguardo del trilione di dollari entro il 2034. La vera svolta non risiede più solo nei lanci dei razzi, ma nella vendita di servizi ricorrenti abilitati dallo spazio, come dati, connettività e difesa.

Le tendenze più calde che stanno ridefinendo il settore includono:

  • · Data Center in orbita, che utilizzeranno l’Edge Computing per elaborare dati AI direttamente nello spazio, riducendo latenza e problemi di raffreddamento.
  • · Lunanomics: La corsa verso la Luna non è più un “tocca e fuga”, ma mira a una presenza permanente. Il focus strategico è l’estrazione di ghiaccio dai poli per produrre carburante, rendendo la Luna la stazione di rifornimento per le future missioni verso Marte.
  • · Difesa e Sovranità: Lo spazio è ora considerato il quinto dominio bellico. Programmi come Golden Dome introducono architetture di difesa stratificate e reti di migliaia di piccoli satelliti capaci di riconfigurarsi in millisecondi in caso di attacco.

Il settore dovrà però affrontare la sfida critica dei detriti spaziali.  La gestione dei detriti spaziali sta diventando una priorità, portando allo studio di soluzioni come il “canone di uso orbitale” (una sorta di tassa ambientale spaziale) e tecnologie per la rimozione dei rifiuti come quella affidata a pinze robotiche.

Senza una gestione rigorosa della “spazzatura orbitale”, il rischio è l’effetto Kessler: una reazione a catena di collisioni che potrebbe precludere l’accesso allo spazio per intere generazioni.

Minacce a parte, lo Spazio sembra offrire oggi ed in futuro numerose opportunità di investimento a livello globale volte a spingere avanti la frontiera delle nostre conoscenze, a migliorare ed approfondire il monitoraggio del nostro pianeta e purtroppo anche a potenziare le capacità militari. In questo nuovo contesto decisamente sfidante e futuristico continuerà la nostra ricerca volta a monitorare e selezionare le aziende più promettenti del settore nel contesto nazionale ed internazionale.