Apertura mista per borse europee. Spread Btp/Bund a 110 pts. Nella zona euro attesa oggi la la riunione della Banca centrale europea. In uscita il Pil Usa, più precisamente la stima flash del terzo trimestre 2021. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, giovedì 28 ottobre, ha alcuni spunti significativi. In
uscita alle 10 i vari indici di fiducia per l’Italia. I market mover della giornata
sono due: per la zona euro la riunione della Banca centrale europea e il Pil
Usa, più precisamente la stima flash del terzo trimestre 2021. Come di consueto,
la conferenza stampa del presidente Christine Lagarde prevista per le 14:30
sarà preceduta dal comunicato ufficiale sulle decisioni di politica monetaria.

Da oltreoceano, negli Stati Uniti, nel mese di settembre la bilancia
commerciale di beni ha segnato un deficit pari a USD 96,3 mld, superiore al
disavanzo del mese precedente e fronte di un deficit atteso pari a USD 88,2 mld.
Le importazioni sono aumentate a USD 238,4 mld, segnando un USD +1,1 mld
rispetto ad agosto, mentre le esportazioni sono diminuite a USD 142,2 mld. A
settembre le scorte all’ingrosso hanno fatto segnare una variazione positiva
dell’1,1% risultando superiori alle attese ma inferiori alla lettura preliminare e a
quella di agosto, pari a +1,2%. Sul fronte asiatico, la Bank of Japan ha rivisto al
ribasso al 3,0% -3,6% la stima di crescita del Pil nipponico nell’attuale
esercizio, dal 3,5% -4,0% dell’outlook di luglio. Inoltre, in settembre le vendite al
dettaglio sono calate in Giappone dello 0,6% annuo, contro il precedente
declino del 3,2% e la flessione del 2,3% del consensus. Su base sequenziale
rettificata stagionalmente le vendite retail sono invece salite del 2,7% dopo il
crollo del 4,1% di agosto. Infine, nel terzo trimestre 2021 l’indice dei prezzi
all’export dell’Australia è cresciuto del 6,2% sequenziale e del 41,0% annuo.
L’indice dei prezzi all’import è invece salito del 5,4% rispetto al secondo
trimestre e del 6,4% su base annua.

Il dollaro australiano è saldo sulle crescenti aspettative di un irrigidimento
della politica monetaria da parte della Reserve Bank of Australia. Il cross
euro/dollaro vale 1,1596 in calo dello 0,02%; il cambio euro/yen 131,89
mentre il dollaro/yen scambia a 113,53.

Il future sul Brent viaggia in calo dell’1,17% a 83,62 dollari il barile e il future
sul Wti scende dell’1,06% a 81,87 dollari.

Stamane il Bund future ha aperto in calo di 4 bp a 169,23, il Btp future perde
46 bp a 151,07. Lo spread Btp/Bund riparte da 110 pts, con il rendimento del
nostro Btp decennale allo 0,932%.

Apertura mista per le borse europee, con Piazza Affari in salita dello 0,25%
in apertura. Negativi i principali indici EU, tranne Parigi. Misti i titoli bancari
sul FTSE Mib. Bene Amplifon, STM, Stellantis, A2A e Ferrari. In apertura
scendono Telecom Italia, Saipem, Tenaris, Nexi e Italgas.

Azionariato asiatico negativo stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a -0,96% e
Hong Kong che scende dello 0,41%. Shanghai e Seoul negative
rispettivamente a -1,20% e a -0,53%. Negativa Sidney a -0,25%. Nuovi
contagi da Covid-19 in Cina e a Singapore si sono aggiunti a un generale
disagio per le prospettive economiche, su segnali che le tendenze
inflazionistiche possano portare le banche centrali a muoversi più
rapidamente per inasprire le loro politiche monetarie. Come previsto, però, la
Bank of Japan ha confermato ancora i tassi d’interesse allo 0,10% in negativo
mentre l’inflazione del Sol Levante è attesa per almeno altri due anni sotto al
target del 2% dell’istituto centrale.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ribasso penalizzata da banche ed
energetici nonostante il rally di alcuni colossi high tech. Il Dow Jones ha perso
lo 0,74%, l’S&P 500 lo 0,51%. Piatto il Nasdaq Composite. Tra i titoli in
evidenza Microsoft a +4,21%. Il colosso di Redmond ha comunicato risultati
relativi al primo periodo dell’anno fiscale 2022, chiuso lo scorso 30 settembre,
segnati da profitti netti rimbalzati di quasi il 48% a USD 25,05 mld, contro i
USD 16,46 mld del quarto trimestre 2021, che già erano il record assoluto di
utili. Microsoft ha precisato che la performance è stata aiutata da USD 3,3
mld di benefici fiscali straordinari, ma l’eps rettificato di USD 2,27 dollari si è
comunque rivelato migliore rispetto ai 2,08 dollari del consensus. I ricavi sono
cresciuti nei tre mesi da USD 37,1 a USD 45,3 mld, grazie al rimbalzo del 31%
di quelli della divisione Intelligent Cloud, contro i USD 44,0 mld del
consensus.