Weekly Newsletter di Cassa Lombarda, l’analisi settimanale dei mercati finanziari

Macro review

In USA sono state pubblicate le vendite al dettaglio, che hanno dato segnali di rallentamento, rafforzando la necessità di tagliare i tassi entro la fine dell’anno per evitare un deterioramento dell’economia. Il dato ha segnato un aumento dello +0,1% mese su mese, in crescita rispetto al dato precedente (revisionato) a -0,2%, ma le attese erano più ottimistiche a +0,3%. Al netto di alimentari e benzina, le vendite al dettaglio sono rallentate a -0,1% da -0,1% (rivisto), anche in questo caso le attese erano più alte a +0,2%. Appuntamenti di rilievo anche per le Banche Centrali, la BOE ha confermato i tassi di riferimento a 5,25%.

La mossa era ampiamente anticipata dai mercati in ragione del prossimo appuntamento elettorale, ciò nonostante, a sorpresa, due membri del consiglio sono risultati favorevoli ad un taglio da 25 punti base. Dall’altro lato, la Banca nazionale svizzera ha sorpreso il mercato con un taglio di 25 punti base, all’1,25%. Gli analisti stimavano tassi invariati, dopo un taglio analogo a marzo.

La Banca centrale norvegese ha, invece, mantenuto il tasso al 4,50%, il livello massimo da 16 anni. L’istituto ha informato che un taglio è previsto per il 2025, più tardi di quanto programmato in precedenza.

Azioni

L’S&P 500 chiude l’ottava settimana positiva delle ultime nove (+0,61%), questa volta trainato da titoli come Adobe (+16%), Gilead Sciences (+11%), Accenture (+10%), Autodesk (+9%), Cisco (+4%), American Express (+3,7%), Nike (+3,6%). L’indice MSCI World è arrivato alla terza settimana positiva di seguito (+0,45%), con una performance da inizio anno +10,70%. In Europa, il CAC 40 francese, il più monitorato di questi giorni a causa delle incertezze elettorali, ha guadagnato l’1,67%, recuperando solo parzialmente la settimana precedente.

Il FTSEMIB (33.308 punti) è cresciuto del +1,97%, dal -5,8% della settimana prima, sarebbe opportuno riconquistare la media mobile a 100 gg (33.566) per fornire un primo importante segnale di riequilibrio. Nel complesso, la resilienza dell’economia globale e il progressivo rallentamento dell’inflazione consentono alle borse di conservare una impostazione rialzista.

Obbligazioni

Settimana in trading range per la componente tassi. Gli investitori guardano ormai alle elezioni francesi di fine mese, vero trigger del momento. Il Treasury decennale segna un rendimento del 4,26%. Bund tedesco 2,42%, BTP decennale a 3,94%, con lo spread a 153bp. L’OAT francese chiude a 3,20%, con lo spread a 78 punti base, nell’area dei massimi dal 2017.

In settimana, il governatore della banca centrale olandese e consigliere Bce, Klaas Knot, ha rilasciato un’intervista che andava nella stessa direzione delle aspettative di mercato, che scommette su uno o due ulteriori tagli dei tassi nel corso di quest’anno, visto e considerato che l’inflazione sembra dirigersi verso l’obiettivo fissato dalla banca centrale.

Valute e materie prime

L’indice Bloomberg delle commodity completa una settimana quasi invariata (-0,70%) senza nessuna concreta indicazione direzionale. Il petrolio si è portato ai massimi da un mese e mezzo, mettendo a segno sette rialzi nelle ultime dieci sedute. Dai minimi di inizio giugno il prezzo è cresciuto di dieci dollari al barile, grazie anche ad un maggior ottimismo sulle prospettive dell’economia globale in seguito ai segnali di ammorbidimento delle banche centrali.

Sullo sfondo anche l’accordo tra Russia e Corea del Nord, che impegna i due Paesi alla cooperazione tecnologica militare “in esplicita violazione diretta” delle risoluzioni dell’Onu, nell’ambito del partenariato strategico globale. L’oro completa la settimana leggermente negativa (-0,47%), con una correzione sul finire di settimana dopo i PMI americani positivi.

La materia prima assorbe anche le tensioni geostrategiche che vanno dal Medio Oriente, all’Ucraina, alle elezioni francesi. Sul fronte valutario, il dollaro completa una settimana in leggero guadagno, la valuta continua a godere di uno scenario ottimale composto da tassi alti più a lungo e resilienza dell’economia.

Outlook

A catalizzare l’attenzione degli operatori saranno i dati dell’inflazione, deflatore PCE (il 28/06), il PIL del primo trimestre del 2024 (il 27/06) e gli indici di fiducia dei consumatori degli Stati Uniti (il 25/06). Per l’Eurozona si aspettano alcuni indicatori di fiducia (aziende e consumatori) e per la Germania gli indici IFO (oggi 24/06), il rapporto sulla fiducia dei consumatori GFK, il report mensile della Bundesbank, le vendite al dettaglio e il tasso di disoccupazione. Dal Giappone, verranno invece diffusi i verbali della BoJ.