Duplice promozione per Ubi Banca in seguito all’Ops di Intesa Sanpaolo L’agenzia S&P Global Ratings (S&P) ha infatti posto in “Credit Watch positive” i rating dell’istituto di credito, quarto per numero di sportelli in Italia. Anche la “sorella” Moody’s ha posto in revisione per un possibile upgrade tutti i principali rating a lungo termine di UBI Banca.

Lo hanno riferito le stesse agenzie di rating americane in un comunicato. Le notizie giungono un paio di giorni dopo l’annuncio dell’operazione che – se andrà in porto – si appresta a rimescolare le carte nel processo di consolidamento del settore bancario in tutta Europa.

La prima banca d’Italia per capitalizzazione ha espresso questa settimana l’intenzione di lanciare un’offerta pubblica di acquisto sul 100% delle azioni di UBI Banca SpA (UBI) in un’unica operazione con closing previsto alla fine di luglio 2020.

Di conseguenza l’agenzia S&P ha posto i rating su UBI Banca, compresi quelli relativi alla qualità creditizia a lungo e breve termine “BBB-/A-3”, in Credit Watch con implicazioni positive.

Questo perché in caso di successo dell’offerta UBI Banca diventerebbe parte integrante del gruppo Intesa allargato. E, in ultima analisi, finirebbe per fondersi con Intesa. L’operazione non è assolutamente cosa fatta, tuttavia.

Il Car, il patto di consultazione cui aderisce il 17,8% del capitale di UBI banca, si è lamentato del fatto che il board della società non è stato consultato, sottolineando che “l’offerta non è stata concordata” e che pertanto “valutiamo altre ipotesi”.

Banche, Intesa diventerebbe numero 4 d’Europa

Il patto ritiene inoltre “di dover tutelare il proprio investimento e la banca con i suoi territori di riferimento”. Da un lato gli azionisti del Car sono contrari, dall’altro il management di UBI Banca prende tempo. Dal canto suo il CEO di Intesa Carlo Messina – celebrato in questi giorni dal quotidiano La Stampa come “Il banchiere d’Italia” – nega categoricamente che ci sia la possibilità di un rilancio dell’offerta.

In un’intervista concessa a Bloomberg TV, l’amministratore delegato ha dichiarato che le possibilità che la banca alzi la valutazione su UBI sono “dello 0%”. Era da due mesi almeno che Messina, insieme al manager di Mediobanca Francesco Canzonieri, preparava l’assalto a UBI Banca. A sorpresa “il manager ha colpito nella notte tra lunedì e martedì”, racconta Börsen-Zeitung.

In caso di successo, secondo i calcoli del giornale tedesco, Intesa Sanpaolo diverrebbe il numero quattro in termini di capitalizzazione. E il numero nove in termini di utile netto in Europa. In entrambi i casi il risultato le permetterebbe di piazzarsi davanti a Unicredit.

Quanto alla gestione patrimoniale, si legge sul quotidiano, “Intesa Sanpaolo otterrebbe risorse gestite per 1.100 miliardi di euro”. Le quote di mercato sarebbero pari a circa il 20% nelle altre aree di business.

Messina ha pensato a tutto, persino ai possibili problemi di antitrust: è stato concordato con BPER che quest’ultima rileverebbe fino a 500 filiali.

Confermati rating di Intesa Sanpaolo

Una volta conclusa la transazione, l’agenzia si dice “pronta ad aumentare di una tacca le nostre valutazioni su UBI Banca”

Inoltre, “dati i termini e le condizioni proposte, ci aspettiamo che l’operazione rafforzi la posizione di Intesa Sanpaolo”. In particolare per quanto riguarda la posizione concorrenziale sul mercato. L’operazione non dovrebbe poi comportare rischi di integrazione particolare, con il pericolo che questo avvenga che viene definito “limitato”.

Nel complesso, “è probabile che l’Ops sia neutrale per il capitale futuro e la qualità del patrimonio della banca”.

Di riflesso l’agenzia S&P conferma i rating su Intesa e le sue controllate principali, tra cui il giudizio “BBB/A-” del credito a lungo e breve termine emesso dalla banca. L’outlook negativo riflette principalmente le considerazioni fatte in merito al rating sovrano dell’Italia.