Apertura mista per le borse europee. Movimenti contenuti sul mercato valutario a eccezione della discesa dello yuan. Crolla Virgin Galactic (-16,87%). Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
L’agenda macro di oggi, lunedì 18 ottobre, ha alcuni spunti significativi. Da
oltreoceano, negli Stati Uniti, il Dipartimento del Commercio ha reso noto che
le vendite al dettaglio hanno evidenziato nel mese di settembre una variazione
positiva dello 0,7%, superiore alle attese dopo un incremento dello 0,9% del
mese precedente. L’indice escluso il comparto auto è cresciuto dello 0,8% dopo
la crescita del 2% della rilevazione precedente, rivisto da +1,8%. I prezzi alle
importazioni nel mese di settembre sono cresciuti dello 0,4% su base mensile
dopo il decremento dello 0,3% della rilevazione precedente. Le attese degli
analisti erano per un incremento dei prezzi dello 0,6% su base mensile. Su base
annuale, i prezzi delle importazioni sono aumentati del 9,2% da settembre
2020 a settembre 2021. I prezzi delle esportazioni sono aumentati dello 0,1%,
dopo l’incremento dello 0,4% rilevato ad agosto. Rispetto a un anno fa i prezzi
delle esportazioni sono cresciuti del 16,3%.
Infine, la stima preliminare di ottobre dell’indice di fiducia dei consumatori statunitensi, calcolato dall’Università del Michigan, si attesta a 71,4 punti, risultando inferiore alle previsioni degli addetti ai lavori, pari a 73,1 punti, e alla lettura precedente, pari a 72,8 punti. Sul fronte asiatico, il Pil della Cina ha infatti segnato una crescita
del 4,9% annuo nel terzo trimestre 2021, contro il 7,9% precedente e sotto al
5,2% del consensus. Su base sequenziale il Pil è invece salito di appena lo 0,2%
contro l’1,2% del secondo trimestre e lo 0,5% atteso dagli economisti.
Movimenti contenuti sul mercato valutario a eccezione della discesa dello
yuan, dopo il dato inferiore alle attese sul Pil cinese del terzo trimestre. Sugli
scudi invece il dollaro australiano dopo i dati sull’inflazione che alimentano le
aspettative di una stretta sui tassi.
Il cross euro/dollaro vale 1,1574 in calo di 0,16%; il cambio euro/yen 132,40 mentre il dollaro/yen scambia a 114,34.
Ben intonati i derivati sul greggio, premiati dalla generalizzata ripresa della
domanda. Il future sul Brent viaggia in rialzo dello 0,84% a 85,39 dollari il barile
e il future sul Wti sale dell’1,19% a 83,29 dollari.
Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 40 bp a 169,19, il Btp future
perde 27 bp a 151,52. Lo spread Btp/Bund riparte da 106 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,895%.
Apertura mista per le borse europee, con Piazza Affari in salita dello 0,10%
in apertura. Negativi i principali indici EU. Bene i titoli bancari sul FTSE Mib.
Bene Eni, Tenaris, Saipem, Stellantis, Enel e Telecom Italia. In apertura
scendono Moncler, Diasorin, Atlantia, Nexi e Campari.
Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a -0,15% e
Hong Kong che cala dello 0,45%. Shanghai e Seoul negative rispettivamente a
-0,27% e a -0,28%. Positiva Sidney a +0,26%. Sul fronte macroeconomico, in
settembre la produzione industriale è cresciuta in Cina del 3,1% annuo, in
frenata rispetto al 5,3% di agosto e sotto al progresso del 3,8% del consensus.
Le vendite al dettaglio sono invece salite del 4,4% annuo, in accelerazione
rispetto al 2,5% di agosto e sopra al progresso del 3,4% atteso dagli analisti.
La Borsa di New York ha chiuso l’ultima seduta della settimana in rialzo
sostenuta da alcune brillanti trimestrali societarie e dall’inatteso incremento
delle vendite al dettaglio. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,09%, l’S&P 500 lo
0,75% ed il Nasdaq Composite lo 0,50%. Tra i titoli in evidenza Alcoa
Corporation a +15,21%.
Il colosso dell’alluminio ha comunicato risultati relativi al terzo trimestre segnati da profitti netti per USD 337 mln, pari a USD 1,76 per azione, contro il rosso di USD 49 mln, e USD 0,26 di un anno prima. Su base rettificata Alcoa ha registrato un eps di USD 2,05, a fronte di vendite aumentate da USD 2,37 a USD 3,11 mld. Il consensus era invece per USD 1,76 e USD 2,93 mld rispettivamente. Approvato un nuovo buyback da USD 500 mln. Virgin Galactic a -16,87%. Il tour operator spaziale ha ritardato l’avvio dei servizi commerciali per problemi strutturali della navicella. Goldman Sachs a +3,80%. La banca d’affari ha annunciato risultati trimestrali superiori alle attese.

