I commenti a cura degli esperti di State Street Global Advisors, La Francaise e T. Rowe Price in vista della riunione del Fomc

Jason Simpson, Senior Fixed Income Etf Strategist di SPDR ETF – State Street Global Advisors

I dati a breve termine non sono stati particolarmente incoraggianti per un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. I dati sulla crescita sono un po’ più contrastanti, pur segnalando un’economia resistente. I dati sull’inflazione, tanto dell’indice dei prezzi al consumo quanto dell’Indice dei prezzi per la spesa per i consumi personali, sono rimasti stabili ad aprile, ma non hanno ancora raggiunto livelli sufficientemente bassi da far ritenere ai policy maker che l’inflazione sia stata sufficientemente contenuta. Di conseguenza, per il mercato è trascurabile la possibilità che il FOMC tagli i tassi in occasione del meeting di giugno.

La filosofia della Fed è chiara: vuole essere sicura che l’inflazione non ricominci a salire. È quindi probabile che la dipendenza dai dati sia uno dei temi trattati nei commenti sulla decisione della banca centrale. A nostro avviso, c’è la possibilità che i numeri inizino ad apparire più favorevoli per un taglio dei tassi durante l’estate, in quanto ci aspettiamo che alcuni dati sull’inflazione più deboli inizino ad influire. Ad ogni modo, a seguito dei solidi risultati del report sull’occupazione/Payroll employment statunitense di venerdì scorso, le attese dei mercati suggeriscono che anche un taglio dei tassi a novembre non è ancora certo.

François Rimeu, senior strategist – La Française

Il Federal Open Market Committee (FOMC) dovrebbe lasciare invariati i tassi di riferimento nella riunione di giugno. Tuttavia, le nuove proiezioni economiche segnaleranno probabilmente un minor numero di tagli dei tassi nel corso dell’anno, con due tagli di 25 punti base (bp) ciascuno, che abbasserebbero il tasso di riferimento dal 5,4% al 4,9% entro la fine dell’anno.

Di seguito le nostre aspettative:

  • La Federal Reserve manterrà i tassi d’interesse fermi a una fascia obiettivo compresa tra il 5,25% e il 5,50%, invariata dal luglio 2023.
  • Powell ribadirà che la Fed ha bisogno di maggiore fiducia nella decelerazione dell’inflazione prima di poter iniziare a tagliare il tasso di riferimento, anche se i dati sull’inflazione di aprile sono rassicuranti dopo tre mesi consecutivi di sorprese al rialzo. Sottolineerà che il comitato prenderà in considerazione la possibilità di ridurre i tassi di policy anche in caso di indebolimento del mercato del lavoro.
  • Powell dovrebbe rimanere “cautamente ottimista” ribadendo che l’inflazione scenderà verso il 2% nel medio termine (entro il 2026) con il riequilibrio del mercato del lavoro e il rallentamento dello slancio economico a fronte di una politica monetaria restrittiva.
  • Indicherà inoltre che l’attuale politica monetaria è sufficientemente restrittiva. Di conseguenza, il Presidente ribadirà che ulteriori aumenti del tasso di policy sono probabilmente superflui.
  • La nuova “Sintesi delle proiezioni economiche” (SEP) dovrebbe evolvere come segue:

o Prevediamo due tagli (50 pb) quest’anno, con la mediana dell’intervallo obiettivo del tasso dei fondi federali al 4,9% (rispetto al 4,6% del SEP di marzo), quattro ulteriori tagli (100 pb) l’anno prossimo, che lascerebbero il tasso dei fondi al 3,9%, quindi tre tagli nel 2026 (75 pb), abbassando il tasso di policy al 3,1%. Le aspettative per il punto a lungo termine rimarranno probabilmente invariate al 2,6%.

o Le previsioni di crescita saranno abbastanza simili a quelle di marzo.

o Le stime per l’inflazione core PCE (Personal Consumption Expenditures al netto di cibo ed energia) saranno più alte di due decimi quest’anno, al 2,8%, e sostanzialmente invariate per i prossimi due anni, al 2,2% nel 2025 e all’obiettivo della Fed del 2,0% nel 2026.

o Le aspettative per il tasso di disoccupazione potrebbero essere riviste al rialzo.

In sintesi, Powell ribadirà che la Fed resterà in attesa fino a quando le prospettive di inflazione non torneranno in modo sostenibile all’obiettivo del 2%. Tuttavia, questa riunione potrebbe portare un po’ di volatilità, data l’incertezza su quante volte la Fed taglierà i tassi quest’anno e la pubblicazione dei dati sull’IPC di maggio lo stesso giorno degli annunci del FOMC.

Blerina Uruci, chief US economist, T. Rowe Price

Riteniamo che il policy rate rimarrà invariato: 5,25% – 5,5%. Per quanto riguarda alcune previsioni generali, crediamo che assisteremo a una crescita del Pil in modesto aumento, a un tasso di disoccupazione in modesto calo e a un’inflazione in aumento per il 2024.

Dot plot

Il prossimo dot plot mi aspetto che mostri due tagli per il 2024 (rispetto ai tre previsti a marzo). Si tratta di una scelta di grande consenso, poiché è opinione diffusa che la maggior parte dei membri del FOMC, incluso Powell, desideri tenere un’opzione aperta per la riunione di settembre. Se l’economia si mantiene solida e l’inflazione vischiosa, il mercato può prezzare settembre in base all’evoluzione dei dati.

Tuttavia, prevedo che per molti partecipanti sarà arduo decidere il dot plot, data la tenuta del mercato del lavoro (si veda il rapporto sulle buste paga di maggio) e per questo motivo ritengo che i rischi siano orientati verso una direzione da falco, ovvero che il dot plot potrebbe mostrare un solo taglio quest’anno. Una sorpresa al rialzo dei dati CPI aumenterebbe ulteriormente le probabilità di una sorpresa da falco.

Andranno osservati anche la distribuzione dei punti e la tendenza centrale. Ciò confermerà probabilmente un comitato che si divide quasi equamente sul numero di tagli dei tassi di interesse previsti per quest’anno, il che significa un elevato grado di incertezza sulle prospettive della politica monetaria.

Dati recenti: messaggi contrastanti

Dopo la riunione del FOMC di maggio, il rapporto JOLTS ha suggerito un ulteriore raffreddamento del mercato del lavoro, mentre l’occupazione è risultata più forte rispetto ad aprile. Inoltre, l’inflazione salariale ha subito una lieve accelerazione. Allo stesso tempo, diversi indicatori del Pil suggeriscono che nel secondo trimestre la crescita potrebbe risultare più sostenuta rispetto al ritmo dell’1,3% del primo trimestre. I segnali contrastanti dei dati si tradurranno in una maggiore incertezza della politica monetaria. In particolare, se la politica monetaria sia sufficientemente restrittiva e se la Fed abbia molto spazio per tagliare i tassi di interesse quest’anno.

Rapporto CPI di maggio

Il consensus prevede che il freno dei prezzi dell’energia manterrà l’inflazione complessiva contenuta, ma il CPI core è previsto allo 0,3% m/m e al 3,5% a/a, ancora 150pb al di sopra dell’obiettivo. Inoltre, l’inflazione complessiva è rimasta pressoché piatta dall’estate scorsa. Mercoledì seguirò i costi legati al mercato immobiliare residenziale (shelter). L’opinione comune è che questa misura scenderà nei mesi estivi. Il FOMC avrà ancora bisogno di un rallentamento dei servizi ex-shelter per raggiungere il suo obiettivo, ma un calo dei costi nel settore immobiliare residenziale accelererebbe questo processo. Se il settore residenziale non dovesse rallentare credo che il FOMC si troverà a dover ridurre i tassi di interesse.