Oltre all’indice tedesco Ifo, nel corso della settimana saranno pubblicati i dati sul clima di mercato dell’Italia e di tutta Europa. Weekly outlook di Allianz Global Investors a cura di Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy
Ampiezza sufficiente?
In tedesco l’aggettivo “breit” (ampio) può avere diversi significati: in senso letterale descrive l’estensione in larghezza, in senso figurato può anche indicare lentezza o persino ubriachezza. Per gli investitori comunque un mercato “ampio” è solitamente qualcosa di positivo: si ha quando un ampio numero di società presenti in un indice contribuisce in misura simile alla performance di quell’indice. In questo caso, si dice che il mercato ha “una base ampia”.
Di recente il mercato azionario USA rappresentato dal noto indice S&P 500 non si è comportato in questo modo. La maggior parte delle performance da inizio anno è stata realizzata da una manciata di aziende statunitensi a elevata capitalizzazione appartenenti per lo più al settore tecnologico. Mentre il resto del mercato ha registrato un andamento laterale e solo nelle ultime settimane ha evidenziato una modesta tendenza al rialzo.
Che cosa significa questo per gli investitori? Una prima osservazione è che difficilmente questa situazione di mercato estremamente ristretto può durare a lungo. Partendo da questa assunzione, vi sono diversi scenari possibili: le grandi società tecnologiche potrebbero trainare anche il resto del mercato al rialzo, o invece il loro rally potrebbe interrompersi; a quel punto i titoli delle mega tech potrebbero tornare a muoversi in linea con il mercato o al contrario registrare forti correzioni. In ogni caso l’ampiezza del mercato potrebbe nuovamente aumentare in modo graduale e i segmenti trascurati potrebbero recuperare, per lo meno su base relativa.
Quel che succederà influenzerà inevitabilmente la direzione del mercato nel suo complesso (e quindi dell’S&P 500). In questo caso guardare al passato non è di grande aiuto. Certo è che in due occasioni una situazione di scarsa ampiezza di mercato ha dato il via a importanti fasi ribassiste, precisamente lo scoppio della bolla delle dot.com nel 2000 e l’interruzione dell’impennata delle cosiddette società “Nifty-50” nel 1972. Tuttavia, spesso situazioni simili si sono risolte senza fuochi d’artificio e sono seguite performance positive. In altre parole: una scarsa ampiezza del mercato non prelude necessariamente a un netto calo dei corsi azionari.
Questa settimana
Questa settimana l’attenzione si concentrerà sul sentiment sul mercato europeo. Oltre all’indice tedesco Ifo (lunedì), nel corso della settimana saranno pubblicati i dati sul clima di mercato dell’Italia e di tutta Europa. Inoltre sapremo qualcosa di più sul sentiment dei consumatori, in un contesto di calo dei prezzi dell’energia, inflazione core persistente e solidità del mercato del lavoro. Le statistiche sulla fiducia dei consumatori proverranno da Germania, Italia, Francia e Giappone. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, sarà pubblicato l’indice sulla fiducia dei consumatori del Conference Board.
Verso la fine della settimana saranno resi noti i dati sull’inflazione: si attendono le stime preliminari dell’inflazione dei prezzi al consumo di giugno per la Germania giovedì, mentre per la Francia e per l’area euro venerdì. La serie sarà completata dall’indice della spesa per i consumi personali negli USA, che notoriamente è il dato preferito dalla Federal Reserve statunitense per impostare la propria politica monetaria. Dalla Cina giungeranno le statistiche sugli utili societari e, venerdì, gli indici ufficiali dei responsabili degli acquisti.
Nel complesso, stando ai sondaggi, e in particolare all’indagine di Bank of America fra i gestori di fondi, gli investitori nutrono ancora delle preoccupazioni che si traducono in un posizionamento prudente sui mercati. Molti timori nel medio periodo appaiono fondati, tuttavia alcune parti dell’economia e gli utili societari danno ancora prova di resilienza. Coloro che temono per la scarsa ampiezza del mercato dovrebbero iniziare a interessarsi ai segmenti più trascurati, come per esempio le small cap. Perché è lì che potrebbero presentarsi le prossime opportunità.

