In Asia rimbalzo per i listini cinesi, Hang Seng e Shanghai, dopo tre segni meno consecutivi. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

In negativo le altre piazze finanziarie con il Nikkei che ha tentato un recupero dopo la decisione della BoJ che si pensava potesse accennare a un cambiamento di politica monetaria. Cosa che non ha fatto.

Mercati azionari europei

Le Borse europee hanno aperto le contrattazioni dell’ultima settimana al ribasso dopo la nuova discesa di Wall Street ieri. Attenzione oggi agli indici PMI che potrebbero muovere il mercato. Sul FTSE Mib guida sempre la coppia Banca MPS-Banco BPM tallonata da Eni
dopo l’accordo in Congo sul gas naturale con SNPC e Lukoil.

Chiusura Wall Street

Vendite a Wall Street nella giornata successiva alla decisione Fed sui tassi di interesse. Le parole del governatore Fed sulla strada ancora lunga da fare per battere l’inflazione hanno risuonato forte sul floor americano. Infatti, dal mercato del lavoro è arrivato un dato, quello
sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, che conferma le tesi del numero uno della Fed. Le richieste si sono contratte a sopresa a 201.000 da 221.000 e contro attese a 225.000. Al’interno del listino Nasdaq, che ha subito i maggiori ribassi, scende Broadcom che potrebbe essere abbandonata da Alphabet come fornitore di chip.

Mercato obbligazionario

Nuovo record a sedici anni per il Treasury uno scenario che sconta ora l’higher for longer corale dei banchieri centrali. Il Bto decennale rimane sopra il 4,5% di rendimento e lo spread con il Bund torna a 180.

Valute e commodities

Mentre i banchieri centrali europei si fronteggiano a suon di dichiarazioni sulle prossime mosse di politica monetaria, il dollaro si rafforza dopo quanto detto da Powell mentre scendono yen, con la BoJ che non accenna a cambiamenti di postura nella gestione dei tassi, e franco svizzero dopo che la SNB ha confermato a sorpresa i tassi di interesse all’1,75% contro le attese per un aumento al 2%.

Agenda macro

Per capire quanto la BCE sia spaccata al suo interno sulle prossime mosse di politica monetaria basta ascoltare le dichiarazioni di alcuni suoi membri. Il governatore della Banca centrale greca Stournaras vorrebbe un taglio dei tassi di interesse entro la fine dell’anno, l’olandese e falco Knot vorrebbe lasciare i tassi di interesse fermi nella prossima riunione, mentre il belga Wunsch vorrebbe alzarti. Una indecisione che la Bank of Japan sembra non avere. Infatti, oltre ad aver confermato i tassi di interesse in territorio negativo
e il controllo della curva dei tassi, non c’è stato alcun accenno a un cambiamento di orientamento della politica monetaria, come ventilato nei giorni scorsi da alcune indiscrezioni. Venendo ai dati di oggi, in mattinata vengono pubblicati gli indici PMI preliminari per l’eurozona relativi al mese di settembre. Quello della Francia, già
reso noto alle 9:15, ha segnato 43,6 sul manifatturiero (attese a 46) e 43,9 sui servizi (stime a 46). Alle 9:30 i dati tedeschi sono attesi rispettivamente a 39,5 e 47,2; alle 10:00, per l’eurozona, 46,5 e 44; alle 10:30 per la Gran Bretagna 43 e 49,2. Alle 15:45 l’ISM manifatturiero USA è atteso a 43, quello dei servizi a 50,6.