Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM in Italia

bund, stati uniti

La prima parte dell’anno ha evidenziato la rapidità con cui gli eventi possono evolvere, la resilienza dei mercati di fronte agli shock geopolitici e il costo potenziale di rimanere liquidi e fuori dai mercati azionari durante le fasi di rialzo.

L’intelligenza artificiale (IA) si è affermata come il tema dominante del 2026, sostenendo nuovi massimi degli indici azionari, favorendo una concentrazione senza precedenti (i primi dieci titoli rappresentano il 40% della capitalizzazione dell’S&P 500) e mostrando una sorprendente resilienza rispetto all’aumento dei rendimenti obbligazionari. Da inizio anno l’S&P 500 ha registrato un progresso del 10%, il NASDAQ del 19% e lo STOXX Europe 600 del 7,5%. L’Asia ha fatto ancora meglio, trainata dai semiconduttori: il Nikkei 225 giapponese è salito del 39%, il Taiwan Weighted del 58% e il Kospi sudcoreano è quasi raddoppiato.

Matteo Ramenghi

Alla luce di queste performance e con l’arrivo dell’estate, la tentazione di assumere un approccio più difensivo nei prossimi mesi è comprensibile. Tuttavia, adottare una strategia eccessivamente prudente dopo un buon primo tempo può rivelarsi controproducente.

I rischi principali – una perdita di fiducia nell’IA, un indebolimento dell’economia reale o un ulteriore aumento dei tassi – al momento non appaiono imminenti: gli investimenti legati all’IA restano solidi, l’economia statunitense mostra segnali di buona salute, fuori dall’eurozona le politiche fiscali sono di supporto e non si osservano restrizioni del credito.

Il rally si sta estendendo oltre i titoli direttamente legati all’IA, le cui valutazioni appaiono ancora sostenibili. Anche se la volatilità potrebbe aumentare, riteniamo che il mercato azionario possa proseguire la sua crescita. La forza del settore tecnologico offre l’opportunità di ribilanciare i portafogli, diversificando verso aree meno affollate. I mercati asiatici offrono una combinazione interessante di crescita degli utili ed esposizione all’IA: stimiamo che gli utili dell’MSCI Asia ex-Japan possano crescere di circa il 60% quest’anno. Anche il Giappone si distingue in positivo, sostenuto da ripresa manifatturiera, riforme e domanda interna. In Europa, privilegiamo settori come industria, farmaceutica e consumi discrezionali.

Sui mercati obbligazionari, la politica monetaria resta il motore principale. Riteniamo che le aspettative attuali siano troppo aggressive, soprattutto se il recente accordo di pace con l’Iran dovesse portare a un calo duraturo dei prezzi del petrolio. Negli Stati Uniti, l’inflazione ha raggiunto il 4,2% a maggio, ma la crescita salariale è rimasta contenuta al 3,4%; la Fed potrebbe mantenere invariati i tassi per poi ridurli nella prima metà del 2027. In Europa, l’inflazione energetica ha già spinto la BCE ad alzare i tassi e si potrebbe prevedere un ulteriore rialzo. Per questo motivo riteniamo interessanti le obbligazioni di buona qualità e consigliamo di bloccare i rendimenti attuali nei segmenti a breve e media scadenza, mantenendo un approccio più cauto sui segmenti privati del credito e su quelli più rischiosi.