Analisi dei Mercati Globali a cura di RBC BlueBay Am
I mercati globali hanno registrato poche variazioni. Negli USA, l’annuncio dei buyback del Tesoro ha appiattito le curve dei rendimenti, riducendo l’emissione di titoli a lungo termine e mettendo sotto pressione le posizioni di consenso sull’irripidimento della curva. Se i riacquisti allenteranno le condizioni finanziarie, la Fed potrebbe dover compensare con una politica monetaria più restrittiva per contenere l’inflazione.
Al simposio di Jackson Hole, il Presidente della Fed Kevin Warsh non affronterà probabilmente il tema dei tassi per evitare la forward guidance. Poiché la conferenza si concentra su innovazione finanziaria e valute digitali, chi cerca indicazioni per la riunione FOMC di settembre rimarrà deluso. La decisione su un rialzo di 25 punti base appare in perfetto equilibrio (50/50) e dipenderà dai dati su occupazione e inflazione: dati forti renderanno probabile la stretta. Ritenendo più probabile una sorpresa al rialzo dell’inflazione, un aumento dei tassi a settembre appare più probabile di quanto scontato dai mercati; la strategia preferisce posizioni su obbligazioni inflation-linked e derivati rispetto ai Treasury direzionali.
Europa: Tassi e Valutazioni Geografiche

I rendimenti europei restano sui massimi. L’inflazione di agosto rafforza l’ipotesi di un rialzo dei tassi BCE alla prossima riunione. Christine Lagarde evita forward guidance, mentre Isabel Schnabel sostiene la necessità di un orientamento restrittivo. La risalita dei futures sul gas TTF continua a esercitare pressione sui Bund.
Tuttavia, gli swap a 2 anni nella Zona Euro offrono valore sopra il 3,05%: anche con due ulteriori rialzi BCE, i tassi sulla liquidità toccherebbero il 2,75%, mentre nel 2027 gli effetti base abbatteranno l’inflazione, aprendo alla possibilità di tagli dei tassi nella seconda metà del prossimo anno.
Titoli a lungo termine: Mantenuta cautela per l’eccesso di offerta che alza i term premium.
L’Ungheria mantiene valore relativo grazie ai tagli dei tassi da parte della NBH a fronte di un’inflazione in calo.
In Islanda il referendum sul riavvio dei colloqui UE (con prospettiva di ingresso nella Zona Euro nel 2028 assieme al Montenegro) fa da catalizzatore. Con tassi all’8% e solida posizione estera, la corona islandese continua a rafforzarsi.
Giappone: Dinamiche Politiche e BoJ
Il gradimento della Prima Ministra Sanae Takaichi è crollato (dal +50% a cifre singole), rendendola politicamente vulnerabile e costringendo i leader delle correnti (come Aso) a muoversi dietro le quinte. Le recenti misure, tra cui il taglio dell’imposta sui consumi, hanno sollevato preoccupazioni sulla copertura fiscale. Da un posizionamento più difensivo, è improbabile che rilasci nuove dichiarazioni espansive, puntando piuttosto alla stabilità dei JGB e dello yen. Alla riunione BoJ di settembre, si prospettano pochi ostacoli a un aumento dei tassi da parte del Governatore Ueda, fattore che appiattirà la curva dei rendimenti favorendo le scadenze lunghe.
Credito e Mercati Emergenti
Obbligazioni societarie: gli spread sono stabili, ma i titoli di Stato francesi (OAT) scambiano vicini ai livelli del credito societario; difficilmente lo spread OAT a 10 anni raggiungerà i 100 pb prima delle presidenziali 2027.
In Brasile i mercati sono stabili in vista delle elezioni di ottobre: la vittoria di Lula è prezzata, ma un’eventuale affermazione a sorpresa di Flavio Bolsonaro innescherebbe un forte rally degli asset locali.
Nel Regno Unito chiusa la posizione lunga sui tassi a breve. Gli aumenti previsti sulle bollette energetiche (Ofgem) e sui beni alimentari rischiano di spingere l’inflazione oltre il 4% a inizio anno, costringendo la Bank of England a un nuovo orientamento restrittivo.


