Questa settimana sarà cruciale sul fronte delle banche centrali in quanto si riuniranno sia la FED che la Bce. Weekly di Cassa Lombarda

Macro review

A inizio settimana è stato pubblicato il numero dei Jolts in US (numero di posti vacanti), un dato che può orientare meglio la Fed nelle decisioni di politica monetaria. I posti di lavoro vacanti erano a fine novembre 8,73 milioni, in forte calo da 9,35 milioni di fine ottobre, mentre il consensus si aspettava 9,3 milioni. Il dato del 30 novembre è il più basso degli ultimi due anni e mezzo. Sempre negli Stati Uniti d’America, ad ottobre sono stati creati 199.000 nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli (vs 150.000 in ottobre) ed il tasso di disoccupazione è sceso al 3,7% ed il tasso di partecipazione è salito. Sui dati del mese ha influito anche la fine dello sciopero del settore automobilistico.

Azioni

I listini europei (indice Stoxx Europe 600) hanno chiuso la quarta settimana consecutiva positiva, aiutati anche dalle misure di stimolo fiscale e monetario in Cina. L’indice MSCI AC Asia Pacific ha di giustezza chiuso la terza settimana positiva (+0,18%), registrando il periodo positivo più lungo da giugno. Il Nikkei ha però terminato l’ottava in calo del 3,4% a causa del rafforzamento dello yen che ha penalizzato gli esportatori. Il mercato si attende che la BOJ esca dalla sua politica ultra-espansiva di tassi negativi già questo mese. Secondo gli economisti, la continua debolezza della Cina ed il deterioramento del quadro macro in Giappone potrebbero continuare a pesare sugli utili della regione Asia Pacifico nel corso del 2024.

Obbligazioni

Settimana di assestamento per i principali bond governativi in attesa degli eventi clou prima delle festività: i meeting di FED, il 13, e BCE, il 14. Si riparte da: Treasury USA decennale a 4,23%, Treasury biennale a 4,75%, Bund decennale tedesco a 2,28%. BTP decennale a 4,07%. Spread a 180. I segnali di inversione del trend ci potrebbero essere con: un Bund decennale sotto 2,50/2,40%, BTP decennale sotto 4,0/3,90%, Treasury decennale sotto 4,0/3,90%.

Valute e materie prime

Il petrolio, nonostante il rimbalzo di venerdì ha chiuso la settima settimana consecutiva negativa, registrando così il periodo più lungo di calo dal 2018. I commenti provenienti dall’Arabia Saudita su una possibile estensione dei tagli alla produzione oltre marzo 2024 non sono stati sufficienti a sostenere il mercato. I timori di rallentamento macro, in particolare in Cina (primo consumatore al mondo di greggio) hanno pesato sul sentiment. Il calo del prezzo del petrolio, d’altro canto, favorisce il compito delle banche centrali di controllo dell’inflazione. L‘oro ha terminato la prima settimana negativa (-3,3%) in un mese, dopo aver toccato nuovi massimi storici nel corso dell’ottava appena trascorsa. Da inizio anno, l’oro è in rialzo di circa il 10% a fronte del calo dei rendimenti dei Treasury e della debolezza del biglietto verde su rallentamento macro in Usa. L’argento ha registrato il peggior calo settimanale da giugno (-9,9%).

Outlook

Secondo gli economisti la Banca Centrale Europea manterrà nel meeting del 14.12 i tassi fermi, mentre un primo taglio potrebbe avvenire già a giugno dell’anno prossimo contro precedenti attese di una mossa a settembre, a causa del peggioramento del quadro economico nelle ultime settimane. I mercati sono più aggressivi e scontano già un taglio di 150 punti base per il prossimo anno, con una prima riduzione già a marzo. Ci si attende anche che la Bce tagli le proprie previsioni economiche ma nel comunicato raffreddi le aspettative di un taglio dei tassi. Per quanto riguarda la FED, i mercati sono convinti che il picco dei tassi sia stato effettivamente raggiunto ed ora si possa iniziare a scommettere su possibili tagli al costo del denaro il prossimo anno, anche se il Presidente Powell ha di recente dichiarato che è troppo presto per fare speculazioni in tal senso. In Eurozona, il PMI Servizi dovrebbe cambiare di poco e restare ancora in zona contrazione di contrazione economica (48,5 l’ultimo dato), mentre il settore manifatturiero dovrebbe mostrare un moderato aumento grazie ad una graduale stabilizzazione. In Usa, l’inflazione dovrebbe continuare a rallentare grazie al calo della componente energia.