Intervista a Danilo Verdecanna, Business Development, Southern Europe, di Asset Management One

La Borsa di Tokyo ha mostrato una buona tenuta a dispetto degli eventi che hanno fatto impennare la volatilità sui mercati azionari. Quali sono a vostro parere i fattori che hanno consentito all’equity nipponico di centrare questo risultato?

La motivazione principale risiede nella natura value e ciclica degli indici rappresentativi del mercato giapponese. Mentre il TSE (Tokyo Stock Exchange), mercato profondo e variegato, è composto da circa 3700 titoli, l’indice Topix è costituito da circa 2180 titoli i cui primi 100 già da soli pesano circa il 63% dell’indice.
Tali titoli appunto presentano caratteristiche molto più cicliche e value di altri mercati internazionali e tendono a sovraperformare in scenari di maggiore inflazione e rialzo dei tassi d’interesse.
Per tale motivo, pur essendo collocato nella regione asiatica, il Giappone risulta essere un unicum e decorrelato dagli altri mercati appartenenti alla stessa area. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un rialzo generalizzato dei tassi a seguito di un’inflazione crescente. Questo ha sicuramente favorito il mercato azionario Giapponese.
Ci tengo a sottolineare che il Giappone presenta altrettante opportunità nei titoli di crescita, spesso a bassa capitalizzazione, ma trascurati dagli analisti internazionali.
Anche le valutazioni meno care (P/E) delle azioni giapponesi hanno aiutato il mercato nipponico a sovraperformance in questa fase.
Spostando l’attenzione al medio-lungo termine, quali prospettive delineate per il mercato azionario giapponese?
Nel medio-lungo periodo ritengo che il Giappone debba affrontare due sfide primarie: la prima, peculiare per il Giappone, è la trasformazione digitale della pubblica amministrazione con conseguenze anche nel settore privato. La seconda, comune ad altre economie, è la decarbonizzazione, particolarmente urgente per il Giappone visto il basso grado di auto-sufficienza energetica.
Le due tematiche sono contenute più o meno direttamente nel pacchetto di spesa fortemente voluto dal primo ministro Kishida del valore di circa 450mld USD chiamato “una nuova forma di capitalismo”, suddiviso in voci di spesa relativi alla “crescita” e alla “distribuzione”. È chiaro che entrambe le tematiche richiamano all’innovazione tecnologica, la sola in grado di coadiuvare la soluzione di tali problemi.
Per cui nel medio-lungo periodo i titoli a forte connotazione tecnologica potrebbero riscuotere nuovamente il favore degli investitori, che al momento stanno invece vendendo titoli di crescita per supportare quelli con modelli di business più maturi.

