Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, giovedì 6 ottobre, si presenta particolarmente scarna di
dati. In mattinata saranno disponibili il dato sull’indice Pmi costruzioni della
Gran Bretagna seguito dal dato sulle vendite al dettaglio dell’Eurozona. Nel
primo pomeriggio invece saranno disponibili i verbali della Bce mentre sul fronte
statunitense attendiamo il dato sulle richieste settimanali di sussidi di
disoccupazione.

Sul fronte europeo, secondo quanto comunicato dall’Instituto Nacional de
Estadística (Ine, l’ente statistico di Madrid), in agosto la produzione industriale
ha registrato in Spagna un rialzo del 5,5% annuo, contro il 5,4% della lettura
finale di luglio e il 4,8% del consensus. Sempre sul fronte europeo, secondo
quanto comunicato da Statistisches Bundesamt (Destatis, l’agenzia nazionale di
statistica tedesca), in agosto gli ordinativi all’industria sono calati in Germania
del 2,4% mensile, dopo il rialzo dell’1,9% della lettura finale di luglio e contro il
declino dello 0,7% del consensus. Su base annuale, rettificata per le variazioni di
calendario, gli ordini industriali sono invece scesi del 4,1% contro il precedente
crollo dell’11,0% e il ribasso dell’1,4% stimato dagli economisti. In Olanda,
secondo quanto comunicato dal Centraal Bureau voor de Statistiek (Cbs, l’Ufficio
centrale di statistica dei Paesi Bassi), in settembre il tasso d’inflazione è salito
al 14,5% annuo dal 12,0% di agosto. L’inflazione armonizzata è invece cresciuta
al 17,1% annuo dal 13,7% precedente.

Sul fronte asiatico, ulteriore frenata per il settore manifatturiero di Hong Kong,
che scivola dopo cinque mesi sotto la soglia di 50 pts che separa contrazione da
espansione. L’indice Pmi stilato da S&P Global ha segnato infatti in settembre un
calo a 48,0 pts dai 51,2 pts di agosto.

Sul fronte oceaniano, secondo quanto reso noto dal Bureau of Statistics di
Canberra, in agosto la bilancia commerciale dell’Australia si è attestata su base
rettificata stagionalmente su un surplus di AUD 8,32 mld, in ulteriore frenata
rispetto agli AUD 8,97 mld della lettura finale di e sotto ai 10,00 mld del
consensus. In agosto le esportazioni dall’Australia sono salite del 2,6% mensile.
Le importazioni sono invece aumentate del 4,5%.

Il cross euro/dollaro vale 0,9917 in rialzo di 0,39%, mentre il cambio euro/yen si
attesta su 143,28 in rialzo dello 0,27% e il cambio usd/jpy scambia a 144,52 in
calo di 0,08%.

Derivati sul greggio in rialzo. Il futures sul Brent guadagna lo 0,30% a USD
93,65 il barile, mentre WTI Usa sale dello 0,52% a USD 88,22.

Stamane il Bund future ha aperto a 139,30 il Btp future a 112,49. Lo spread
Btp/Bund riparte da 243 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale al
4,481%.

Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari che si trova poco
sopra la parità. Negativi i titoli bancari. In ribasso anche Enel, Telecom, A2A,
Recordati ed Eni. In rialzo invece Leonardo, Prysmian, Snam, Campari e Inwit.

Azionariato asiatico misto stamane con il Nikkei 225 della borsa di Tokyo
che guadagna lo 0,70%, Hong Kong scende dello 0,43%, Shanghai chiuso,
Seoul sale dell’1,02%, e Sidney dello 0,03%. Rimangono ancora chiuse le
piazze di Shanghai e Shenzhen per il lungo stop del Guóqìng jie (la festa
nazionale che ricorda la fondazione della Repubblica popolare cinese il 1°
ottobre 1949). Riapriranno solo lunedì 10 ottobre. Due i principali fattori che
condizionano i mercati globali. Pressioni ribassiste arrivano dal solido dato di
settembre relativo alla variazione mensile nell’occupazione privata non agricola
in Usa, che rende improbabile un rallentamento nella stretta monetaria della
Federal Reserve (Fed). Cruciale poi l’accordo dell’Organization of the Petroleum
Exporting Countries (Opec, l’organizzazione dei 13 maggiori produttori di
greggio con riserve provate superiori al 70% del totale mondiale) sul taglio alla
produzione di greggio. Accordo che sostiene i corsi del petrolio ma segna un
cambio di passo nei rapporti geopolitici visto che l’Arabia Saudita di fatto
fornisce un assist a Mosca nell’invasione dell’Ucraina e alleggerisce il crescente
isolamento della Russia.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in leggero ribasso. Il Dow Jones ha
perso lo 0,14%, l’S&P 500 lo 0,20%, mentre il Nasdaq Composite lo 0,31%.

Positivo il comparto energetico. Il comitato tecnico dell’Opec+ ha
raccomandato ulteriori tagli ai target di produzione di petrolio. Giù il comparto
bancario sul possibile stop ai programmi di buyback a causa degli
accantonamenti per perdite su crediti. Tra i titoli in evidenza AutoZone
+1,75%. Il retailer di accessori auto ha annunciato l’approvazione da parte del
board di un nuovo aumento di USD 2,5 mld del programma di riacquisto di
azioni proprie.