Apertura negativa per le borse europee. La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta del mese di dicembre in ribasso dopo la notizia del primo caso di variante Omicron negli Usa. Petrolio in salita. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, giovedì 2 dicembre, ha alcuni spunti significativi. In
primo piano la riunione dell’Opec+. Nel corso della seduta sono attesi gli
aggiornamenti sul tasso di disoccupazione in Italia e zona euro, ma anche
l’aggiornamento settimanale sui sussidi di disoccupazione negli Usa. Da
oltreoceano, negli Stati Uniti, il Census Bureau reso noto che la spesa per le
costruzioni è cresciuta dello 0,2% a ottobre dopo essere diminuita dello 0,1% a
settembre, risultando inferiore alle attese degli economisti fissate su un
incremento dello 0,4%. L’Institute for Supply Management ha reso noto che
nel mese di novembre l’Indice ISM Manifatturiero è salito a 61,12 punti dai
60,8 punti registrati ad ottobre. Il dato è risultato superiore alle attese degli
analisti che avevano stimato un valore pari a 61 punti. Sul fronte asiatico,
secondo i dati diffusi dalla Bank of Japan, la base monetaria del Sol Levante è
cresciuta in novembre del 9,3% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al
9,9% di ottobre e all’11,7% di settembre. La base monetaria del Giappone si è
attestata lo scorso mese a quota JPY 660.444 mld, cioè EUR 5.160 mld al
cambio attuale, in declino rispetto ai JPY 664.029 mld, ovvero EUR 5.188 mld di
ottobre. Secondo quanto comunicato da Statistics Korea, in novembre il tasso
d’inflazione è salito in Corea del Sud al 3,7% annuo dal 3,2% di ottobre (e dal
2,5% in settembre. Sul fronte oceanico, secondo quanto reso noto dal Bureau of
Statistics di Canberra, in settembre la bilancia commerciale dell’Australia si è
attestata su base rettificata stagionalmente su un surplus di 11,22 miliardi di
dollari australiani, in declino dagli 11,82 miliardi della lettura finale di settembre
e dai 14,02 miliardi in agosto e contro gli 11,00 miliardi del consensus di
Reuters. In ottobre le esportazioni dall’Australia sono scese del 3% sequenziale,
contro il precedente declino del 6%. Le importazioni sono parimenti calate del
3% contro il 2% di settembre.

Il cross euro/dollaro è a 1,1315, in rialzo dello 0,05%; il cambio euro/yen
128,10 mentre il dollaro/yen scambia a 113,06.

Il future sul Brent viaggia in salita del 1,77% al barile e il future sul Wti sale del
1,46%.

Stamane il Bund future ha aperto in rialzo di 34 bp a 172,18, il Btp future
aumenta di 21 bp a 150,87. Lo spread Btp/Bund riparte da 136 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale allo 1,008%.

Apertura negativa per le borse europee, con Piazza Affari in discesa
dell’1,35% in apertura. Negativi i principali indici EU. Male i titoli bancari sul
FTSE Mib. Nessun titolo in salita in apertura. In apertura scendono Snam,
Diasorin, Buzzi Unicem, Atlantia e Italgas.

Azionariato asiatico misto stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a -0,65% e
Hong Kong che sale dello 0,55%. Shanghai e Seoul miste rispettivamente a –
0,09% e a +1,57%. Negativa Sidney a -0,15%. Sul fronte macroeconomico, in
novembre l’indice della fiducia dei consumatori è rimasto invariato in
Giappone sui 39,2 punti già registrati in ottobre e dai 37,8 punti in settembre.
Il dato rimane sotto la soglia di 50 punti che separa fiducia da pessimismo
ormai dal marzo 2006.

La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta del mese di dicembre in
ribasso dopo la notizia del primo caso di variante Omicron negli Usa (in
California). Il Dow Jones ha perso l’1,34%, l’S&P 500 l’1,18% ed il Nasdaq
Composite l’1,83%. L’edizione del Beige Book diffusa mercoledì dalla Federal
Reserve (Fed), relativa al periodo fino allo scorso 19 novembre, mostra come
l’attività economica sia cresciuta in Usa a un ritmo da modesto a moderato
nella maggior parte dei dodici distretti in cui vengono divisi gli Stati Uniti.

Diversi distretti hanno notato che, nonostante la forte domanda, la crescita è
stata frenata dalle interruzioni della supply chain e dalla carenza di
manodopera. La spesa dei consumatori è aumentata moderatamente mentre
le scorte basse hanno frenato le vendite di alcuni articoli, in particolare di
veicoli leggeri. La Fed ha sottolineato che i prezzi sono saliti a un ritmo da
moderato a robusto, con aumenti diffusi in tutti i settori dell’economia.