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	<title>Fonseca Archives - Future Investments</title>
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		<title>Lombard Odier  IM: misurare la decarbonizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 07:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Fonseca]]></category>
		<category><![CDATA[Lombard Odier IM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La visione di di Giancarlo Fonseca, country head, Lombard Odier Investment Managers Italia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_133306" aria-describedby="caption-attachment-133306" style="width: 228px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-133306" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM.png" alt="" width="228" height="248" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM.png 228w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM-150x163.png 150w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" /><figcaption id="caption-attachment-133306" class="wp-caption-text">Giancarlo Fonseca, country head, Lombard Odier Investment Managers Italia.</figcaption></figure>
<h2 class="p1"><strong><a href="https://www.linkedin.com/company/lombard-odier-investment-managers/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1">Lombard Odier </span></a><span class="s1">Investment Managers Italia, l</span></strong><strong><span class="s1">a visione di </span><span class="s1">di Giancarlo Fonseca, </span><span class="s1">country head.</span></strong></h2>
<p class="p1"><span class="s1">I portafogli TargetNetZero (Tnz) sono progettati per fornire agli investitori un’esposizione diversificata in cui la nostra metrica proprietaria sull&#8217;aumento implicito della temperatura facilita il perseguimento della decarbonizzazione nel mondo reale, oltre a quella del portafoglio. Su questa base, possiamo investire in tutti i settori economici, oltre a quelli che oggi presentano una bassa impronta di carbonio.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1"><b>PREDILIGERE I LEADER </b></span><span class="s1"><b>DELLA TRANSIZIONE</b></span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Le nostre strategie Tnz favoriscono le società in fase di transizione che, secondo le nostre previsioni, si decarbonizzeranno più velocemente rispetto alle omologhe di settore, grazie al loro allineamento agli accordi di Parigi e alle loro credibili strategie di decarbonizzazione. Le definiamo “transitioner”. Sebbene alcune abbiano già compiuto progressi significativi, la maggior parte di esse dovrà affrontare la trasformazione negli anni a venire. Favorendo questi futuri leader della transizione, puntiamo a fare sì che i nostri portafogli Tnz si decarbonizzino più rapidamente dei rispettivi benchmark. Per identificare quali saranno i leader della transizione, il nostro team di ricerca sulla sostenibilità stima i futuri percorsi di emissione tenendo in considerazione tre fattori:</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">• le tendenze attuali delle emissioni di un&#8217;azienda;</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">• i suoi impegni futuri di decarbonizzazione;</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">• le analisi interne di Lombard Odier Investment Managers (Loim) per valutare la credibilità dei piani di decarbonizzazione. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il processo è strutturato per mitigare l&#8217;impatto di eventuali errori previsionali, attraverso un&#8217;esposizione diversificata ai soggetti in transizione.</span></p>
<h2 class="p2"><span class="s1"><b>VALUTARE L&#8217;EFFETTIVA </b></span><span class="s1"><b>DECARBONIZZAZIONE </b><b></b></span></h2>
<p class="p2"><span class="s1">Negli ultimi quattro anni, i nostri portafogli Tnz si sono effettivamente decarbonizzati più velocemente dei loro benchmark? Non è facile rispondere a questa domanda chiave per gli investitori, ma crediamo che la metodologia adottata per misurare la<span class="Apple-converted-space">  </span>variazione delle emissioni sia fondamentale. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Per noi, la decarbonizzazione del portafoglio non è una semplice variazione aggregata delle sue emissioni nel tempo, perché questo dato è influenzato da una serie di fattori, tra i quali la variazione della copertura dei dati sulle emissioni e il conseguente ribilanciamento del portafoglio. A nostro avviso, la decarbonizzazione “autentica” è la variazione delle emissioni di portafoglio derivante esclusivamente dalla disponibilità di nuovi dati sulle emissioni, mentre tutti gli altri fattori rimangono costanti. </span></p>
<h2><a href="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/06/175.pdf">continua a leggere </a></h2>
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		<title>LOIM: la sostenibilità nell&#8217;era di Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 08:00:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[LOIM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"In Lombard Odier Investment Managers (Loim), continueremo a monitorare attentamente gli annunci della nuova amministrazione per cogliere i segnali di probabili indirizzi politici" Fonseca</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1"><b><img decoding="async" class="size-full wp-image-133306 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM.png" alt="" width="228" height="248" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM.png 228w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM-150x163.png 150w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" />di Giancarlo Fonseca, </b></span><span class="s1"><b>country head di Lombard Odier </b></span><span class="s1"><b>Investment Managers Italia</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sin dal suo insediamento, il presidente Trump ha emesso una serie di ordini esecutivi e fatto dichiarazioni sulla politica del clima, la salute e l&#8217;energia. I contenuti espressi erano stati ampiamente resi noti in anticipo e hanno evidenziato poche sorprese. In Lombard Odier Investment Managers (Loim), continueremo a monitorare attentamente gli annunci della nuova amministrazione per cogliere i segnali di probabili indirizzi politici. Ci aspettiamo che i mercati azionari possano reagire in modo disordinato alla retorica iniziale e presentino diverse opportunità per gli investitori attivi. Inoltre, la rimozione dell&#8217;incertezza politica, un ambiente pro-business, un focus sulla deregolamentazione e il reshoring potrebbero rivelarsi positivi per gli investimenti in infrastrutture energetiche e distributive, produzione di semiconduttori e smartification. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2"><b>Quanto conta la politica? </b></span></p>
<p class="p1"><span class="s3">Ancora una volta, il presidente Trump ha ordinato il ritiro degli Stati Uniti dall&#8217;accordo di Parigi, firmato originariamente nel 20</span><span class="s4">1</span><span class="s3">5. Lo ha fatto anche durante il suo primo mandato e poi, con Joe Biden, l’America è ritornata a farne parte. Anche questa decisione era stata ampiamente prevista dai mercati e dagli investitori. Nella nostra strategia di transizione planetaria, ci concentriamo su modelli di business redditizi e in crescita, con punti di forza e vantaggi competitivi in aree strutturalmente avanzate. Queste aziende stanno implementando investimenti con l&#8217;obiettivo di rivoluzionare i mercati e generare crescita attraverso l&#8217;elettrificazione e la digitalizzazione. </span></p>
<p class="p1"><span class="s3">Abbiamo sempre evitato i settori che si basano in gran parte sul sostegno politico dei governi. L&#8217;idrogeno e l&#8217;eolico offshore sono due esempi. Se il supporto governativo venisse meno, le aziende coinvolte farebbero fatica a ottenere un ritorno decente sul capitale investito. Nella nostra gamma TargetNetZero, favoriamo le società leader nella decarbonizzazione, ma che investono in tutti i settori, compresi quelli ad<span class="Apple-converted-space">  </span>alte emissioni di carbonio. Ciò ci consente di mantenere un&#8217;esposizione a tutte le aree dell&#8217;economia presenti nel benchmark, rendendo il nostro portafoglio più resiliente alle rotazioni settoriali. Crediamo che la decarbonizzazione stia avvenendo principalmente per ragioni economiche, industriali, ingegneristiche e di efficienza, piuttosto che per indicazioni normative o politiche. Riteniamo quindi improbabile che venga ostacolata dalla nuova amministrazione americana e rimaniamo impegnati nell&#8217;implementare un approccio di investimento disciplinato e realmente diversificato, che fornisca esposizione alla transizione a zero emissioni nette e alle aziende innovative che la guidano. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Un’economia solida</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Durante la prima presidenza Trump, il ritiro degli Stati Uniti dall&#8217;accordo di Parigi ha dato vita alla creazione della coalizione &#8220;We Are Still In&#8221;, che ha riunito stati, città e aziende che hanno segnalato il loro continuo impegno verso gli obiettivi climatici. La regolamentazione a livello statale, sotto forma di mandati, permessi e standard, è subentrata al ruolo svolto da quello federale, con la California come esempio lampante. Nello stesso periodo, i costi dell&#8217;energia solare, delle batterie e dei veicoli elettrici hanno continuato a scendere e i mercati per questi prodotti a espandersi a livello globale. La prima presidenza Trump ha rafforzato la nostra convinzione che, affinché le transizioni economiche, tecnologiche o ambientali abbiano successo, devono prima di tutto essere guidate da una solida economia. In definitiva, crediamo che il passaggio a un&#8217;economia elettrificata e alimentata da fonti rinnovabili avverrà grazie ai dimostrati vantaggi in termini di costi di queste tecnologie, che sono guidate da cicli di innovazione, dalla modularità delle tecnologie e dai principi ingegneristici di base. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2"><b>L’eccezione, non la regola</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Naturalmente, la politica svolge ancora un ruolo e può ritardare o accelerare le transizioni. Sul fronte energetico, ci aspettiamo che alcune disposizioni chiave dell&#8217;Inflation Reduction Act siano revocate. Alcune fonti, tra cui l&#8217;idrogeno e l&#8217;eolico offshore, nonché tecnologie come la cattura e lo stoccaggio del carbonio, sono attualmente antieconomiche senza sussidi e, probabilmente, saranno influenzate negativamente dalle politiche della nuova amministrazione. Queste tecnologie, tuttavia, potrebbero essere l&#8217;eccezione piuttosto che la regola, poiché veicoli elettrici, solare, batterie, efficienza energetica industriale e pompe di calore hanno già superato o si stanno avvicinando ai punti di svolta in termini di costi, rendendoli competitivi con o senza sussidi, limitando così l&#8217;effetto dei cambiamenti legislativi. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2"><b>Qualche impatto positivo</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ci attendiamo che la nuova amministrazione modifichi anche i processi di autorizzazione dei progetti federali per renderli meno gravosi, accelerando così l&#8217;avvio di nuove iniziative infrastrutturali ed energetiche. I prezzi dell&#8217;energia potrebbero inoltre essere sostenuti dall&#8217;incremento della domanda da Ai, data center e reshoring a fronte di una moltiplicazione delle fonti produttive. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">I biocarburanti potrebbero essere un altro settore che trae vantaggio dalle nuove politiche. L&#8217;amministrazione Trump sembra avere una visione positiva di questa forma di energia, con un ordine esecutivo volto ad alleggerire dalla burocrazia governativa lo sviluppo di quei carburanti. Essi rappresentano un settore cui abbiamo da tempo dedicato un&#8217;esposizione nei nostri portafogli, in quanto conoscerà una crescita strutturale continua, anche attraverso il loro utilizzo nei carburanti per l&#8217;aviazione. </span></p>
<p class="p1"><span class="s5"><b>Sistemi alimentari e sanitari</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sul fronte sanitario, Trump ha anche emesso l’ordine di ritirarsi dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Gli Stati Uniti contribuiscono per circa il 20% al bilancio dell&#8217;Oms</span><span class="s6"><sup>1</sup></span><span class="s1">. La perdita di questi fondi sarà duramente avvertita dall&#8217;organizzazione e potrebbe avere un impatto sulla collaborazione internazionale su questioni sanitarie come la poliomielite, gli interventi di emergenza, la condivisione dei dati e le partnership di ricerca. Dal punto di vista degli investimenti, tuttavia, l&#8217;Oms rappresenta solo lo 0,</span><span class="s6">1</span><span class="s1">% della spesa sanitaria globale<sup>2</sup>. È quindi probabile che gli effetti sulle aziende health-care quotate siano marginali, al di là dell&#8217;impatto emotivo indiretto su alcuni sviluppatori di vaccini. Per quanto riguarda le politiche interne, crediamo anche che, sotto la nuova amministrazione, i cambiamenti al sistema sanitario saranno graduali, data la complessità delle normative e l&#8217;opinione politica sull&#8217;argomento. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un&#8217;area che potrebbe attirare maggiore attenzione è l&#8217;intersezione tra sistemi sanitari e alimentari, con la nuova amministrazione che ha segnalato un certo interesse nel rivedere le linee guida dietetiche e la regolamentazione degli additivi alimentari. I cambiamenti nei sistemi alimentari e nella nutrizione e la loro rilevanza per le sfide sanitarie rappresentano un tema importante nelle nostre strategie. </span></p>
<p class="p1"><span class="s7"><b>Opportunità industriali e it</b></span><b> </b></p>
<p class="p1"><span class="s1">La retorica del presidente si è concentrata molto sul mettere &#8220;l’America al primo posto&#8221;, inclusa l&#8217;introduzione di possibili tariffe e il sostegno nei confronti del reshoring di diversi settori chiave. Sebbene alcuni titoli azionari statunitensi abbiano già risposto positivamente, i segmenti a piccola e media capitalizzazione potrebbero trarre ulteriori benefici in futuro; inoltre, il supporto all’industria statunitense presenta nuove opportunità legate a molti dei temi in cui investiamo. Ci aspettiamo che le industrie dei semiconduttori statunitensi ne trarranno beneficio, come, forse, l&#8217;industria delle batterie, che ha attirato meno commenti negativi rispetto ad altre nuove tecnologie energetiche. Inoltre, ci attendiamo un ulteriore supporto per la digitalizzazione, la smartification e le tecnologie autonome, inclusa la guida autonoma. </span></p>
<p class="p1"><span class="s5"><b>La nostra convinzione</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In definitiva, anche se il linguaggio può passare dall&#8217;attenzione per il clima e la decarbonizzazione alla focalizzazione sull&#8217;innovazione, le infrastrutture e la disponibilità economica, crediamo che si tratti di due facce della stessa medaglia. In Loim abbiamo adottato per primi l&#8217;idea che la transizione verso la sostenibilità debba essere vista, innanzitutto, come una rivoluzione industriale e tecnologica. Rimaniamo convinti che lo stato finale dell&#8217;economia sarà a impatto zero, positivo per la natura, socialmente costruttivo e abilitato dal digitale. Anche se i tempi della transizione e l&#8217;attrattiva dei singoli temi continueranno a evolversi, riteniamo che le opportunità siano più varie che mai. </span></p>
<p class="p3"><span class="s8">1</span><span class="s1">. WHO, United States of America, WHO | Programme Budget Web Portal </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">2. 9789240</span><span class="s8">1</span><span class="s1">04495-eng.pdf (p. vi)</span></p>
<p class="p6"><span class="s5"><b>Informazioni importanti</b><b></b></span></p>
<p class="p6"><span class="s5">La Società è autorizzata e regolamentata dalla Commission de Surveillance du Secteur (la “CSSF”) ai sensi dell&#8217;articolo </span><span class="s10">1</span><span class="s5">0</span><span class="s10">1</span><span class="s5">(3) del </span><span class="s10">1</span><span class="s5">7 dicembre 20</span><span class="s10">1</span><span class="s5">0 della Legge lussemburghese sugli OICVM e ai sensi dell&#8217;articolo 5 (4) del </span><span class="s10">1</span><span class="s5">2 luglio 20</span><span class="s10">1</span><span class="s5">3 della Legge AIFMD e ha sede legale al 29</span><span class="s10">1</span><span class="s5">, Route d&#8217;Arlon, L-</span><span class="s10">11</span><span class="s5">50 Lussemburgo. (di seguito la “Società*). </span></p>
<p class="p6"><span class="s5">Il presente documento è destinato esclusivamente agli Investitori Professionali in Italia. </span></p>
<p class="p6"><span class="s5">Il presente documento è una Comunicazione aziendale destinata esclusivamente a investitori professionali e non è una comunicazione di marketing riguardante un fondo, un prodotto d’investimento o servizi d’investimento. Il presente documento non mira a fornire consulenza d’investimento, contabile, professionale o legale.</span></p>
<p class="p6"><span class="s5">Data di pubblicazione: gennaio 2025</span></p>
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		<title>LOIM: &#8220;Sempre più solare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 08:00:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fonseca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La transizione energetica è guidata dalla straordinaria crescita dell'energia solare. Giancarlo Fonseca, country head, Lombard Odier Investment Managers Italia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><img decoding="async" class="size-full wp-image-133306 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM.png" alt="" width="228" height="248" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM.png 228w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM-150x163.png 150w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" />di Giancarlo Fonseca, </b><b>country head, Lombard Odier </b><b>Investment Managers Italia</b></p>
<p>La transizione energetica è guidata dalla straordinaria crescita dell&#8217;energia solare. I continui miglioramenti da un punto di vista economico, l&#8217;elevata modularità e il ruolo indispensabile nella transizione a zero emissioni fanno di questa tecnologia un punto di riferimento per gli investimenti a lungo termine.</p>
<p><b>UN PERIODO DIFFICILE</b></p>
<p>Nella prima metà del 2024, otto dei dieci fondi concentrati su questo tema hanno sottoperformato. Poiché i tassi d&#8217;interesse elevati hanno impattato i progetti di energie rinnovabili ad alta intensità di capitale, anche l&#8217;entusiasmo degli investitori è diminuito: da un picco di 37,8 miliardi di dollari di asset in gestione nel 2022, gli afflussi degli investitori europei sono scesi a 2,4 miliardi di dollari nel primo semestre di quest&#8217;anno. In questo periodo, diversi gestori patrimoniali di alto profilo sono usciti da iniziative chiave per il clima, come la rete di impegno collettivo Climate Action 100+ (CA100+). Le pressioni politiche potrebbero avere influenzato le aziende statunitensi, con la richiesta da parte della Commissione di Giustizia della Camera, guidata dai repubblicani, di documenti sull&#8217;iniziativa e di informazioni sulle azioni che intendevano intraprendere attraverso CA100+. Lombard Odier Investment Managers rimane un firmatario dell’iniziativa.</p>
<p><b>TRAGUARDO RAGGIUNGIBILE</b></p>
<p>Gli scienziati dubitano che l&#8217;obiettivo di limitare l&#8217;aumento della temperatura globale a 1,5 gradi Celsius, il traguardo più ambizioso previsto dall&#8217;Accordo di Parigi, sia ancora realistico. In effetti, la traiettoria verso un mondo più sostenibile non sarà mai agevole. Ma in un contesto a lungo termine, i dati indicano che le energie rinnovabili, e l&#8217;energia solare in particolare, hanno un futuro estremamente brillante. Nel 2022, il 19% dell&#8217;energia globale proveniva dall&#8217;elettricità, di cui il 17% da fonti rinnovabili. Entro il 2050, secondo le nostre proiezioni, l&#8217;elettricità coprirà la metà del fabbisogno energetico globale, e il 62% di questa quota proverrà da energia solare ed eolica. <sup>1</sup> Nell&#8217;ambito di questo cambiamento, prevediamo che l&#8217;energia solare sia il maggiore beneficiario della transizione dai combustibili fossili.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>IL FUTURO DEL SOLARE</b></p>
<p>L&#8217;energia solare è già presente nel mix energetico e genera circa il 6% dell&#8217;elettricità a livello mondiale, ma, a nostro avviso, la sua quota di capacità totale crescerà in modo esponenziale man mano che le fonti rinnovabili diventeranno la principale fonte di energia primaria del mondo. Le aspettative per le future installazioni solari sono aumentate notevolmente dall&#8217;inizio del decennio. Prevediamo che le aggiunte di capacità solare globale cresceranno a un tasso annuo composto del 16% fino al 2030, determinando un aumento della capacità totale di quattro volte. In termini finanziari, tra il 2022 e il 2030 si prevede che il mercato totale del solare su piccola scala passerà da 51 miliardi di dollari a 312 miliardi di dollari, mentre il mercato su scala pubblica crescerà da 65 miliardi di dollari a 217.<sup>2</sup></p>
<p>Che cosa alimenterà questa immensa crescita? Ci sono cinque fattori chiave per cui il solare, a nostro parere, è in una posizione vantaggiosa per soddisfare le esigenze energetiche future. Il primo è il costo: la massiccia produzione cinese di componenti fa sì che i progetti solari su larga scala offrano oggi il costo livellato dell&#8217;elettricità più basso di qualsiasi altra fonte di energia. Inoltre, in base alla nostra analisi dei fattori di capacità e costi, il solare diventerà ancora più economico in futuro.<sup>3</sup> Il secondo fattore è l’ambizione politica: una legislazione favorevole e una riforma della pianificazione nei mercati chiave dovrebbero incrementare significativamente la diffusione entro quattro o cinque anni. Il terzo è la resilienza delle catene di fornitura. La crescita programmata della capacità di polisilicio (il materiale chiave per la produzione di pannelli solari) supera di gran lunga le nostre previsioni per le installazioni e, sebbene la forte concentrazione della catena di approvvigionamento in Cina rappresenti un problema, riteniamo improbabili le restrizioni alle esportazioni. Il quarto è l&#8217;impronta geografica molto ridotta del solare rispetto all&#8217;eolico terrestre e può essere installato su terreni utilizzati per altri scopi, come edifici residenziali e commerciali, bacini idrici o parcheggi all&#8217;aperto. Infine, tutte le celle solari sono standardizzate, costruite in modo simile e possono essere combinate e distribuite su quasi tutte le scale, dalle piccole celle che alimentano l&#8217;illuminazione remota a vasti array su scala pubblica. Il sistema energetico passerà da una struttura lineare e centralizzata a una struttura multidirezionale e decentralizzata. Questo spostamento porterà i profitti dai fornitori di energia da combustibili fossili a quelli di energia e attrezzature rinnovabili.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>INVESTIMENTI IN CRESCITA</b></p>
<p>L&#8217;investimento in tutte le aree della catena di fornitura per il solare di piccola e media taglia è destinato ad aumentare rapidamente. Considerando il mercato totale indirizzabile per i soli cavi solari, prevediamo una crescita del mercato su piccola scala dagli attuali 51 miliardi di dollari a 312 nel 2030, e da 65 miliardi di dollari a 217 nel mercato su scala pubblica nello stesso arco di tempo.<sup>4</sup><span class="Apple-converted-space">  </span>L&#8217;Asia sarà una forte fonte di domanda per il solare. Entro il 2025, la regione dovrebbe rappresentare la metà del consumo mondiale di energia elettrica e oltre il 70% della crescita della domanda globale di energia elettrica tra il 2023 e il 2026 proverrà da Cina, India e Sud-Est asiatico. A lungo termine, la Cina continuerà a guidare la domanda globale di elettricità, rappresentando circa il 26% entro il 2050, mentre la quota dell&#8217;India salirà al 14%. Tra il 2022 e il 2026, il volume totale di elettricità consumato dai data center potrebbe più che raddoppiare, raggiungendo i 1.000 terrawattora, equivalenti all&#8217;incirca al consumo di elettricità del Giappone.<sup>5</sup> L&#8217;investimento in tutti i settori della catena di fornitura per il solare di piccola e media taglia è destinato ad aumentare rapidamente.</p>
<p><b>DOVE E COME INVESTIRE</b></p>
<p>Nonostante l&#8217;espansione del settore, è importante concentrarsi sulla qualità dei potenziali rendimenti disponibili e sull&#8217;investibilità complessiva dei numerosi sottosettori della generazione di elettricità solare. A nostro avviso, esistono interessanti opportunità nelle tecnologie, nei componenti e nelle infrastrutture che portano l&#8217;energia solare sul mercato. Tra questi vi sono i fornitori di software e sensori per le reti intelligenti, che permettono di fare coincidere meglio la domanda e l&#8217;offerta di elettricità in tempo reale, riducendo al minimo i costi e mantenendo stabile l&#8217;approvvigionamento energetico. Anche i software di gestione dell&#8217;energia per le aziende e i consumatori domestici, che tengono traccia dell&#8217;offerta e identificano i momenti migliori per il consumo, l&#8217;immagazzinamento o la vendita di energia, presentano un forte potenziale di investimento. Altre aree di potenziale opportunità includono gli inverter solari, che sono spesso abbinati a software per la gestione dell&#8217;energia e sono tipicamente più dipendenti da proprietà intellettuali specifiche rispetto ad altre parti della catena del valore. Anche le imprese di ingegneria infrastrutturale e di installazione potranno trarre vantaggio dall&#8217;introduzione di pacchetti di spesa pubblica per l&#8217;energia solare. Stiamo studiando questi settori per includerli nelle nostre strategie azionarie HolistiQ. Per un&#8217;esposizione più ampia alla transizione a zero netto, gli investitori possono puntare a cogliere la decarbonizzazione dell&#8217;economia investendo in tutti i settori (anche in quelli ad alta intensità di emissioni) in società che stanno riducendo in modo misurabile la CO2 o che hanno assunto impegni credibili in tal senso. La nostra ricerca indica che le aziende con obiettivi quantitativi convalidati dall&#8217;iniziativa Science Based Targets (Sbti) sono probabilmente in vantaggio rispetto alle altre in termini di riduzione delle emissioni e di velocità di decarbonizzazione. Abbiamo anche individuato i primi segnali di una migliore performance azionaria di queste aziende: nei due anni successivi alla stipula di un accordo convalidato dall&#8217;Sbti, esse hanno registrato una performance superiore a quella dei gruppi di pari livello fino al 3% su base cumulativa.<sup>6</sup> Questa attenzione alla decarbonizzazione orientata a tutti i settori di mercato è al centro delle nostre strategie azionarie TargetNetZero.</p>
<p>1. holistiQ Investment Partners, dati a luglio 2024.<span class="Apple-converted-space">  </span>holistiQ è una denominazione commerciale del gruppo Lombard Odier Investment Managers (“LOIM”) e non è una partnership con personalità giuridica o un’altra entità giuridica separata. Eventuali operazioni concernenti holistiQ devono essere eseguite esclusivamente attraverso entità regolamentate LOIM e i rispettivi funzionari autorizzati. Systemiq Limited non è un’entità regolamentata e nulla del sito web è da intendersi quale implicazione che Systemiq Limited effettuerà attività regolamentate in qualsivoglia giurisdizione.</p>
<p>2. BloombergNEF, holistiQ, dati ad agosto 2024. A soli fini illustrativi.</p>
<p>3. Fonte: holistiQ Investment Partners, dati ad agosto 2024. A soli fini illustrativi.</p>
<p>4. holistiQ, dati ad agosto 2024. A soli fini illustrativi.</p>
<p>5. analisi di holistiQ, dati a luglio 2024. A soli fini illustrativi.</p>
<p>6. LOIM, Trucost, SBTi, dati a luglio 2024. A soli fini illustrativi. I risultati passati non sono un indicatore dei rendimenti futuri.</p>
<p><b>Informazioni importanti</b></p>
<p>La Società è autorizzata e regolamentata dalla Commission de Surveillance du Secteur (la “CSSF”) ai sensi dell&#8217;articolo 101(3) del 17 dicembre 2010 della Legge lussemburghese sugli OICVM e ai sensi dell&#8217;articolo 5 (4) del 12 luglio 2013 della Legge AIFMD e ha sede legale al 291, Route d&#8217;Arlon, L-1150 Lussemburgo. (di seguito la “Società*).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il presente documento è destinato esclusivamente agli Investitori Professionali in Italia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il presente documento è una Comunicazione aziendale destinata esclusivamente a investitori professionali e non è una comunicazione di marketing riguardante un fondo, un prodotto d’investimento o servizi d’investimento. Il presente documento non mira a fornire consulenza d’investimento, contabile, professionale o legale.</p>
<p>Data di pubblicazione: gennaio 2025</p>
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		<title>Lombard Odier IM: il potere della natura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 09:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Giancarlo Fonseca, country head di Lombard Odier Investment Managers Italia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>a cura di Pinuccia Parini</strong></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-133306 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM.png" alt="" width="228" height="248" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM.png 228w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM-150x163.png 150w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" />«L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e dei prodotti esistenti il più a lungo possibile. In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo (…) I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato, invece, sul tipico schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”». Quanto riportato è la definizione di energia circolare così come è stata articolata dal Parlamento europeo. Fondi&amp;Sicav ha discusso del tema con <b>Giancarlo Fonseca</b>, country head di <b>Lombard Odier Investment Managers Italia.</b></p>
<p><b>Perché è importante l’economia circolare?</b></p>
<p>«La natura è l’asset più produttivo dell’economia globale e il modello economico lineare attuale sta pericolosamente esaurendo questa risorsa, malgrado la sua capacità rigenerativa. Le politiche, la tecnologia e l’innovazione stanno spingendo questo modello verso una nuova economia circolare in grado di trarre profitto dalle potenzialità della natura, ma, contestualmente, preservandola. Con la strategia “Circular economy” vogliamo offrire agli investitori l’opportunità di trarre beneficio dal potenziale di crescita delle società che sfruttano le caratteristiche produttive e rigenerative della natura attraverso la bioeconomia circolare, nonché dall’esigenza di preservare il capitale naturale passando a un modello industriale più snello».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Qual è l’obiettivo della strategia “Circular economy”?</b></p>
<p>«Rafforzare continuamente l’esposizione alle società leader che beneficiano delle opportunità di crescita nell’ambito della bioeconomia, dell’efficientamento e dell’orientamento ai risultati e nell’azzeramento dei rifiuti. Le prospettive di queste aree sono favorevoli, grazie al sostegno fornito dalle iniziative dei governi, all’impatto finanziario positivo della circolarità per le imprese e alla crescente domanda di prodotti sostenibili da parte dei consumatori. Inoltre, la strategia mira a individuare le aziende con caratteristiche di alta qualità ed è quindi potenzialmente in grado di generare performance finanziarie robuste in tutte le fasi del ciclo».</p>
<p><b>Che cosa intende per bioeconomia e che cosa significa investirvi?</b></p>
<p>«Assistiamo a uno spostamento significativo verso i materiali di origine biologica in diversi settori tra i quali gli imballaggi, i biocarburanti e le costruzioni. Queste soluzioni sono già consolidate e hanno raggiunto i mercati di massa, ma continuano a emergere novità legate al miglioramento della performance ambientale e tecnica, ad esempio nell’ambito dei rivestimenti degli imballaggi a base biologica e biodegradabili, dei carburanti prodotti a partire da rifiuti e residui e delle tecniche e dei materiali di costruzione innovativi. Esiste tutta una serie di sviluppi tecnologici interessanti allineati a questo tema che dovrebbero raggiungere la maturità nei prossimi 3-10 anni. Ad esempio, le bioraffinerie che convertono la biomassa in una gamma di prodotti a valore aggiunto, tra cui quelli biochimici e i biomateriali, applicano diverse tecnologie di conversione, fra le quali la fermentazione e i processi enzimatici e termochimici, per massimizzare l’utilizzo delle risorse e, al contempo, ridurre al minimo i rifiuti. Esse hanno il potenziale di svolgere un ruolo significativo nella bioeconomia circolare, consentendo di realizzare molteplici prodotti da varie fonti di biomassa. Grazie ai progressi tecnologici e alle economie di scala, le bioraffinerie possono diventare economicamente realizzabili e raggiungere i mercati di massa».</p>
<p><b>Il problema degli sprechi e dei rifiuti dell’industria alimentare in un mondo che, nel 2</b>1<b>00, potrebbe avere </b>1<b>0 miliardi di abitanti è cogente. Quali sono le prospettive?</b></p>
<p>«Siamo ottimisti anche sulle prospettive delle tecnologie che permettono ai sistemi alimentari di ridurre al minimo i rifiuti e creare processi più sostenibili ed efficienti. Nell’ambito di questa transizione vengono attuate iniziative mirate a ridurre gli sprechi e gli scarti alimentari e adottare pratiche agricole rigenerative. Le preferenze dei consumatori si stanno orientando a favore delle scelte alimentari etiche e sostenibili. Se questo trend proseguisse, i sistemi alimentari circolari avrebbero il potenziale di diffondersi alle masse».</p>
<p><b>Rimane, però, la questione delle risorse a disposizione. Com’è possibile il loro efficientamento?</b></p>
<p>«Abbiamo già assistito a un forte aumento delle soluzioni di digitalizzazione e analisi da parte delle imprese. Questo segmento è essenziale per promuovere l’efficienza delle risorse e consentire la transizione a un’economia circolare. Tramite le analisi basate sui dati, le aziende possono identificare le aree di spreco e inefficienza e prendere quindi decisioni informate per ottimizzare i processi e ridurre il consumo di risorse. A loro volta, le tecnologie digitali possono potenziare la trasparenza della catena di fornitura, agevolare i principi della progettazione circolare, favorire la gestione del ciclo di vita del prodotto e l’ottimizzazione del riciclo e promuovere la durevolezza, la riparabilità e il recupero dei materiali. Tra i vari settori esposti a questo tema ci aspettiamo che si verifichi un notevole spostamento del pool di profitti delle società dei materiali e di analisi, con l’effetto di contribuire alla redditività dei fornitori di soluzioni e dell’azienda che li usa. Le soluzioni che nei prossimi anni dovrebbero approdare sui mercati di massa sono i gemelli digitali, che aiutano le imprese a simulare situazioni e risultati reali, e i passaporti dei prodotti digitali, che servono a raccogliere e condividere informazioni sul prodotto durante il suo ciclo di vita».</p>
<p><b>Tutto ciò significa avere un business model orientato ai risultati che permetta la durata dei prodotti nel tempo…</b></p>
<p>«I modelli orientati ai risultati sono particolarmente validi per i prodotti e i beni durevoli; sembra che questi ultimi siano utilizzati, ad esempio, sempre più nel segmento della locazione di macchinari per le costruzioni, dello stoccaggio e della robotica. Se un’azienda realizza prodotti capaci di resistere alla prova del tempo, dovrebbe potenzialmente registrare un incremento degli utili, generando maggiore reddito su un numero inferiore di beni. Questo tema è caratterizzato da un vivace ecosistema di soluzioni in fase di sviluppo tra le aziende specializzate in affitto e riparazione di prodotti elettronici, imballaggi riutilizzabili e servizi di ricarica di beni di prima necessità per la cura della casa e della persona».</p>
<p><b>Continua l’impegno nella riduzione dei rifiuti?</b></p>
<p>«L’Europa sta facendo grandi sforzi per rafforzare la sua industria del riciclo. La tecnologia di classificazione impiegata nelle strutture di recupero materiali sta acquistando slancio, migliorando la qualità delle suddivisioni e incrementando i tassi di riciclo. Vediamo un’opportunità crescente in quest’area che apre le porte a nuovi modelli operativi, dall’integrazione verticale verso il basso da parte delle imprese di gestione rifiuti fino all’integrazione verticale verso l’alto da parte dei consumatori di risorse».</p>
<p><b>Solo per gli investitori professionali</b></p>
<p>Il presente documento è emesso da Lombard Odier Asset Management (Europe) Limited, autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority (la “FCA”) e iscritta nel registro della FCA con il numero di registrazione 515393.</p>
<p>Il presente documento è approvato alla data di pubblicazione. Lombard Odier Investment Managers (“LOIM”) è un nome commerciale.</p>
<p>Il presente documento è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce un’offerta o una raccomandazione di acquisto o vendita di titoli o servizi. Non è destinato alla distribuzione, alla pubblicazione o all’utilizzo in alcuna giurisdizione in cui tale distribuzione, pubblicazione o utilizzo sarebbero illegali. Questo materiale non contiene raccomandazioni o consigli personalizzati e non è destinato a sostituire la consulenza di un professionista in materia di investimenti in prodotti finanziari. Prima di effettuare qualsiasi operazione, l’investitore dovrebbe valutare attentamente l’adeguatezza di un’operazione alla propria situazione particolare e, se necessario, ottenere una consulenza professionale indipendente in merito ai rischi e alle conseguenze legali, normative, creditizie, fiscali e contabili.</p>
<p>La normativa britannica per la tutela dei clienti al dettaglio nel Regno Unito e l’indennizzo disponibile nell’ambito del Financial Services Compensation Scheme britannico non si applicano a qualsiasi investimento o servizio fornito da un soggetto estero.</p>
<p>Una sintesi dei diritti degli investitori e informazioni sull’integrazione dei rischi di sostenibilità sono disponibili sul sito https://am.lombardodier.com/home/asset-management-regulatory-disc.html.</p>
<p>Il presente documento è di proprietà di LOIM ed è indirizzato al suo destinatario esclusivamente per uso personale. Non è consentito riprodurlo (in tutto o in parte), trasmetterlo, modificarlo o utilizzarlo per qualsiasi altro scopo senza la preventiva autorizzazione scritta della LOIM. Questo materiale contiene le opinioni di LOIM, alla data di emissione.</p>
<p>Né il presente documento né alcuna copia dello stesso possono essere inviati, portati o distribuiti negli Stati Uniti d’America, nei loro territori o possedimenti o in aree soggette alla loro giurisdizione, o a o a beneficio di un soggetto statunitense A tal fine, per “Soggetto statunitense” si intende qualsiasi cittadino, cittadino o residente degli Stati Uniti d’America, società di persone organizzata o esistente in qualsiasi Stato, territorio o possedimento degli Stati Uniti d’America, società di capitali organizzata secondo le leggi degli Stati Uniti o di qualsiasi Stato, territorio o possedimento degli stessi, o qualsiasi patrimonio o trust che sia soggetto all’imposta federale sul reddito degli Stati Uniti d’America indipendentemente dalla fonte del suo reddito.</p>
<p>Fonte dei dati: Se non diversamente indicato, i dati sono stati elaborati da LOIM.</p>
<p>Sebbene alcune informazioni siano state ottenute da fonti pubbliche ritenute affidabili, senza una verifica indipendente, non possiamo garantirne l’accuratezza né la completezza di tutte le informazioni disponibili da fonti pubbliche.</p>
<p>I pareri e le opinioni espressi sono solo a scopo informativo e non costituiscono una raccomandazione da parte di LOIM ad acquistare, vendere o detenere alcun titolo. Le opinioni e i pareri sono aggiornati alla data della presente presentazione e possono essere soggetti a modifiche. Non devono essere interpretati come consigli di investimento.</p>
<p>Nessuna parte di questo materiale può essere (i) copiata, fotocopiata o duplicata in qualsiasi forma, con qualsiasi mezzo, o (ii) distribuita a qualsiasi persona che non sia un dipendente, un funzionario, un direttore o un agente autorizzato del destinatario, senza il preventivo consenso di Lombard Odier Asset Management (Europe) Limited. Nel Regno Unito, questo materiale è un materiale di marketing ed è stato approvato da Lombard Odier Asset Management (Europe) Limited, autorizzata e regolamentata dalla FCA.</p>
<h2><a href="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/05/164.pdf"><span class="td_btn td_btn_md td_outlined_btn">leggi il numero 164</span> </a></h2>
<p>© 2024 Lombard Odier IM. Tutti i diritti riservati.</p>
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		<title>LOIM: la natura come una nuova  asset class</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 09:00:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La natura non è soltanto qualcosa da proteggere, ma può essere una vera e propria asset class che fornisce rendimento.  Fonseca di Lombard Odier Investment Managers</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img decoding="async" class="size-full wp-image-133306 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM.png" alt="" width="228" height="248" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM.png 228w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/Fonseca_LOIM-150x163.png 150w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" />È una visione totalmente innovativa: la natura non è soltanto qualcosa da proteggere, ma può essere una vera e propria asset class che fornisce rendimento.<span class="Apple-converted-space">  </span>A discuterne è <b>Giancarlo Fonseca</b>, Italy country manager di <b>Lombard Odier Investment Managers.</b></em></p>
<p><b>Parlate della natura come asset class; perché?</b></p>
<p>«La natura ha un grande valore ed è alla base della nostra struttura economica. Penso che si tratti di un concetto di cui c’è una generale consapevolezza, ma non si può dire altrettanto del fatto che essa ricopre un ruolo fondamentale nella transizione a net zero: è sia una fonte di emissioni di carbonio (pesa per circa il 20-25%) derivante dall’uso della terra e dal cambiamento del suo utilizzo, sia un pozzo di assorbimento dello stesso Co2, pari a circa il 60% delle emissioni. Nello specifico, il terreno assorbe intorno al 50% delle emissioni industriali e, grazie alle foreste tropicali, viene ricatturata circa la metà dell’anidride carbonica riversata nell’atmosfera. Di conseguenza, da un punto di vista macroeconomico, facendo un calcolo semplicistico, si potrebbe dire che, se si andasse incontro a un mondo in cui i prezzi del carbonio sono pienamente scontati, ad esempio a un livello intorno a 100 dollari per tonnellata di emissioni Co2, ciò significherebbe che le foreste tropicali e gli oceani fornirebbero all’ecosistema servizi il cui valore è di 3,9 trilioni di dollari all’anno. Se il Nord del mondo riconoscesse l’esattezza di questa somma, sarebbe allora plausibile che le nazioni del Sud del pianeta rivendicassero di venire compensate, visto che si accollano una buona parte dell’inquinamento prodotto dalle economie avanzate. In base a questo ragionamento, il valore degli asset terrestri potrebbe risultare superiore all’intero patrimonio immobiliare globale».</p>
<p><b>Quindi la natura può essere considerato un attivo dall’elevato valore?</b></p>
<p>«Sì e, se riconosciamo ciò, dobbiamo anche ammettere che quotidianamente la stiamo impoverendo, soprattutto attraverso la produzione di derrate alimentari che, in realtà, contribuisce solo per un terzo delle emissioni, ma è responsabile per il 90% della deforestazione, per il 70% dell’utilizzo d’acqua dolce e per più del 50% dell’erosione del suolo».</p>
<p><b>Quindi?</b></p>
<p>«La buona notizia è che le soluzioni ci sarebbero, anzi, ci sono per nutrire la popolazione a costi contenuti, lavorando insieme e non contro la natura: si tratta dei processi di produzione rigenerativi che, per certe derrate alimentari, possono offrire rendimenti migliori rispetto alle tecniche sinora usate. Inoltre, i costi sono inferiori e c’è un minore sfruttamento del suolo, la cui vita viene allungata».</p>
<p><b>Quali sono i catalizzatori di questo cambiamento?</b></p>
<p>«C’è una domanda mondiale crescente e superiore all’offerta di materie prime che abbiano una ricaduta positiva sulla natura e sul clima per una serie di ragioni quali l’adattamento, la mitigazione o la legislazione relativa. La sfida, certamente, è trovare i capitali per finanziare la transizione verso un migliore sistema produttivo».</p>
<p><b>Quali sono gli ostacoli?</b></p>
<p>«All’interno della filiera alimentare, come in altri casi nell’ambito dei beni di consumo, l’80-90% del valore aggiunto è generato da attività downstream, mentre la parte rimanente è attribuibile all’attività di coltivazione.<span class="Apple-converted-space">  </span>Ovviamente, i capitali tendono ad affluire nel primo dei due ambiti. Si tratta di un sistema opposto a quanto si trova, ad esempio, nella transizione energetica. Inevitabilmente, la catena del valore aggiunto nell’agro-alimentare dovrà essere riconfigurata implementando un modello di vendita diretta che salta la rete dei concessionari».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Potrebbe fornire un esempio in agricoltura di come la natura possa diventare un’asset class?</b></p>
<p>«Il primo che mi viene in mente è il caffè, una delle cosiddette soft commodity di maggiore valore. Sotto forma di bevanda viene consumato da una moltitudine di persone ogni giorno e ha un impatto ambientale molto significativo: per ogni chilo prodotto, vengono immessi nell’atmosfera 20-25 kg di Co2. Ciò avviene più o meno in ogni luogo dove tale pianta è coltivata. Inoltre, quello del caffè è un settore in cui vi è una forte concentrazione del valore a livello downstream.<span class="Apple-converted-space">  </span>La coltivazione finora è avvenuta con un modello incentrato sulla monocultura, che però si sta spostando verso un approccio cosiddetto agroforestale».</p>
<p><b>Come si configura quest’ultimo e quali sono i vantaggi?</b></p>
<p>«Invece di avere un intero campo in cui si trovano solo piante di caffè, queste ultime verrebbero fatte ruotare con diverse specie di alberi. I risultati sono stati in molti casi fenomenali: i rendimenti sono equivalenti, o superiori, e la qualità del prodotto è più elevata. Ciò permette di concentrarsi di più sulla fascia alta del mercato, i cui margini e il tasso di crescita sono maggiori. La sfida è riuscire a realizzare il valore aggiunto delle tecniche agroforestali a livello upstream senza rendere il prezzo finale più elevato.</p>
<p><b>Come si può raggiungere l’obiettivo?</b></p>
<p>«Innanzitutto le grandi aziende del caffè presentano tutte problemi di adattamento e mitigazione. Con il cambiamento climatico, circa la metà della produzione è a rischio: se non si prendono provvedimenti, i consumatori sono destinati a pagare molto di più.<span class="Apple-converted-space">  </span>Allo stesso tempo, i maggiori gruppi del settore si sono impegnati a raggiungere le zero emissioni nette: dato che sono responsabili del 90% delle emissioni di questa filiera, sanno che comunque dovranno fare fronte a oneri. Inoltre, vi è una crescente domanda di tracciabilità dell’intera catena produttiva e distributiva da parte dei consumatori: questo fattore fornisce l’occasione di ristrutturarla, visto che allo stato attuale presenta diverse criticità. L’integrazione dei processi che vanno dalla coltivazione dei chicchi alla distribuzione del prodotto tostato offre grandi occasioni di ottenere buoni rendimenti».</p>
<p><b>Possiamo fornire qualche numero che traduca in cifre quanto descritto?</b></p>
<p>«Certamente. Se si acquistano oggi dei terreni per la produzione di caffè con metodi tradizionali di tipo mono-colturale, si possono ottenere rendimenti nell’ordine del 3-5%. Lo spostamento verso un tipo di agricoltura agroforestale permette di incrementare questa cifra fino al 12%. Direi che è un esempio calzante per comprendere come la natura costituisce una classe di attività dalle grandi potenzialità per gli investitori».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Quindi diventa anche importante guardare agli investimenti in termini di economia circolare?</b></p>
<p>«È fondamentale trarre beneficio dal potenziale di crescita delle società che sfruttano le caratteristiche produttive e rigenerative della natura attraverso la bioeconomia circolare e dall’esigenza di preservare il capitale naturale passando a un modello industriale più snello».</p>
<h5><b>Informazioni importanti</b></h5>
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		<title>Lombard Odier IM: &#8220;Veicoli elettrici, tanti luoghi comuni&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 08:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[LOIM]]></category>
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		<category><![CDATA[Giancarlo Fonseca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giancarlo Fonseca, country head Italy di Lombard Odier Investment Managers partecipa al Focus</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><b>Giancarlo Fonseca, </b><span class="s1"><b>country head Italy di </b></span><span class="s2"><b>Lombard Odier Investment Managers.</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Cresce la diffusione delle auto elettriche nel mondo, ma, contestualmente, continuano le critiche a questa nuova modalità di trasporto. Che cosa ne pensa?</b></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">«Quando si parla di veicoli elettrici (Ev), emergono molti equivoci. Pensiamo che sia importante confutare ciò che riteniamo teorie non corrette attraverso un’analisi basata sulla scienza, l’ingegneria e le ricerche di mercato per mostrare alcuni dei reali vantaggi che i veicoli elettrici offrono oggi come tecnologia pulita. Ad esempio, è un mito da sfatare sostenere che il processo di produzione di un veicolo elettrico sia inquinante. Se è vero che le emissioni durante la fase di produzione di un Ev sono superiori a quelle di un’auto a benzina o diesel che utilizza un motore a combustione interna, la realtà è che il 75% delle emissioni totali proviene dalla combustione di combustibili fossili durante la fase di utilizzo. Pertanto, dobbiamo misurare le emissioni di un veicolo durante il suo intero ciclo di vita: le fasi di produzione e di utilizzo insieme. Un Ev caricato sulla rete europea è per circa il 70% più pulito di un’auto a benzina equivalente. Nello scenario migliore, in cui, sia la produzione di batterie, sia la ricarica utilizzino la rete elettrica più pulita, un veicolo elettrico di medie dimensioni è per circa l’83% più pulito di un’auto a benzina».</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Tuttavia, l’energia utilizzata per ricaricare la batteria, che ha una vita relativamente breve, non inquina? Inoltre, le batterie sono riciclabili?</b></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">«La maggior parte delle batterie dei veicoli elettrici ha una garanzia di circa otto anni o </span><span class="s3">1</span><span class="s1">00 mila miglia, ma si prevede che vivranno molto di più e la loro durata continua a migliorare. Sostenere che l’elettricità utilizzata per caricarle inquini implica che la rete elettrica non si decarbonizzerà mai. Per quanto riguarda il loro riciclo, sta già avvenendo per motivi economici, perché i metalli utilizzati sono di valore e perché le normative impongono alle case automobilistiche di assumersi la responsabilità di quelle esauste, così come già avviene per quelle dei motori a scoppio. Tuttavia, le sfide per il settore rimangono. La mancanza di standardizzazione fa sì che i diversi design e le differenti componenti chimiche rendano difficile l’identificazione e il trattamento delle batterie per il riciclo. Attualmente, la sfida principale è la scarsa disponibilità di batterie da riciclare».</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Meglio un veicolo elettrico, uno ibrido plug-in o un’auto all’idrogeno?</b></span></p>
<p class="p2"><span class="s2">«I veicoli elettrici sono superiori agli ibridi plug-in e alle auto a idrogeno perché inquinano meno e sono più efficienti. Le auto ibride plug-in danneggiano l’ambiente, inquinando cinque-sette volte di più di quanto pubblicizzato dalle case automobilistiche. Le auto a idrogeno sono meno efficienti dei veicoli elettrici perché solo il 33% dell’energia utilizzata viene trasformata in energia alle ruote, mentre i veicoli elettrici ne trasformano il 77%. In aggiunta, il costo dell’idrogeno è generalmente superiore a quello dell’elettricità su base energetica e la costruzione di infrastrutture per l’idrogeno è cara</span>»<span class="s2">.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>La realizzazione di una batteria per un veicolo elettrico comporta però un’elevata estrazione di metallo. Inoltre, per realizzare quest’ultima, occorre il cobalto, la cui estrazione avviene in luoghi nel mondo dove vengono violati i diritti umani. È d’accordo?</b></span></p>
<p class="p2"><span class="s2">«È vero, ma l’estrazione mineraria necessaria per l’utilizzo di un’auto a combustione interna, per l’intera durata della sua vita, è molto più elevata, in quanto i combustibili fossili bruciati sono effimeri e monouso: si trasformano in fumi che finiscono nell’atmosfera, creano inquinamento e non possono essere riutilizzati. La produzione di un Ev, invece, richiede minerali una tantum per produrre la batteria, ma non brucia continuamente combustibili fossili per generare la forza motrice. Un Ev necessita, in media, </span><span class="s4">1</span><span class="s2">60 kg di minerali di transizione per costruire il suo sistema di batterie, rispetto ai </span><span class="s4">1</span><span class="s2">2.800 kg di benzina bruciati da un’auto a combustione interna nel corso della sua vita: ciò rende quest’ultima 80 volte più intensiva di materiali rispetto al veicolo elettrico. Per quanto riguarda il cobalto, circa il 70% proviene oggi dalla Repubblica Democratica del Congo, dove avvengono violazioni dei diritti umani durante l’estrazione del metallo nelle cosiddette pratiche artigianali, che pesano solo per il </span><span class="s4">1</span><span class="s2">5% di tutto l’ammontare estratto. Inoltre, le case automobilistiche stanno progressivamente riducendo e persino eliminando del tutto il cobalto dalle batterie per evitare rischi di reputazione. Oggi si stanno sviluppando nuove chimiche di batterie che utilizzano una quantità minima di cobalto o che non ne utilizzano affatto, come le batterie al litio ferro fosfato</span>»<span class="s2">.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Ma la rete elettrica a disposizione sarà sufficiente a rispondere al crescente aumento di Ev?</b></span></p>
<p class="p2"><span class="s2">«Secondo i team di ricerca e gli ingegneri di diversi laboratori energetici statunitensi, l’accelerazione dell’adozione dei veicoli elettrici non raggiungerà una sorta di “punto di svolta” in cui la ricarica dei veicoli elettrici sommergerà la rete elettrica. Gli esperti affermano che l’intero settore delle utility elettriche è ben consapevole di questo imminente carico e si sta adattando quotidianamente per supportare un futuro dominato dagli Ev. Negli Stati Uniti, la domanda di elettricità potrebbe aumentare del 25% se l’intera flotta del paese, composta da 290 milioni di auto e camion, diventasse elettrica da un giorno all’altro, ma ciò non accadrà realisticamente. Nel Regno Unito, anche se tutti i veicoli diventassero elettrici in un colpo solo, la domanda di elettricità aumenterebbe solo del </span><span class="s4">1</span><span class="s2">0% circa</span>»<span class="s2">.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Ritenete che gli Ev rimangano quindi un valido tema d’investimento?</b></span></p>
<p class="p2"><span class="s2">«</span><span class="s1">Ci piace questo tema perché siamo convinti che il momentum dell’elettrificazione stia continuando. Secondo le stime, quest’anno, le vendite di veicoli elettrici raggiungeranno il </span><span class="s3">1</span><span class="s1">8% del totale, in forte aumento rispetto al 4% del 2020. Autonomia, affidabilità e sicurezza sono migliorate. I punti di ricarica per veicoli elettrici hanno registrato una crescita di quasi il 50% a livello globale dal 20</span><span class="s3">1</span><span class="s1">5, aumentando l’attrattività, l’accessibilità e il potenziale di mercato degli Ev. Grazie a questi forti stimoli, sarà sempre più difficile per i veicoli a combustione rimanere competitivi. La diffusione delle infrastrutture di ricarica è destinata a proseguire. Le revisioni proposte dall’Ue alla direttiva Epbd (Energy performance building directive) prevedono, tra l’altro, l’introduzione di infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici all’interno degli edifici residenziali e non. Per quanto riguarda i margini, a nostro avviso la guerra dei prezzi tra le case automobilistiche e l’aumento della concorrenza cinese contribuiscono a rendere i veicoli elettrici più interessanti per i consumatori. La loro continua adozione creerà opportunità lungo tutta la catena del valore, dai mercati dei componenti elettrici e dell’elettronica di potenza alle batterie, dalle materie prime, al software, per arrivare alle reti di ricarica e persino agli pneumatici più resistenti, utilizzati in questi veicoli</span>»<span class="s1">.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Quali ambiti sono più interessanti e promettenti?<span class="Apple-converted-space"> </span></b></span></p>
<p class="p2">«La transizione energetica non comprende solo il passaggio alle energie rinnovabili in termini di offerta, ma anche una profonda trasformazione dei settori chiave connessi alla domanda, dagli edifici, alla mobilità e all’industria. A nostro avviso, l’elettrificazione della nostra economia rappresenta un cambiamento di sistema, che ridisegna le catene del valore e crea nuovi mercati potenziali e opportunità di profitto. Le tecnologie chiave stanno per raggiungere il livello di adozione di massa, determinando un cambiamento esponenziale e favorendo una maggiore efficienza delle risorse (energia o materiali), una minore impronta ambientale e una riduzione dei costi. Le differenze tra i segmenti di veicoli (ad esempio, lusso vs mainstream) creano anche opportunità per gli investitori più attenti, consentendo loro di posizionarsi in elementi della catena del valore con maggiori possibilità di conservare il potere di determinazione dei prezzi e dei margini. Al contempo, le nuove e più avanzate tecnologie per le batterie contribuiranno a rimodellare ulteriormente il panorama dei veicoli elettrici, promettendo tempi di ricarica più brevi, maggiore accessibilità, batterie più leggere e migliori caratteristiche di sicurezza. Queste innovazioni sono destinate a sciogliere le principali riserve sugli Ev, accelerandone l’adozione. Le pompe di calore stanno superando i sistemi di riscaldamento a combustibili fossili in termini di efficienza, anche con temperature molto fredde. Inoltre, i materiali e le risorse sono fondamentali per le sfide ambientali, che vanno dalla transizione verso il net zero alla dispersione di rifiuti nell’ambiente e agli impatti nocivi derivanti dall’eccessiva estrazione di risorse. Le inefficienze delle risorse e l’inadeguatezza dei sistemi di raccolta e riciclaggio comportano perdite economiche di trilioni di dollari, che generano un bacino di valore catturabile per le tecnologie e i business model basati sul ripensamento dell’uso dei prodotti, sulla riprogettazione, sulla rifabbricazione, sul riciclo, sul recupero e su altre strategie di economia circolare».</p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Quali sono le valutazioni e i titoli legati al tema Ev?</b></span></p>
<p class="p2"><span class="s2">«L’universo della catena di valore dei veicoli elettrici è piuttosto vasto. Alcune aziende “poster child”, come Tesla*, sono ben note, ma altre, come Byd* in Cina, stanno conquistando rapidamente quote di mercato, mentre altre ancora si stanno trasformando rapidamente, come ad esempio Stellantis*, Si tratta di imprese che, a nostro avviso, presentano valutazioni che sono un terzo di quelle di Tesla. Anche le società produttrici di batterie e litio possono rappresentare opportunità interessanti. Inoltre, gruppi come Aptiv* sono indispensabili per la fornitura delle tecnologie necessarie per la produzione di veicoli elettrici. Recentemente, molti di questi nomi sono stati sottoposti a pressioni cicliche e non riflettono necessariamente l’opportunità di crescita strutturale a lungo termine dell’elettrificazione della mobilità».</span></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">*Eventuali riferimenti a società o titoli specifici non costituiscono una raccomandazione per l’acquisto, la vendita, la detenzione o l’investimento diretto in tali società o titoli. Non si deve in alcun modo ritenere che le raccomandazioni formulate in futuro genereranno una remunerazione o eguaglieranno la performance dei titoli discussi nel presente documento. I risultati passati non sono indicativi dei rendimenti futuri.</span></em></p>
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