di Giancarlo Fonseca, country head di Lombard Odier Investment Managers Italia

Sin dal suo insediamento, il presidente Trump ha emesso una serie di ordini esecutivi e fatto dichiarazioni sulla politica del clima, la salute e l’energia. I contenuti espressi erano stati ampiamente resi noti in anticipo e hanno evidenziato poche sorprese. In Lombard Odier Investment Managers (Loim), continueremo a monitorare attentamente gli annunci della nuova amministrazione per cogliere i segnali di probabili indirizzi politici. Ci aspettiamo che i mercati azionari possano reagire in modo disordinato alla retorica iniziale e presentino diverse opportunità per gli investitori attivi. Inoltre, la rimozione dell’incertezza politica, un ambiente pro-business, un focus sulla deregolamentazione e il reshoring potrebbero rivelarsi positivi per gli investimenti in infrastrutture energetiche e distributive, produzione di semiconduttori e smartification.

Quanto conta la politica?

Ancora una volta, il presidente Trump ha ordinato il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi, firmato originariamente nel 2015. Lo ha fatto anche durante il suo primo mandato e poi, con Joe Biden, l’America è ritornata a farne parte. Anche questa decisione era stata ampiamente prevista dai mercati e dagli investitori. Nella nostra strategia di transizione planetaria, ci concentriamo su modelli di business redditizi e in crescita, con punti di forza e vantaggi competitivi in aree strutturalmente avanzate. Queste aziende stanno implementando investimenti con l’obiettivo di rivoluzionare i mercati e generare crescita attraverso l’elettrificazione e la digitalizzazione.

Abbiamo sempre evitato i settori che si basano in gran parte sul sostegno politico dei governi. L’idrogeno e l’eolico offshore sono due esempi. Se il supporto governativo venisse meno, le aziende coinvolte farebbero fatica a ottenere un ritorno decente sul capitale investito. Nella nostra gamma TargetNetZero, favoriamo le società leader nella decarbonizzazione, ma che investono in tutti i settori, compresi quelli ad  alte emissioni di carbonio. Ciò ci consente di mantenere un’esposizione a tutte le aree dell’economia presenti nel benchmark, rendendo il nostro portafoglio più resiliente alle rotazioni settoriali. Crediamo che la decarbonizzazione stia avvenendo principalmente per ragioni economiche, industriali, ingegneristiche e di efficienza, piuttosto che per indicazioni normative o politiche. Riteniamo quindi improbabile che venga ostacolata dalla nuova amministrazione americana e rimaniamo impegnati nell’implementare un approccio di investimento disciplinato e realmente diversificato, che fornisca esposizione alla transizione a zero emissioni nette e alle aziende innovative che la guidano.

Un’economia solida

Durante la prima presidenza Trump, il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi ha dato vita alla creazione della coalizione “We Are Still In”, che ha riunito stati, città e aziende che hanno segnalato il loro continuo impegno verso gli obiettivi climatici. La regolamentazione a livello statale, sotto forma di mandati, permessi e standard, è subentrata al ruolo svolto da quello federale, con la California come esempio lampante. Nello stesso periodo, i costi dell’energia solare, delle batterie e dei veicoli elettrici hanno continuato a scendere e i mercati per questi prodotti a espandersi a livello globale. La prima presidenza Trump ha rafforzato la nostra convinzione che, affinché le transizioni economiche, tecnologiche o ambientali abbiano successo, devono prima di tutto essere guidate da una solida economia. In definitiva, crediamo che il passaggio a un’economia elettrificata e alimentata da fonti rinnovabili avverrà grazie ai dimostrati vantaggi in termini di costi di queste tecnologie, che sono guidate da cicli di innovazione, dalla modularità delle tecnologie e dai principi ingegneristici di base.

L’eccezione, non la regola

Naturalmente, la politica svolge ancora un ruolo e può ritardare o accelerare le transizioni. Sul fronte energetico, ci aspettiamo che alcune disposizioni chiave dell’Inflation Reduction Act siano revocate. Alcune fonti, tra cui l’idrogeno e l’eolico offshore, nonché tecnologie come la cattura e lo stoccaggio del carbonio, sono attualmente antieconomiche senza sussidi e, probabilmente, saranno influenzate negativamente dalle politiche della nuova amministrazione. Queste tecnologie, tuttavia, potrebbero essere l’eccezione piuttosto che la regola, poiché veicoli elettrici, solare, batterie, efficienza energetica industriale e pompe di calore hanno già superato o si stanno avvicinando ai punti di svolta in termini di costi, rendendoli competitivi con o senza sussidi, limitando così l’effetto dei cambiamenti legislativi.

Qualche impatto positivo

Ci attendiamo che la nuova amministrazione modifichi anche i processi di autorizzazione dei progetti federali per renderli meno gravosi, accelerando così l’avvio di nuove iniziative infrastrutturali ed energetiche. I prezzi dell’energia potrebbero inoltre essere sostenuti dall’incremento della domanda da Ai, data center e reshoring a fronte di una moltiplicazione delle fonti produttive.

I biocarburanti potrebbero essere un altro settore che trae vantaggio dalle nuove politiche. L’amministrazione Trump sembra avere una visione positiva di questa forma di energia, con un ordine esecutivo volto ad alleggerire dalla burocrazia governativa lo sviluppo di quei carburanti. Essi rappresentano un settore cui abbiamo da tempo dedicato un’esposizione nei nostri portafogli, in quanto conoscerà una crescita strutturale continua, anche attraverso il loro utilizzo nei carburanti per l’aviazione.

Sistemi alimentari e sanitari

Sul fronte sanitario, Trump ha anche emesso l’ordine di ritirarsi dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Gli Stati Uniti contribuiscono per circa il 20% al bilancio dell’Oms1. La perdita di questi fondi sarà duramente avvertita dall’organizzazione e potrebbe avere un impatto sulla collaborazione internazionale su questioni sanitarie come la poliomielite, gli interventi di emergenza, la condivisione dei dati e le partnership di ricerca. Dal punto di vista degli investimenti, tuttavia, l’Oms rappresenta solo lo 0,1% della spesa sanitaria globale2. È quindi probabile che gli effetti sulle aziende health-care quotate siano marginali, al di là dell’impatto emotivo indiretto su alcuni sviluppatori di vaccini. Per quanto riguarda le politiche interne, crediamo anche che, sotto la nuova amministrazione, i cambiamenti al sistema sanitario saranno graduali, data la complessità delle normative e l’opinione politica sull’argomento.

Un’area che potrebbe attirare maggiore attenzione è l’intersezione tra sistemi sanitari e alimentari, con la nuova amministrazione che ha segnalato un certo interesse nel rivedere le linee guida dietetiche e la regolamentazione degli additivi alimentari. I cambiamenti nei sistemi alimentari e nella nutrizione e la loro rilevanza per le sfide sanitarie rappresentano un tema importante nelle nostre strategie.

Opportunità industriali e it

La retorica del presidente si è concentrata molto sul mettere “l’America al primo posto”, inclusa l’introduzione di possibili tariffe e il sostegno nei confronti del reshoring di diversi settori chiave. Sebbene alcuni titoli azionari statunitensi abbiano già risposto positivamente, i segmenti a piccola e media capitalizzazione potrebbero trarre ulteriori benefici in futuro; inoltre, il supporto all’industria statunitense presenta nuove opportunità legate a molti dei temi in cui investiamo. Ci aspettiamo che le industrie dei semiconduttori statunitensi ne trarranno beneficio, come, forse, l’industria delle batterie, che ha attirato meno commenti negativi rispetto ad altre nuove tecnologie energetiche. Inoltre, ci attendiamo un ulteriore supporto per la digitalizzazione, la smartification e le tecnologie autonome, inclusa la guida autonoma.

La nostra convinzione

In definitiva, anche se il linguaggio può passare dall’attenzione per il clima e la decarbonizzazione alla focalizzazione sull’innovazione, le infrastrutture e la disponibilità economica, crediamo che si tratti di due facce della stessa medaglia. In Loim abbiamo adottato per primi l’idea che la transizione verso la sostenibilità debba essere vista, innanzitutto, come una rivoluzione industriale e tecnologica. Rimaniamo convinti che lo stato finale dell’economia sarà a impatto zero, positivo per la natura, socialmente costruttivo e abilitato dal digitale. Anche se i tempi della transizione e l’attrattiva dei singoli temi continueranno a evolversi, riteniamo che le opportunità siano più varie che mai.

1. WHO, United States of America, WHO | Programme Budget Web Portal

2. 9789240104495-eng.pdf (p. vi)

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Data di pubblicazione: gennaio 2025