di DAVID AUJLA, portfolio manager di Invesco

La crescita economica superiore al trend e il graduale ridimensionamento della propensione al rischio continuano a sostenere un approccio diversificato all’asset allocation. Gli attivi rischiosi continuano a essere influenzati da forze contrapposte. Da un lato, un contesto macroeconomico favorevole, unito agli ingenti investimenti nelle tecnologie legate all’intelligenza artificiale, ha favorito una crescita degli utili societari su livelli storicamente elevati. Dall’altro, il restringimento delle condizioni finanziarie, che coincide ora con l’avvio di un ciclo di rialzo dei tassi negli Stati Uniti, ha esercitato una significativa pressione al rialzo sui rendimenti.

La domanda non è più se la crescita sarà in grado di resistere a condizioni finanziarie più restrittive, bensì per quanto tempo potrà continuare a farlo. Resta infatti incerto se il percorso futuro sarà caratterizzato da un ulteriore rafforzamento dell’attività economica o da un rallentamento più marcato.

CRESCITA ECONOMICA RESILIENTE…

La crescita economica continua a mostrare resilienza. Trainata dagli Stati Uniti, la nostra misura della crescita economica globale, basata sugli indicatori economici anticipatori, continua a registrare livelli superiori al trend. La solidità dell’economia statunitense è stata confermata anche dalla Federal Reserve nella riunione del Fomc di settembre, con il rialzo dei tassi di interesse giustificato da un’economia americana che appare in rafforzamento. Inoltre le stime in tempo reale della crescita Usa restano robuste, mentre le economie sviluppate al di fuori degli Stati Uniti mostrano dinamiche analoghe, sostenute dal miglioramento dell’attività manifatturiera e delle indagini sulle imprese.

…MA OCCORRE PRUDENZA

La forte crescita degli utili societari, sostenuta dalla monetizzazione degli investimenti nell’intelligenza artificiale, continua a rappresentare un fattore di supporto per i mercati azionari, mentre l’aumento dei rendimenti obbligazionari e l’irrigidimento delle condizioni finanziarie esercitano pressioni sugli asset a più lunga duration. Inoltre, il compromesso tra rischio e rendimento per gli investitori multi-asset globali è diventato più complesso, poiché rendimenti obbligazionari più elevati mettono in discussione l’attrattiva dei mercati azionari, che restano a meno del 2% dai massimi storici. Questi fattori, insieme ai persistenti rischi geopolitici e all’incertezza politica negli Stati Uniti, giustificano a nostro avviso un approccio prudente, mentre i mercati finanziari cercano una direzione. Il nostro framework rimane in regime di rallentamento, riflettendo una crescita economica globale superiore al trend e una continua moderazione della propensione al rischio a livello globale.

ENERGIA E INFLAZIONE

I rischi geopolitici restano elevati e non possono essere ignorati, poiché il conflitto tra Stati Uniti e Iran rimane irrisolto. Questa situazione continua ad avere ripercussioni negative sui prezzi dell’energia: il benchmark globale del petrolio greggio è salito di quasi il 17% nell’ultimo mese e si mantiene a meno del 12% dai massimi di 118 dollari al barile raggiunti a marzo. È importante notare che il prezzo del greggio si mantiene su livelli superiori a quelli precedenti al conflitto da oltre 150 giorni e continua a esercitare pressioni sui costi sostenuti dai consumatori per prodotti raffinati come benzina, diesel e combustibile per il riscaldamento. Secondo le nostre misure, la dinamica dell’inflazione ha ripreso ad accelerare, in particolare nella componente dei beni importati.

 

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