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	<title>gsam Archives - Future Investments</title>
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		<title>BoE: nessuna sorpresa &#8220;falco&#8221;. Tassi fermi al 3,75%</title>
		<link>https://fondiesicav.it/boe-nessuna-sorpresa-falco-tassi-fermi-al-375/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 08:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[BoE]]></category>
		<category><![CDATA[Candriam]]></category>
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		<category><![CDATA[tassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comitato ha preso atto di un'attività economica più forte del previsto e ha notato che ci sono "scarse evidenze" di effetti di secondo round sull'inflazione. Il commento di Candriam e GSAM</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/boe-nessuna-sorpresa-falco-tassi-fermi-al-375/">BoE: nessuna sorpresa &#8220;falco&#8221;. Tassi fermi al 3,75%</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p class="v1MsoNormal"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-54763 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/04/shutterstock_260636540-e1722328545284.jpg" alt="Bank of England" width="840" height="600" /></p>
</div>
<p class="v1MsoNormal"><b><i> </i></b></p>
<h3 class="v1MsoNormal"><strong><a href="https://www.fondiesicav.it/tag/BoE">BoE:</a> nessuna sorpresa &#8220;falco&#8221;. I tassi rimangono fermi al 3,75%. Jamie Niven, Senior Fixed Income Fund Manager di <a href="https://www.linkedin.com/company/candriam/posts/" target="_blank" rel="noopener">Candriam</a></strong>, commenta: <i>&#8220;</i>Il tasso di riferimento è stato mantenuto al 3,75% con una votazione di 6-3, con gli stessi tre membri del Monetary Policy Committee (MPC) che hanno votato per un aumento di 25 punti base come nella riunione precedente. Nessuna vera sorpresa hawkish: nessuno dei votanti a favore del mantenimento invariato dei tassi ha definito la propria decisione &#8220;in bilico&#8221;, né si è registrato un cambiamento sostanziale nella guidance.</h3>
<p class="v1MsoNormal">Il comitato ha preso atto di un&#8217;attività economica più forte del previsto e ha notato che ci sono &#8220;scarse evidenze&#8221; di effetti di secondo round sull&#8217;inflazione, pur riconoscendo che questo rappresenta un rischio finché i prezzi dell&#8217;energia rimarranno elevati. L&#8217;MPC si conferma più accomodante rispetto alle altre banche centrali, ma i mercati scontano ancora quasi 100 punti base di rialzi nei prossimi 10 mesi. Allo stato attuale, appare poco probabile che un tale livello di stretta monetaria venga effettivamente implementato.&#8221; Secondo <span lang="EN-US"><strong>Simon Dangoor, deputy chief investment officer of Fixed Income and head of Fixed Income Macro investing di <a href="https://www.linkedin.com/showcase/goldman-sachs-assetmanagement/posts/" target="_blank" rel="noopener">Goldman Sachs Asset Management</a>,</strong> &#8220;i</span>l blocco di maggioranza del MPC sta segnalando rischi di un aumento dell’inflazione, ma vuole valutare gli effetti di secondo impatto prima di agire. Tuttavia, è sempre più probabile che il contesto di mercato generale possa spingerli ad aumentare i tassi&#8221;.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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			</item>
		<item>
		<title>Warsh arriva alla Fed. Tassi invariati e revisione della forward guidance</title>
		<link>https://fondiesicav.it/warsh-fed-tassi-forward-guidance/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:10:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Fed]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[julius baer]]></category>
		<category><![CDATA[gsam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I commenti alla riunione della Federal Reserve a cura degli esperti di Julius Baer, Goldman Sachs AM e aberdeen investments</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Warsh arriva alla Fed. I commenti alla riunione della Federal Reserve a cura degli esperti di Julius Baer, Goldman Sachs AM e aberdeen investments</em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-117976 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/FED_USA.jpg" alt="Fed" width="700" height="467" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/FED_USA.jpg 700w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/FED_USA-300x200.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/FED_USA-150x100.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/FED_USA-696x464.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/FED_USA-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<h2>David Kohl, Chief Economist, Julius Baer, Afonso Borges, Fixed Income Research, Julius Baer</h2>
<p>Alla riunione di mercoledì, il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, ha rispettato le aspettative di una riduzione della guidance, mentre le previsioni fornite dai suoi colleghi del FOMC aggiungono rischi al rialzo per le prospettive di politica monetaria. Con metà del comitato che prevede rialzi dei tassi nel corso dell&#8217;anno e con le proiezioni aggiornate che mostrano un&#8217;inflazione più elevata fino al 2028, non dovremmo sorprenderci di vedere i rendimenti sul tratto breve della curva aumentare di 16 punti base, il maggiore rialzo giornaliero da oltre un anno.</p>
<p>È importante sottolineare che, più ci si sposta verso la parte finale della curva, le oscillazioni rimangono più contenute. In definitiva, con la riapertura dello Stretto di Hormuz che riduce le pressioni inflazionistiche e con indicatori più ampi del mercato del lavoro che mostrano un quadro più eterogeneo rispetto a quanto suggerito dai recenti rapporti sui Non-Farm Payrolls (NFP), riteniamo che la Fed finirà per evitare ulteriori rialzi dei tassi. In questo contesto, manteniamo una posizione di sovrappeso sulla duration nei portafogli obbligazionari, concentrata sul segmento intermedio della curva.</p>
<h2>Kay Haigh, global head e CIO di Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management</h2>
<p>&#8220;Il meeting di ieri conferma che la recente svolta restrittiva della Fed non era legata soltanto all&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;energia. Nonostante il recente calo del prezzo del petrolio, metà dei membri del FOMC prevede rialzi dei tassi già quest&#8217;anno, riflettendo dati solidi sul mercato del lavoro e sull&#8217;inflazione. Il nostro scenario di base resta che la Fed riesca appena ad evitare rialzi, ma il margine è stretto e ci sarà un premio elevato sui prossimi dati sull&#8217;inflazione.&#8221;</p>
<h2>Jon Butcher, Senior US Economist di Aberdeen Investments a seguito della decisione della Fed di mantenere i tassi invariati</h2>
<p>Il tasso obiettivo sui Fed funds è stato mantenuto invariato con una decisione unanime. La comunicazione relativa alle decisioni è stata significativamente ridotta rispetto alle riunioni precedenti: il comunicato del FOMC è stato accorciato e ogni forma di forward guidance è stata rimossa.</p>
<p>L&#8217;unica indicazione sull&#8217;orientamento futuro della politica monetaria è arrivata dal dot plot. Da esso emerge che metà dei membri del FOMC prevede ora almeno un rialzo dei tassi nel 2026, con il dot mediano collocato a metà strada tra uno scenario di rialzo e uno di tassi invariati. Tuttavia, non è chiaro se le proiezioni individuali che compongono il dot plot siano state presentate prima o dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;accordo tra Stati Uniti e Iran.</p>
<p>Il presidente Warsh ha annunciato la costituzione di una serie di task force incaricate di riesaminare il funzionamento della Fed in diversi ambiti, tra cui la comunicazione e la gestione del bilancio. Al di là delle riforme, l&#8217;attenzione di Warsh sembra concentrata sul riportare l&#8217;inflazione verso l&#8217;obiettivo del 2% della Fed. Questo processo richiederà probabilmente tempo, a causa della persistenza delle pressioni sui prezzi dei servizi, ma continuiamo ad attenderci progressi graduali nella giusta direzione.</p>
<p>Continuiamo inoltre a ritenere che la Fed manterrà i tassi invariati per tutto il 2026 e che un rialzo non sia giustificato, salvo una ripresa del conflitto in Medio Oriente accompagnata da un nuovo forte aumento del prezzo del petrolio.</p>
<h2>Tiffany Wilding, economista di PIMCO</h2>
<p>Warsh sta già definendo in modo deciso l’agenda. Sebbene in ultima analisi spetterà alle task force studiare le questioni e raccomandare le riforme, riteniamo molto probabile che queste produrranno alcuni cambiamenti significativi – tra cui un minor numero di conferenze stampa, una comunicazione meno prescrittiva, una maggiore propensione a sorprendere i mercati obbligazionari e, in definitiva, una maggiore volatilità dei tassi. Ciò ha contribuito a far sì che i mercati incorporassero un premio di rischio più elevato nella parte a breve termine della curva dei tassi di interesse.</p>
<p>Tuttavia, le dinamiche in rapida evoluzione in Medio Oriente e la natura ambivalente dello sviluppo dell’intelligenza artificiale rendono le prospettive insolitamente incerte in entrambe le direzioni. Infatti, man mano che le condizioni si evolvono, Warsh e il comitato saranno pronti a cambiare rotta – potenzialmente in fretta in entrambe le direzioni – per allineare la politica all’obiettivo di garantire la stabilità dei prezzi nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>S&#038;P 500 ancora forte ma probabile recessione Usa nei prossimi tre anni</title>
		<link>https://fondiesicav.it/sp500-forte-usa-recessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 10:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[gsam]]></category>
		<category><![CDATA[sp500]]></category>
		<category><![CDATA[recessione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La previsione è uno dei risultati della quindicesima edizione della Global Insurance Survey annuale di Goldman Sachs Asset Management</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>S&amp;P 500 su e rischio recessione. La previsione è uno dei risultati della quindicesima edizione della Global Insurance Survey annuale di <a href="https://www.linkedin.com/showcase/goldman-sachs-assetmanagement/" target="_blank" rel="noopener">Goldman Sachs Asset Management</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-103010 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/wallstreet-e1697102957157.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;I risultati dell&#8217;Insurance Survey di Goldman Sachs Asset Management di quest&#8217;anno evidenziano una persistente attenzione verso l&#8217;intelligenza artificiale e i mercati privati, mentre gli assicuratori ricercano fonti durature di rendimento, reddito e diversificazione&#8221;, ha dichiarato Mike Siegel, Global Head of Insurance Asset Management and Liquidity Solutions e Co-Head del Client Solutions Group per l&#8217;area Asia-Pacifico.</p>
<h2>15 anni di indagine</h2>
<p>&#8220;Nei 15 anni in cui abbiamo condotto questa indagine, il private credit ha continuato a evolversi fino a diventare un&#8217;asset class ampia, nonché una componente core per gli assicuratori che intendono soddisfare le proprie esigenze di rendimento e di matching delle scadenze. Si tratta di investitori sofisticati, in grado di investire e cogliere opportunità lungo i cicli del credito. Riteniamo che rappresentino capitale paziente e che siano ben posizionati per diventare finanziatori di riferimento per i borrower di alta qualità in contesti di mercato più volatili&#8221;, ha aggiunto il Sig. Siegel.</p>
<h2>Recessione e tensioni geopolitiche superano l&#8217;inflazione</h2>
<p>Quando è stato chiesto loro quali fattori rappresentano i maggiori rischi macroeconomici per i loro portafogli di investimento, gli assicuratori hanno indicato:</p>
<ul>
<li>Rallentamento economico / Recessione negli Stati Uniti (52%)</li>
<li>Tensioni geopolitiche (52%)</li>
<li>Valutazioni dei mercati del credito e azionari (46%)</li>
<li>Inflazione (42%)</li>
<li>Volatilità dei mercati del credito e azionari (30%)</li>
</ul>
<p>È interessante notare che il 55% degli assicuratori a livello globale prevede che gli Stati Uniti entreranno in recessione nei prossimi tre anni, in aumento rispetto al 46% di un anno fa. Tuttavia, gli intervistati restano ottimisti sull&#8217;indice S&amp;P 500 per quest&#8217;anno: il 55% si attende un rendimento totale compreso tra il 5% e meno del 10%, mentre il 18% prevede un rendimento tra il 10% e meno del 20%.</p>
<h2>S&amp;P 500 ancora in grado di correre</h2>
<p>La divisione Global Investment Research di Goldman Sachs stima che l&#8217;indice S&amp;P 500 registrerà un rendimento totale del 12% nel 2026, sostenuto da una crescita a doppia cifra degli EPS, dalla continua resilienza economica e da un ulteriore allentamento delle condizioni monetarie, che creano un contesto favorevole per le azioni statunitensi (fonte: GIR US Equity Views, 13 marzo 2026).</p>
<p>A livello globale, la maggior parte degli assicuratori (79%) si aspetta una moderata riduzione del tasso sui Fed Funds verso un intervallo del 3-3,5%, mentre l&#8217;81% prevede che il Treasury decennale si mantenga in un range compreso tra il 3,5% e il 4,5% entro fine anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fed verso una pausa prolungata?</title>
		<link>https://fondiesicav.it/fed-pausa-prolungata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 11:10:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Fed]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Fidelity International]]></category>
		<category><![CDATA[Janus Henderson]]></category>
		<category><![CDATA[gsam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Federal Reserve statunitense ha lasciato i tassi invariati, come previsto, mantenendo il range obiettivo dei Fed funds al 3,5–3,75%. I commenti di Gsam, Janus Henderson e Fidelity International</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Federal Reserve statunitense ha lasciato i tassi invariati, come previsto, mantenendo il range obiettivo dei Fed funds al 3,5–3,75%. I commenti di Gsam, Janus Henderson e Fidelity International</em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-102727 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-scaled.jpg" alt="fed" width="2560" height="1543" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-scaled.jpg 2560w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-300x181.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-1024x617.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-1536x926.jpg 1536w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-2048x1234.jpg 2048w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-150x90.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-696x420.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-1068x644.jpg 1068w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-1920x1157.jpg 1920w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-697x420.jpg 697w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/07/FED-scaled-uai-900x542.jpg 900w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<h2>Kay Haigh, global co-head of Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management:</h2>
<p><strong> </strong>“La Fed è probabilmente destinata a una pausa prolungata, poiché la solidità dei dati sull’attività economica e i segnali di stabilizzazione del mercato del lavoro indicano una scarsa necessità di ulteriori interventi precauzionali. Tuttavia, ci aspettiamo che l’allentamento della politica monetaria riprenda più avanti nel corso dell’anno, quando una moderazione dell’inflazione consentirà due ulteriori tagli di ‘normalizzazione’, riportando i tassi verso i livelli che i membri neutri del FOMC considerano neutrali.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Dan Siluk, Head of Global Short Duration &amp; Liquidity e Portfolio Manager di Janus Henderson:</h2>
<p>“La Fed ha mantenuto i tassi al 3,50%-3,75%, segnalando fiducia nella recente stabilizzazione del mercato del lavoro e riconoscendo una maggiore attività economica. Sebbene il Comitato continui a considerare l&#8217;inflazione ”leggermente elevata&#8221;, il tono suggerisce che non vi è alcuna urgenza di procedere a un nuovo taglio nel breve termine. I voti dissenzienti dei governatori Waller e Miran evidenziano una divisione interna in corso, ma la maggioranza sta adottando una posizione più paziente e basata sui dati, sostenuta da una crescita più solida e da una stabilità provvisoria del mercato del lavoro&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Max Stainton, senior global macro strategist di Fidelity International</h2>
<p>La Federal Reserve statunitense ha lasciato i tassi invariati, come previsto, mantenendo il range obiettivo dei Fed funds al 3,5–3,75%. Il comunicato ha mantenuto il linguaggio sulla forward guidance, continuando a sottolineare che &#8220;l&#8217;entità e la tempistica&#8221; di eventuali futuri allentamenti dipenderanno dall&#8217;evoluzione dei dati. I due dissensi di orientamento accomodante sono stati bilanciati da un linguaggio più deciso su crescita e mercato del lavoro, a conferma della neutralità di questa pausa. Durante la conferenza stampa, Powell ha continuato a ribadire che il FOMC è &#8220;ben posizionato&#8221;, affermando che il Comitato intende lasciare che &#8220;siano i dati a indicarci la strada&#8221;. Questa pazienza nell&#8217;attendere nuovi dati è ora probabilmente maggiore rispetto a sei settimane fa, poiché le pubblicazioni finora sono in gran parte in linea con lo scenario di base della Fed, che prevede rischi contenuti sul fronte della disoccupazione e una disinflazione in corso.</p>
<p>Guardando avanti, continuiamo ad aspettarci che la Fed guidata da Powell non effettui ulteriori tagli, poiché questo Comitato è probabile consideri il bilanciamento dei rischi tra inflazione e mercato del lavoro sostanzialmente in equilibrio. Piuttosto, ciò che verosimilmente guiderà i mercati per il resto del mandato di Powell sarà la varietà di procedimenti legali e sviluppi politici che interessano la Federal Reserve e il Board of Governors. Stiamo monitorando in particolare le citazioni in giudizio del Dipartimento di Giustizia nei confronti della Fed e il caso Lisa Cook, attualmente all&#8217;esame della Corte Suprema, come indicazione della rapidità con cui la Federal Reserve potrebbe politicizzarsi.</p>
<p>Non a caso, il presidente Powell ha voluto respingere esplicitamente le recenti critiche dell&#8217;amministrazione riguardo la sua presenza all&#8217;udienza della Corte Suprema sul caso Lisa Cook, affermando chiaramente che esiste un precedente consolidato in tal senso. Questa disponibilità di Powell ad adottare un approccio più conflittuale nei confronti dell&#8217;amministrazione Trump è anche il motivo per cui un altro fattore chiave che stiamo osservando è se Powell rimarrà o meno governatore della Fed dopo la fine del suo mandato da presidente. Qualora ciò avvenisse, il mercato probabilmente interpreterebbe la sua permanenza nel Board come un elemento di controbilanciamento rispetto a un&#8217;eccessiva politicizzazione della Fed.</p>
<p>Guardando oltre questa Fed guidata da Powell, ci aspettiamo l&#8217;avvio di un nuovo ciclo di allentamento una volta nominato un nuovo presidente della Fed a maggio, con tre tagli nella seconda metà dell&#8217;anno, quasi due in più rispetto a quanto attualmente scontato dal mercato per la seconda metà dell&#8217;anno. Questo rinnovato ciclo di allentamento dovrebbe essere più orientato al futuro, ponendo particolare enfasi su ipotesi di forte crescita della produttività.</p>
<p>Questa funzione di reazione, che attribuirà minore peso ai dati di breve termine, è probabile che aumenti i rischi di inflazione al rialzo nella seconda metà dell&#8217;anno, mentre l&#8217;amministrazione Trump tenterà di far girare l&#8217;economia &#8220;a pieno regime&#8221; attraverso ulteriori stimoli fiscali in vista delle elezioni di medio termine. A nostro avviso, questo orientamento di politica economica è altamente probabile che si realizzi indipendentemente da chi sarà il prossimo presidente della Fed, con la nomina che sarà invece più determinante nel definire fino a che punto il bilancio della Fed tornerà a essere uno strumento attivo di politica monetaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scenari commerciali UE-Usa in evoluzione</title>
		<link>https://fondiesicav.it/scenari-commerciali-ue-usa-in-evoluzione/</link>
					<comments>https://fondiesicav.it/scenari-commerciali-ue-usa-in-evoluzione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 08:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
		<category><![CDATA[scenari]]></category>
		<category><![CDATA[gsam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scenari commerciali UE-Usa nel report "EU—What's the Deal With the Deal? EU-US Trade Scenarios"  a cura di Filippo Taddei, Gsam</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><em>Scenari commerciali UE-Usa e relative implicazioni macro nel report &#8220;EU<span lang="EN-US">—</span>What&#8217;s the Deal With the Deal? EU-US Trade Scenarios&#8221;  a cura di Filippo Taddei, <a href="https://www.linkedin.com/showcase/goldman-sachs-assetmanagement/" target="_blank" rel="noopener">Gsam</a></em></p>
<h2>La politica tariffaria perseguita dall&#8217;amministrazione statunitense ha già comportato un incremento di 8 punti percentuali del livello effettivo dei dazi imposti all&#8217;UE</h2>
<p>L&#8217;introduzione, nello scenario base, di un ulteriore dazio settoriale statunitense su beni critici porterebbe tale aumento complessivamente a 15 punti percentuali, con rischi orientati al rialzo alla luce delle recenti dichiarazioni dell presidente Trump.</p>
<h2>I colloqui tra UE e Stati Uniti sono iniziati poco dopo l&#8217;annuncio, da parte degli USA, di nuovi dazi su acciaio e alluminio lo scorso febbraio.</h2>
<p>Finora, i negoziati hanno registrato progressi limitati, ma gli incontri di questa settimana potrebbero fornire indicazioni più chiare sulle aree di possibile convergenza. Il principale nodo critico è rappresentato dalla diversa interpretazione dei dazi attualmente in vigore: per gli Stati Uniti, essi rappresentano un punto di partenza che richiede concessioni sostanziali da parte dell&#8217;UE per evitare l&#8217;introduzione di nuove misure; per Bruxelles, invece, costituiscono un tetto massimo da ridurre per scongiurare ritorsioni.</p>
<h2>Rimane ancora margine per colmare parte delle distanze, con un&#8217;intesa che potrebbe concretizzarsi nella fase finale prima della scadenza della moratoria sui dazi, prevista per il 9 luglio</h2>
<p>L&#8217;amministrazione USA ha avanzato richieste all&#8217;UE su tre fronti principali: barriere tariffarie e non tariffarie verso le imprese statunitensi, approccio regolatorio del blocco europeo in materia di servizi digitali, e infine l&#8217;accesso al mercato dei prodotti farmaceutici. L&#8217;UE ha già risposto con due proposte: una riduzione generalizzata dei dazi (tariffe zero per zero sui beni industriali) e un incremento degli acquisti di beni statunitensi al fine di ridurre il disavanzo commerciale bilaterale.</p>
<h2 class="v1MsoNormal">A nostro avviso, l&#8217;attuale contesto può evolvere secondo uno di tre scenari:</h2>
<ul type="disc">
<li class="v1MsoNormal"><b>Scenario base</b>: lo status quo viene prorogato oltre la fine della moratoria, con possibili concessioni minori da entrambe le parti, prima che gli Stati Uniti introducano un nuovo dazio settoriale su beni critici. In tale ipotesi, l&#8217;UE reagirebbe in modo moderato e dilazionato per evitare un&#8217;ulteriore escalation da parte statunitense. Tuttavia, riteniamo che tale equilibrio sia instabile.</li>
<li class="v1MsoNormal"><b>Scenario positivo</b> (sul modello dell&#8217;accordo UK-USA): gli USA prevederebbero alcune esenzioni sui dazi attualmente in vigore e su quelli settoriali in fase di introduzione. In cambio, l&#8217;UE garantirebbe un miglior accesso al proprio mercato per beni e servizi e un incremento degli acquisti di beni statunitensi per circa 100 miliardi di euro. Tuttavia, consideriamo questo scenario poco probabile nel breve termine.</li>
<li class="v1MsoNormal"><b>Scenario di mancato accordo</b>: gli Stati Uniti imporrebbero dazi reciproci del 20%, a cui l&#8217;UE risponderebbe con misure ritorsive più incisive, aumentando il rischio di un&#8217;escalation rapida e disordinata.</li>
<li class="v1MsoListParagraph">In ogni caso, riteniamo che l&#8217;attività economica dell&#8217;area euro subirebbe un impatto rilevante in caso di introduzione di nuovi dazi USA. Stimiamo una contrazione del PIL al 2026 di circa <b>-0,7% nello scenario base</b>, <b>-0,4% nello scenario UK-like</b> e <b>-1% nello scenario di rottura</b>. L&#8217;impatto sull&#8217;inflazione dovrebbe risultare moderatamente accomodante in tutti gli scenari, considerando l&#8217;effetto negativo derivante dall&#8217;eccesso di offerta globale e i fattori interni compensativi legati all&#8217;indebolimento della crescita e alle misure di ritorsione. L&#8217;incertezza rimane elevata e le prospettive per l&#8217;attività e l&#8217;inflazione dell&#8217;area euro dipendono fortemente dall&#8217;andamento della crescita globale, dalle condizioni finanziarie e dall&#8217;evoluzione dei mercati valutari ed energetici.</li>
</ul>
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		<title>Dato CPI: cosa ci dice davvero?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 08:33:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Cpi]]></category>
		<category><![CDATA[gsam]]></category>
		<category><![CDATA[Fed]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dato finale dell’inflazione CPI rappresenta un sollievo per la Federal Reserve. Ma probabilmente, la Banca centrale "rimarrà alla finestra". L'analisi di GSAM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="v1MsoNormal"><b><i><span lang="EN-GB">A cura di Alexandra Wilson-Elizondo, global co-head and co-chief investment officer of Multi-Asset Solutions di <a href="https://www.linkedin.com/company/goldman-sachs/" target="_blank" rel="noopener">Goldman</a></span></i><span lang="EN-GB"> Sachs Asset Management</span></b></h4>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US"> </span></p>
<div>
<p class="v1MsoNormal">L’ampio ventaglio di previsioni emerse prima della pubblicazione del <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/dato-cpi">dato CPI</a> evidenzia quanto sia difficile per gli operatori di mercato prezzare l’elevato livello di incertezza che grava su imprese e consumatori.</p>
<p class="v1MsoNormal">Prima della diffusione del dato abbiamo monitorato attentamente i dati per ricercare i primi segnali dell’impatto dei dazi sull’inflazione, concentrandoci in particolare sulla dinamica dei prezzi dei beni rispetto al calo della domanda per alcuni servizi, come i viaggi.</p>
<h5 class="v1MsoNormal">Il dato finale dell’inflazione CPI, pari al 2,3% su base annua, rappresenta probabilmente un sollievo per la Federal Reserve. Tuttavia, gli aggiustamenti di prezzo più consistenti legati ai dazi dovrebbero manifestarsi nei prossimi mesi. Per questo, continuiamo ad attenderci un atteggiamento attendista da parte della Fed nel breve periodo. Con mercati guidati dalle notizie relative alle trattative e ai compromessi politici.</h5>
<p class="v1MsoNormal">Per quanto riguarda il prezzo del petrolio, sebbene molti investitori siano ottimisti riguardo agli effetti positivi della sua discesa sull’inflazione, tali benefici sono in gran parte compensati dall’indebolimento del dollaro. Che rende più costose le importazioni.</p>
<p class="v1MsoNormal">Considerando questi elementi, i movimenti di queste due asset class dal “Liberation Day” si sono effettivamente compensati dal punto di vista dell&#8217;inflazione core.</p>
<p class="v1MsoNormal">
</div>
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		<title>Portafogli: focus su duration europea, in attesa di ulteriori tagli BCE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 05:22:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Candriam]]></category>
		<category><![CDATA[T.Rowe Price]]></category>
		<category><![CDATA[gsam]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il commento di Nicolas Forest di Candriam, Simon Dangoor di GSAM e Tomasz  Wieladek di T. Rowe Price in seguito al meeting della BCE</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/portafogli-focus-su-duration-europea-in-attesa-di-ulteriori-tagli-bce/">Portafogli: focus su duration europea, in attesa di ulteriori tagli BCE</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h4 class="v1MsoNormal"><strong>Il commento di <strong style="color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 19px;">Nicolas </strong>Forest di Candriam, </strong><strong>Simon </strong><strong>Dangoor di GSAM e </strong><b>Tomasz  </b><b>Wieladek di </b><b>T. Rowe Price in seguito al meeting della <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/BCE">Banca Centrale Europea</a></b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong style="color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 19px;">Nicolas Forest, CIO di <a href="https://www.linkedin.com/company/candriam/" target="_blank" rel="noopener">Candriam,</a> commenta:</strong></p>
</div>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;Il recente taglio dei tassi segnala una crescente fiducia sul raggiungimento degli obiettivi di inflazione, mentre aumentano le difficoltà per la crescita economica.</p>
<figure id="attachment_56973" aria-describedby="caption-attachment-56973" style="width: 232px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-56973" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Forest-1-e1467784115424-232x300.jpg" alt="" width="232" height="300" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Forest-1-e1467784115424-232x300.jpg 232w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/07/Nicolas-Forest-1-e1467784115424.jpg 275w" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" /><figcaption id="caption-attachment-56973" class="wp-caption-text">Nicolas Forest, Candriam</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Nelle ultime tre settimane, i rischi al ribasso si sono intensificati. La guerra commerciale si è intensificata in seguito all&#8217;annuncio dei dazi da parte dell&#8217;amministrazione USA il 2 aprile, con l&#8217;euro che ha registrato un&#8217;impennata superiore al 5%. Le condizioni finanziarie si sono inasprite e lo slancio del credito dovrebbe attenuarsi in questo scenario caratterizzato da elevata incertezza.</p>
<p class="v1MsoNormal">In questo contesto, la BCE mantiene un approccio cauto, da valutare riunione per riunione e lascia aperte tutte le opzioni. Nelle sue dichiarazioni, la BCE ha eliminato il termine &#8220;restrittivo&#8221; in riferimento alla politica monetaria per avere piena &#8220;agilità&#8221;.</p>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;Europa si trova in una fase critica. Da un lato, la regione potrebbe beneficiare degli effetti positivi di misure di sostegno, come il piano fiscale della Germania e il programma &#8220;ReArm Europe&#8221;.</p>
<p class="v1MsoNormal">Dall&#8217;altro, se gli Stati Uniti entrassero in una fase di recessione, l&#8217;Europa farebbe fatica a evitare i rischi di contagio. Allo stesso tempo, la BCE deve anche affrontare pressioni disinflazionistiche: gli effetti di un calo della domanda derivanti dalle tensioni commerciali, dall&#8217;apprezzamento dell&#8217;euro e dal potenziale afflusso di prodotti cinesi a prezzi più bassi potrebbero superare le pressioni al rialzo esercitate dalle ritorsioni e dalle interruzioni della catena di approvvigionamento. Se la forza dell&#8217;euro solleva alcuni dubbi, ciò facilita il ciclo di allentamento della banca centrale.</p>
<p class="v1MsoNormal">Prevediamo ancora due tagli dei tassi da parte della BCE quest&#8217;estate. Nel frattempo, la Federal Reserve è in attesa di maggiore chiarezza su un potenziale scenario di stagflazione o di un picco temporaneo dell&#8217;inflazione.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il mantenimento dei dazi potrebbe spingere l&#8217;inflazione statunitense verso il 5% prima di tornare al 2% con il raffreddamento dell&#8217;economia americana. Ma prevediamo tagli dei tassi nella seconda metà dell&#8217;anno.</p>
<p class="v1MsoNormal">Restiamo ottimisti sulla duration europea, soprattutto perché crescono gli interrogativi sullo status di bene rifugio dei Treasury statunitensi.&#8221;</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><strong>Simon Dangoor, Head of Fixed Income Macro strategies di <a href="https://www.linkedin.com/company/goldman-sachs/" target="_blank" rel="noopener">Goldman Sachs Asset Management,</a> aggiunge:</strong></h4>
<p class="v1MsoNormal">“In linea con le attese, la BCE ha tagliato i tassi dello 0,25% portando il tasso di deposito al 2,25%. Poiché l&#8217;attuale incertezza del mercato continua a rappresentare un rischio per la crescita economica dell’area euro, prevediamo altri tre tagli dei tassi consecutivi nei prossimi meeting, portando potenzialmente il tasso all&#8217;1,5% quest&#8217;anno.</p>
<p class="v1MsoNormal">Monitoriamo attentamente le condizioni di domanda e offerta nel mercato obbligazionario, dove un aumento delle emissioni e il quantitative tightening della BCE potrebbero creare opportunità per gli investitori nel reddito fisso.”</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><b>Tomasz Wieladek, Chief European Economist, <a href="https://www.linkedin.com/company/t--rowe-price/" target="_blank" rel="noopener">T. Rowe Price</a>, conclude:</b></h4>
<figure id="attachment_121635" aria-describedby="caption-attachment-121635" style="width: 200px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-121635" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/WIELADEK_Tomasz_T.-Rowe-Price-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/WIELADEK_Tomasz_T.-Rowe-Price-200x300.jpg 200w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/WIELADEK_Tomasz_T.-Rowe-Price-682x1024.jpg 682w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/WIELADEK_Tomasz_T.-Rowe-Price-1024x1536.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/WIELADEK_Tomasz_T.-Rowe-Price-150x225.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/WIELADEK_Tomasz_T.-Rowe-Price-300x450.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/WIELADEK_Tomasz_T.-Rowe-Price-696x1044.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/WIELADEK_Tomasz_T.-Rowe-Price-1068x1602.jpg 1068w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/WIELADEK_Tomasz_T.-Rowe-Price-280x420.jpg 280w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/11/WIELADEK_Tomasz_T.-Rowe-Price.jpg 1229w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><figcaption id="caption-attachment-121635" class="wp-caption-text">Tomasz WIELADEK</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;Sebbene non si trattasse di una riunione dedicata alle previsioni, è comunque probabile che la Bce abbia analizzato gli effetti dei dazi all&#8217;interno della propria serie di modelli.</p>
<p class="v1MsoNormal">La Bce ha abbandonato il linguaggio significativamente restrittivo, ma si tratta di una semplice constatazione di prossimità al tasso neutro, non di un&#8217;indicazione della direzione futura della politica monetaria.</p>
<p class="v1MsoNormal">Sebbene la Bce non abbia presentato nuove previsioni, il testo evidenzia i rischi significativi per l&#8217;economia reale, pur riconoscendo che l&#8217;inflazione dei servizi ha già subito un rallentamento.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il riconoscimento del rallentamento dell&#8217;inflazione, pur evidenziando i rischi per l&#8217;attività reale, è un segnale forte da parte delle Bce dell’intenzione di ridurre i tassi di riferimento in modo significativo al di sotto del tasso neutro.</p>
<h5 class="v1MsoNormal">L&#8217;omissione dell&#8217;accenno alla politica restrittiva in materia di tassi di riferimento va quindi interpretata in questo contesto. Questa dichiarazione è in linea con la nostra opinione secondo cui la Bce probabilmente taglierà il tasso di deposito all&#8217;1,5% o al di sotto.</h5>
<p class="v1MsoNormal">I mercati finanziari continuano a sottovalutare la determinazione della Bce a riportare l&#8217;inflazione al 2% contrastando la debolezza economica. L&#8217;equilibrio dei rischi si è ora spostato verso un&#8217;inflazione inferiore all&#8217;obiettivo. E la Bce probabilmente taglierà i tassi in misura maggiore rispetto a quanto scontato dai mercati finanziari.&#8221;</p>
<p class="v1MsoNormal">
<p class="v1MsoNormal">
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			</item>
		<item>
		<title>Inflazione Usa: rallentamento inatteso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 09:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Janus Henderson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aspettando l'evoluzione della politica dei dazi, la rilevazione mensile dei prezzi al consumo Usa evidenza un calo. Janus Henderson e Gsam</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Inflazione Usa: aspettando l&#8217;evoluzione della politica dei dazi, la rilevazione mensile dei prezzi al consumo Usa evidenza un calo. Il commento di <a href="https://www.linkedin.com/company/janus-henderson-investors/">Janus Henderson</a> e <a href="https://www.linkedin.com/company/goldman-sachs/"><span lang="EN-US">Goldman Sachs Asset Management</span></a></em></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><strong>Dan Siluk, Portfolio Manager di Janus Henderson</strong></h2>
<p class="v1MsoNormal"><i> </i>I dati dell&#8217;IPC di marzo 2025 hanno mostrato un inatteso rallentamento dell&#8217;inflazione, con l&#8217;IPC generale in calo dello 0,05% su base mensile e l&#8217;IPC core in aumento di appena lo 0,06%.</p>
<h2 class="v1MsoNormal">Su base annua, l&#8217;inflazione complessiva si è attestata al 2,4%, mentre quella core al 2,8%.</h2>
<p class="v1MsoNormal">Questi dati suggeriscono un indebolimento delle pressioni sui prezzi, nonostante le preoccupazioni sui potenziali impatti inflazionistici derivanti dalla recente introduzione dei dazi e dai negoziati in corso da parte dell&#8217;amministrazione americana.</p>
<p class="v1MsoNormal">Le componenti chiave che hanno contribuito alla moderazione dell&#8217;inflazione includono il calo dei costi dell&#8217;energia, del trasporto aereo, delle auto usate e dei prodotti sanitari, sebbene gli affitti abbiano mostrato una certa resistenza.</p>
<p class="v1MsoNormal">Rimaniamo cauti riguardo agli attuali dati sull&#8217;inflazione, in quanto queste cifre riflettono un periodo precedente all&#8217;implementazione dei recenti dazi. Pertanto, ci aspettiamo che nei prossimi mesi ci possa essere una maggiore volatilità dei dati sull&#8217;inflazione, in particolare per quanto riguarda i beni (influenzati dai dazi).</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><strong><span lang="EN-US">Kay Haigh, co-responsabile globale Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management</span></strong></h2>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US"> </span>&#8220;Il dato odierno sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), più debole del previsto, appare superato alla luce dei profondi cambiamenti nelle politiche commerciali degli ultimi giorni.</p>
<p class="v1MsoNormal">Guardando al futuro, la Fed si troverà probabilmente ad affrontare un difficile compromesso, poiché gli aumenti dei prezzi legati ai dazi inizieranno a riflettersi nei dati sull’inflazione, mentre l’attività economica resterà modesta.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ci aspettiamo che la reazione iniziale della Fed sia prudente, ma permangono i rischi che un rallentamento dell’economia più marcato del previsto possa portare alla ripresa del ciclo di allentamento monetario da parte della Fed.&#8221;</p>
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		<title>Inflazione USA, il mercato tira un sospiro di sollievo ma la volatilità persisterà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 09:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Janus Henderson]]></category>
		<category><![CDATA[gsam]]></category>
		<category><![CDATA[Haigh]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli esperti di Janus Henderson e Goldman Sachs AM analizzano l'ultima, confortante, lettura dell'andamento dell'inflazione statunitense</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli esperti di Janus Henderson e Goldman Sachs AM analizzano l&#8217;ultima, confortante, lettura dell&#8217;andamento dell&#8217;inflazione statunitense</em></p>
<p class="v1MsoNormal"><strong><i><span lang="EN-GB">John Kerschner, head of US securitised products, Janus Henderson</span></i></strong></p>
<p class="v1MsoNormal">Il mercato ha tirato un grande sospiro di sollievo ieri mattina quando il dato dei prezzi al consumo di febbraio è risultato inferiore alle aspettative, con un 0,23% per l’inflazione core e uno 0,22% per quella generale. Le aspettative per entrambe erano comprese tra lo 0,2% e lo 0,35%, con un consenso per entrambe allo 0,3%. Il tasso su base annua per l’inflazione core è sceso al 3,1% dal 3,3% del mese scorso e dal 3,8% dell&#8217;anno precedente. Si tratta del valore su base annua più basso da maggio 2021, quando l&#8217;inflazione stava aumentando a causa dei problemi della catena di approvvigionamento lasciati dalla pandemia di Covid. <strong>Questi numeri danno credito all&#8217;idea che i progressi della Fed nella lotta all&#8217;inflazione stiano funzionando, anche se più lentamente di quanto sperato.</strong></p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>Uno dei fattori principali che hanno contribuito a far sì che l&#8217;inflazione sia inferiore alle aspettative sono state le tariffe aeree, che sono diminuite del 4%.</strong> Questo dopo che diverse compagnie, tra cui Delta, hanno registrato un crollo dei viaggi aerei e quindi minori guadagni futuri. Si tratta solo un indicatore del fatto che il consumatore resiliente sta finalmente esaurendo le sue forze. Tuttavia, la cosa più sorprendente è che il mercato obbligazionario abbia operato un sell off sulla base di questi numeri. Si tratta molto probabilmente di una correzione del grande rally delle obbligazioni (tassi in calo) dalla fine di febbraio, che ha portato il Treasury USA a 10 anno in calo di circa 20 punti base. Le azioni, d&#8217;altra parte, dopo un inizio di settimana pessimo, stanno recuperando.</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>Riteniamo che la volatilità dei mercati continuerà a ritmo sostenuto, visti i pronunciamenti quotidiani sulla questione dei dazi da parte della Casa Bianca. Detto questo, gli investitori possono almeno avere un minimo di fiducia nel fatto che gli aumenti dei tassi che la Fed ha messo in atto diversi anni fa continuino a funzionare e stiano lentamente portando l&#8217;inflazione al loro obiettivo del 2%</strong>. Anche se non crediamo che la Fed taglierà i tassi la prossima settimana durante la riunione periodica, questo lascia la porta aperta a un taglio a maggio, o più probabilmente a giugno. Attualmente, il mercato ha una probabilità superiore al 95% che la Fed tagli i tassi entro la Festa del Papà a giugno.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span lang="EN-US">Kay Haigh, co-responsabile globale di fixed income and liquidity solutions di Goldman Sachs Asset Management</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US"> </span>“La pubblicazione dei dati sull’inflazione USA CPI di febbraio ha mostrato ulteriori segnali di progresso sull&#8217;inflazione di fondo, con un ritmo di aumento dei prezzi che si è moderato dopo i dati forti di gennaio. Anche se è probabile che la Fed rimanga ferma nella riunione di questo mese, la combinazione tra l&#8217;attenuazione delle pressioni inflazionistiche e l&#8217;aumento dei rischi al ribasso per la crescita suggerisce che la Fed si stia avvicinando a proseguire il suo ciclo di allentamento.”</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La BCE taglia i tassi di 25 pb</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 06:16:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lagarde ha sottolineato che le future decisioni sui tassi di interesse saranno valutate riunione per riunione. Il commento di GSAM, Aberdeen Investments e UBS GWM</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4><strong>Lagarde ha sottolineato che le future decisioni sui tassi di interesse saranno valutate riunione per riunione</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><strong><span lang="EN-US">Simon Dangoor, Head of Fixed Income Macro Strategies di Goldman Sachs Asset Management, commenta:</span></strong></h4>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;<strong>Gli investitori devono considerare la maggiore incertezza sulle prospettive a breve termine della <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/bce">BCE.</a></strong> Manteniamo una <strong><em>conviction</em> più bassa sui tassi a breve termine</strong> in Europa, data l’assenza di una chiara direzione.</p>
<p class="v1MsoNormal">E preferiamo le <strong>strategie <em>steepener</em>,</strong> alla luce dell’aumento di emissioni per finanziare l’espansione fiscale in Germania e di un probabile incremento del premio a termine derivante da un miglioramento delle prospettive di crescita e inflazione nel medio termine”.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><b>Felix Feather, economista di Aberdeen Investments, aggiunge:</b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_133601" aria-describedby="caption-attachment-133601" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-133601" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/04/abrdn_Felix_Feather-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-133601" class="wp-caption-text">Felix Feather</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;Come previsto, <strong>la BCE ha tagliato i tassi di 25 punti base</strong>, portandoli al 2,5%. Prevediamo che nel corso dell&#8217;anno la BCE ridurrà i tassi fino al livello neutrale del 2%. La dichiarazione politica rivista della BCE descrive l&#8217;attuale posizione come “sempre meno restrittiva”, indicando che il Consiglio direttivo potrebbe vedere qualche rischio al rialzo per tale previsione.</p>
<p class="v1MsoNormal">La possibilità di un aumento significativo del “<strong>deficit spending” europeo</strong> ha spinto i mercati a prevedere un minor numero di tagli dei tassi negli ultimi giorni, mentre la parte lunga della curva ha subito una contrazione ancora più marcata.</p>
<p class="v1MsoNormal">Riteniamo che <strong>lo stimolo fiscale potrebbe aumentare la crescita dello 0,5-1,0% in Germania e dello 0,2-0,7% nell&#8217;intera Eurozona</strong>.</p>
<h5 class="v1MsoNormal">Tuttavia, un eventuale sostegno potrebbe arrivare troppo tardi per impedire all&#8217;economia francese di cadere in una recessione tecnica. Dopo la contrazione del PIL dello 0,1% registrata dalla Francia nel quarto trimestre, il flusso di dati ad alta frequenza sull&#8217;attività è stato debole, con gli indicatori di disoccupazione registrata, PMI e produzione industriale che ora sono tutti in rosso.</h5>
<p class="v1MsoNormal">Inoltre, la spinta alla crescita derivante dallo stimolo fiscale in Europa è destinata a essere almeno in parte compensato dall&#8217;<strong>imposizione di dazi settoriali da parte degli Stati Uniti</strong>.</p>
<p class="v1MsoNormal">In sintesi, continuiamo ad aspettarci che la BCE porti i tassi a un livello neutrale in tempi relativamente brevi. Ma i rischi per questa previsione, in entrambe le direzioni, stanno aumentando.</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>I pochi dati sull&#8217;attività a breve termine e i dazi statunitensi potrebbero portare la BCE a tagliare i tassi in modo più aggressivo</strong>, ma l&#8217;allentamento fiscale anticipato potrebbe far sì che i tassi rimangano più alti più a lungo.&#8221;</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><b>Dean Turner, Chief Eurozone and UK Economist UBS Global Wealth Management, conclude:</b></h4>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;In linea con le nostre aspettative e con quelle del mercato, <strong>la BCE ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base (bps), portando il tasso al 2,5%.</strong> Il comunicato stampa suggerisce che i policymaker preferiscono continuare a adottare una strategia decisionale riunione dopo riunione, pur riconoscendo che la politica monetaria sta diventando significativamente meno restrittiva</p>
<p class="v1MsoNormal">A nostro avviso, è probabile che <strong>la BCE continui a tagliare i tassi a un ritmo costante di 25 pb a ogni riunione fino a giugno, portando il tasso al  2%</strong>, ma i rischi legati a questa previsione sono equilibrati.</p>
<p class="v1MsoNormal">Una maggiore incertezza geopolitica e la <strong>minaccia di dazi sulle esportazioni dell’UE</strong> verso gli Stati Uniti rappresentano un rischio per la crescita, che potrebbe spingere la BCE a ridurre ulteriormente i tassi per sostenere l&#8217;economia nel corso dell&#8217;anno.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, questo rischio è bilanciato dai recenti annunci di un significativo<strong> aumento della spesa fiscale nei prossimi anni.</strong> Sebbene l&#8217;effetto della spesa fiscale possa aver bisogno di tempo per riflettersi sull&#8217;economia, un miglioramento del sentiment, che potrebbe essere ulteriormente rafforzato in caso di cessate il fuoco in Ucraina, potrebbe portare a un aumento della spesa e degli investimenti nei prossimi mesi.</p>
<p class="v1MsoNormal">I recenti sviluppi della politica monetaria e fiscale comportano rischi al rialzo per le nostre previsioni di crescita economica e probabilmente <strong>sosterranno l’euro, l’azionario tedesco, il settore industriale e le Small e Mid Cap dell&#8217;Unione economica e monetaria (UEM) dell&#8217;Unione europea.&#8221;</strong></p>
<p class="v1MsoNormal">
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