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	<title>Raiffeisen Archives - Future Investments</title>
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		<title>Rinnovabili, un tema growth ineluttabile</title>
		<link>https://fondiesicav.it/rinnovabili-tema-growth/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Boris Secciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Raiffeisen]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[valutazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante la recente ripresa dei prezzi, le valutazioni nel settore rimangono interessanti su base storica. Hannes Loacker, gestore del fondo Raiffeisen SmartEnergy ESG Equity</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rinnovabili: nonostante la recente ripresa dei prezzi, le valutazioni nel settore rimangono interessanti su base storica. Hannes Loacker, gestore del fondo <a href="https://www.linkedin.com/company/raiffeisen-bank-international/?originalSubdomain=at" target="_blank" rel="noopener">Raiffeisen</a> SmartEnergy ESG Equity</em></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-139222 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/solare.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/solare.jpg 1200w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/solare-300x200.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/solare-1024x683.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/solare-150x100.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/solare-696x464.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/solare-1068x712.jpg 1068w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/solare-630x420.jpg 630w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/solare-uai-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da un punto di vista dell&#8217;andamento borsistico durante il periodo che va dalla seconda metà del 2022 fino all&#8217;aprile del 2025 le energie rinnovabili hanno vissuto qualcosa di simile a un crollo. Infatti se andiamo ad osservare un importante benchmark di settore come il MSCI Global Alternative Index, espresso in Euro, scopriamo come si sia verificato un bear market di rara brutalità.</p>
<p>Le quotazioni sono infatti calati dai massimi relativi ai minimi del movimento per un ammontare intorno ai due terzi. Da allora però vi è stato un ritorno di fiamma, sintomatico di un maggiore livello di razionalità sui mercati. I corsi si sono infatti praticamente raddoppiati.</p>
<p>Parliamo di ritorno a un maggiore buon senso in quanto non è difficile comprendere le motivazioni dietro l&#8217;inversione. Interessanti infatti al riguardo sono le parole di Hannes Loacker, gestore del fondo Raiffeisen SmartEnergy ESG Equity:” una combinazione di tensioni geopolitiche, aumento dei costi legati ai danni climatici, miglioramento del contesto di mercato e crescita della domanda di elettricità trainata dall’intelligenza artificiale sta aprendo interessanti opportunità di investimento per gli investitori”.</p>
<p>In pratica l&#8217;intenso bear market dell&#8217;ultimo lustro era stato causato da una combinazione fatta di tassi di interesse elevati (fattore particolarmente nefasto per un comparto ad elevata duration) e problemi specifici nelle catene di approvvigionamento. Da allora però gli investitori hanno ricominciato a focalizzarsi sui fondamentali di lungo periodo: un quadro geo-politico disastroso (soprattutto per l&#8217;Europa), gli effetti del cambiamento climatico e la crescita apparentemente infinita dei data center, delle autentiche idrovore energetiche.</p>
<p>Il disastro di Hormuz e la conseguente, sorprendente, tenuta della Cina hanno poi fornito un&#8217;ulteriore conferma della necessità di evolversi rispetto ai modelli di consumo energetico del passato. Notoriamente la seconda economia del Mondo ha investito enormemente in un&#8217;elettrificazione sempre di più basata sulle rinnovabili, facendo sì che oggi sia meno alla mercé del caos internazionale.</p>
<p>Purtroppo da questo punto di vista l&#8217;UE appare ancora piuttosto indietro, sempre secondo Loacker:” La dipendenza dell’Europa dalle importazioni di combustibili fossili rimane strutturalmente elevata. Una quota significativa di petrolio, gas e carbone deve essere importata da paesi terzi, il che rende le economie dell’UE vulnerabili agli shock dei prezzi e agli sconvolgimenti geopolitici”.</p>
<p>Ciò crea dall&#8217;altra parte driver di sostegno alle aziende del comparto decisamente imponenti. Si tratta peraltro di un insieme di gruppi che presentano tuttora multipli insolitamente contenuti, interessante al riguardo l&#8217;analisi del gestore austriaco:”</p>
<p>Molte aziende nei settori dell’energia solare, eolica, delle infrastrutture di rete e delle tecnologie di accumulo continuano a essere quotate ben al di sotto delle loro medie pluriennali, pur beneficiando al contempo di un miglioramento del portafoglio ordini e di una crescente domanda da parte degli utenti finali”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Investire in tempi turbolenti</title>
		<link>https://fondiesicav.it/investire-tempi-turbolenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[outlook 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[high yield]]></category>
		<category><![CDATA[Raiffeisen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Focus su equity emergente e bond europei, cautela su high-yield e mercati obbligazionari rischiosi. Karin Kunrath, Chief Investment Officer, Raiffeisen Capital Management</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Investire in tempi turbolenti. Focus su equity emergente e bond europei, cautela su high-yield e mercati obbligazionari rischiosi. Karin Kunrath, Chief Investment Officer, <a href="https://www.linkedin.com/company/raiffeisen-capital-management-italia/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Raiffeisen Capital Management</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-118456 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/Mercati_economia-e1695108480354.jpg" alt="mercati" width="600" height="400" /></p>
<p>Continuiamo a vivere tempi turbolenti. Ma il contesto è mai stato anche solo vagamente perfetto? Diverse crisi, come quelle che abbiamo recentemente affrontato, sono sempre esistite in una forma o nell&#8217;altra. Tuttavia, l&#8217;odierno flusso di informazioni ci porta continuamente a confrontarci con notizie negative.</p>
<p>Ciò che è realmente cambiato in modo duraturo negli ultimi anni riguardo al mercato dei capitali è l&#8217;inversione di tendenza verso la deglobalizzazione (dopo decenni di globalizzazione) e la nuova dinamica nel riarmo militare.</p>
<p>Sui mercati, i principali trend settoriali e i cambiamenti possono spesso essere rilevati in anticipo attraverso le evoluzioni relative dei prezzi, poiché questi vengono progressivamente recepiti e quindi in un certo senso già anticipati. Un esempio è il &#8220;comparto dei software&#8221; come &#8220;sotto-settore all&#8217;interno della fiorente industria dell&#8217;IT&#8221;, in cui &#8211; già dall&#8217;autunno scorso &#8211; si è evidenziata una debolezza dei prezzi rispetto all&#8217;indice tecnologico e al mercato globale.</p>
<h2>Outlook sulle diverse asset class</h2>
<h2>Obbligazioni: premi di rischio vicini ai minimi storici nei mercati emergenti</h2>
<p>Continuiamo a mantenere una visione positiva sui titoli di Stato francesi e tedeschi, così come riteniamo ancora interessanti i governativi australiani. Restiamo invece cauti sui titoli di Stato statunitensii che, a nostro avviso, sono interessanti solo rispetto ad asset obbligazionari più rischiosi (high-yield Usa e bond dei mercati emergenti in valuta forte).</p>
<p>Gli spread dei corporate bond high-yield statunitensi si sono già ampliati di circa 100 punti base quest&#8217;anno, per poi restringersi di nuovo, senza che i fondamentali siano cambiati significativamente. Vediamo quindi un&#8217;asset class fortemente influenzata dal sentiment e dal flusso di notizie. Le obbligazioni societarie high yield non scontano significativi rischi di insolvenza, di credito o di liquidità. Mentre i prezzi delle azioni possono continuare a salire in linea con la crescita degli utili, i rischi scontati nelle obbligazioni societarie sembrano ormai aver raggiunto il loro minimo.</p>
<p>Le obbligazioni dei mercati emergenti in valuta forte continuano a dimostrare forza dopo una breve fase di debolezza all&#8217;inizio dell&#8217;anno, con premi di rischio che trattano vicini ai minimi storici. Come per i mercati azionari, questi titoli si difendono straordinariamente bene rispetto alle obbligazioni dei mercati sviluppati. Tuttavia, riteniamo che il comparto sia in territorio di ipercomprato e attualmente adottiamo un atteggiamento cauto verso questa classe obbligazionaria.</p>
<h2>Azionario: Valutazioni relativamente attraenti per i mercati emergenti</h2>
<p>Nonostante le persistenti difficoltà legate alle notizie sulla guerra in Iran, i mercati azionari sviluppati hanno registrato un andamento molto positivo. La prospettiva di crescita degli utili sembra fornire la spiegazione principale per la solidità dei mercati azionari. Nel breve termine, il sentiment appare leggermente ottimistico; alla luce del da parte degli utili, manteniamo un approccio cautamente ottimista verso le azioni.</p>
<p>Anche i mercati azionari dei paesi emergenti sono riusciti a recuperare il calo di valore dovuto alla guerra in Iran. Si conferma, inoltre, la performance relativa positiva rispetto ai mercati azionari sviluppati, mentre le valutazioni &#8211; sia dei mercati emergenti nel loro complesso che dei singoli paesi &#8211; sono più attraenti rispetto a molte altre regioni e lasciano intravedere una crescita (degli utili) più robusta.</p>
<h2>Materie prime: Si consolidano i prezzi dei metalli preziosi</h2>
<p>I mercati internazionali delle materie prime hanno mostrato recentemente un andamento eterogeneo. Dopo un forte inizio anno per i metalli preziosi, negli ultimi mesi abbiamo visto un consolidamento dei prezzi. Ultimamente, il premio di rischio per le materie prime energetiche è stato in parte scontato. In compenso, l&#8217;ottimismo per la crescita globale ha portato a un aumento più marcato dei metalli industriali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Resilienza dei mercati correlata alla minore dipendenza dal petrolio e agli utili</title>
		<link>https://fondiesicav.it/resilienza-mercati-petrolio-utili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 09:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[spread]]></category>
		<category><![CDATA[Raiffeisen]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Kunrath]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Focus su equity globale e bond europei, cautela sugli spread societari. Karin Kunrath, Chief Investment Officer, Raiffeisen Capital Management</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Resilienza dei mercati e focus su equity globale e bond europei. Cautela sugli spread societari. Karin Kunrath, Chief Investment Officer, <a href="https://it.linkedin.com/company/raiffeisen-switzerland" target="_blank" rel="noopener">Raiffeisen Capital Management</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-175986 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/06/economia-scaled-1-e1751009536571.jpg" alt="mercati" width="1200" height="600" /></p>
<p>L&#8217;economia mondiale poggia su una minore dipendenza dal petrolio e su utili dominati da società statunitensi ampiamente indipendenti dal ciclo economico generale. Inoltre, la dinamica della K-shaped economy e gli enormi investimenti nell&#8217;intelligenza artificiale mantengono intatta la crescita USA, compensando l&#8217;impatto dei costi del carburante sui consumi. In questo scenario di robusti utili societari, l&#8217;asset allocation tattica torna a sovrappesare le azioni.</p>
<h2>Outlook sulle diverse asset class</h2>
<h2>Obbligazioni: I governativi francesi e tedeschi sono ancora interessanti</h2>
<p>Rimaniamo ottimisti riguardo ai titoli di Stato francesi e tedeschi, così come i governativi australiani. Manteniamo, invece, un atteggiamento prudente nei confronti dei bond governativi statunitensi che ci interessano esclusivamente rispetto ai segmenti obbligazionari più rischiosi (bond high yield statunitensi e obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti).</p>
<p>Sul fronte delle obbligazioni corporate, ultimamente il mercato sta di nuovo scontando uno scenario &#8220;ideale&#8221;.</p>
<p>È vero, la situazione fondamentale appare positiva, ma l&#8217;ottimismo tra gli investitori in titoli a spread sembra estremamente elevato. I titoli del credito high yield non scontano praticamente alcun rischio significativo di default, di credito o di liquidità. Mentre i mercati azionari possono continuare a salire sulla scia della loro crescita (in termini di redditività), i rischi fondamentali delle obbligazioni societarie difficilmente potranno diminuire ulteriormente.</p>
<h2>Bond emergenti in valuta locale</h2>
<p>Contrariamente alle nostre previsioni, da metà aprile i premi di rischio delle obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti sono nuovamente scesi in modo significativo. Sebbene dal punto di vista fondamentale i paesi emergenti siano stati duramente colpiti dalle ripercussioni sul mercato energetico (Iran/USA), ciò non ha intaccato l&#8217;ottimismo degli investitori in questi mercati. Riteniamo che l&#8217;attuale livello degli spread delle obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti non sia sostenibile nel medio termine</p>
<h2>Azionario: L&#8217;Asia come &#8220;powerhouse&#8221; dell&#8217;intelligenza artificiale</h2>
<p>Nonostante le notizie preoccupanti relative alla guerra in Iran, nelle ultime settimane i mercati azionari dei paesi sviluppati hanno mantenuto un andamento molto positivo. Uno sguardo alle previsioni di crescita degli utili fornisce probabilmente la spiegazione più convincente della solidità dei mercati azionari. In questo contesto, le banche centrali rinvieranno i tagli dei tassi o potrebbero addirittura reagire con aumenti dei tassi. Nel breve termine il clima sembra essere piuttosto ottimistico, ma alla luce del sostegno proveniente dal fronte degli utili abbiamo nuovamente rafforzato leggermente la nostra esposizione alle azioni.</p>
<p>Anche i mercati azionari dei paesi emergenti sono riusciti a superare con successo la crisi innescata dal conflitto in Iran. Prosegue inoltre la performance positiva rispetto ai mercati azionari sviluppati. Ciò dimostra che anche l&#8217;area asiatica è un polo globale di eccellenza nel campo dell&#8217;Intelligenza Artificiale. Le valutazioni &#8211; sia dei mercati emergenti nel loro complesso che dei singoli paesi &#8211; sono più attraenti rispetto a molte altre regioni e lasciano intravedere una crescita (degli utili) più robusta.</p>
<h2>Materie prime:</h2>
<h2>L&#8217;ottimismo sulla crescita globale fa salire i metalli industriali</h2>
<p>I mercati internazionali delle materie prime hanno mostrato recentemente un andamento eterogeneo. Dopo una fase di debolezza dei metalli preziosi nei mesi scorsi, si è recentemente registrato un nuovo rialzo. Il premio di rischio sulle materie prime energetiche è stato in parte assorbito dai prezzi. Di contro, l&#8217;ottimismo sulla crescita globale ha determinato un rialzo più marcato dei metalli industriali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ungheria, il mercato dei capitali gradisce l’esito delle elezioni</title>
		<link>https://fondiesicav.it/ungheria-mercato-capitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[Raiffeisen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Crescono inoltre le speculazioni su una possibile adozione dell'euro da parte dell'Ungheria. Ronald Schneider, Responsabile obbligazionario CEE &#038; Global Emerging Markets, Raiffeisen Capital Management</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Crescono inoltre le speculazioni su una possibile adozione dell&#8217;euro da parte dell&#8217;Ungheria. Ronald Schneider, Responsabile obbligazionario CEE &amp; Global Emerging Markets, <a href="https://it.linkedin.com/company/raiffeisen-switzerland" target="_blank" rel="noopener">Raiffeisen Capital Management</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-109075 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa.jpg" alt="" width="2361" height="1569" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa.jpg 2361w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa-300x199.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa-1024x680.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa-1536x1021.jpg 1536w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa-2048x1361.jpg 2048w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa-150x100.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa-696x463.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa-1068x710.jpg 1068w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa-1920x1276.jpg 1920w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa-632x420.jpg 632w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/estEuropa-uai-900x598.jpg 900w" sizes="(max-width: 2361px) 100vw, 2361px" /></p>
<p>Il nuovo capitolo aperto domenica dall&#8217;Ungheria, con Peter Magyar (del partito TISZA) che ha ottenuto una maggioranza dei due terzi alle elezioni parlamentari, non rappresenta solo un grande sollievo per l&#8217;UE e la NATO, ma sta anche contribuendo a creare un clima positivo sui mercati dei capitali.</p>
<p>Le azioni, le obbligazioni e, in particolare, la valuta ungherese hanno registrato una forte performance sulla scia della notizia e in previsione di un atteggiamento più collaborativo verso l&#8217;Europa. Sebbene prima delle elezioni persistesse una significativa incertezza, il fiorino ha recentemente messo a segno un rally significativo ed è attualmente una delle valute più forti rispetto all&#8217;euro.</p>
<p>La fine dei 16 anni di governo del Primo Ministro Viktor Orbán sta alimentando nei mercati la speranza che l&#8217;Ungheria possa ora ristabilire relazioni più distese con Bruxelles rispetto al passato. Il nuovo governo, più pro-Europa, ha sicuramente maggiori possibilità di sbloccare miliardi di fondi UE attualmente sospesi. Si tratta di circa 18 miliardi di euro complessivi tra diversi programmi e, in particolare, oltre 6,4 miliardi di euro legati ai fondi per la ripresa post-pandemica. Negli ultimi anni l&#8217;Ungheria ha perso opportunità di crescita proprio a causa della mancata erogazione di tali fondi e di priorità di politica economica mal calibrate. Con la prospettiva del rilascio di tali fondi, è ora lecito sperare in una ripresa della crescita.</p>
<p>Tuttavia, la condizione necessaria per l&#8217;erogazione dei fondi sarà il rispetto da parte dell&#8217;Ungheria dei requisiti in materia di stato di diritto e governance. Qualora tali fondi venissero effettivamente sbloccati, contribuirebbero non solo a migliorare il deficit di bilancio – fortemente sotto pressione, anche in seguito alla vittoria elettorale del partito FIDESZ – ma anche a rafforzare le prospettive di crescita nel medio termine del Paese. Il deficit di bilancio si è attestato al 4,6% nel 2025. Le pressioni inflazionistiche sono presenti, ma non eccessivamente elevate.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Verso il 2026: mercati resilienti nonostante i rischi</title>
		<link>https://fondiesicav.it/2026-mercati-resilienti-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 10:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[outlook 2026]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[utili]]></category>
		<category><![CDATA[Raiffeisen]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Kunrath]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le previsioni positive per la crescita economica e gli utili aziendali dovrebbero continuare a sostenere i mercati azionari nel 2026. Karin Kunrath, Chief Investment Officer, Raiffeisen Capital Management</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le previsioni positive per la crescita economica e gli utili aziendali dovrebbero continuare a sostenere i mercati azionari newl 2026. Karin Kunrath, Chief Investment Officer, Raiffeisen Capital Management</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_138931" aria-describedby="caption-attachment-138931" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-138931" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/12/RCM_Kunrath-Karin-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-138931" class="wp-caption-text">Karin Kunrath</figcaption></figure>
<p>Il trend rialzista sui mercati azionari è proseguito, sebbene con una maggiore volatilità a metà mese, e si è confermato con nuovi massimi. Questo andamento positivo ininterrotto, unito alle valutazioni ambiziose dei principali titoli &#8220;growth&#8221; statunitensi, porta spesso alla critica descrizione &#8220;priced for perfection&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le condizioni generali non sono certo perfette: negli Stati Uniti si è registrato il più lungo &#8220;shutdown&#8221; governativo della storia, con conseguente carenza di dati economici; i singoli casi di default fanno notizia; e un nuovo botta e risposta nel conflitto commerciale globale alimenta i timori sulle catene di approvvigionamento in settori critici.</p>
<p>Anche le dichiarazioni scettiche di alcuni esperti riguardo i massicci investimenti nell&#8217;infrastruttura dell&#8217;intelligenza artificiale (IA) e agli attesi aumenti di produttività grazie al suo uso ricordano che l&#8217;attuale megatrend deve essere continuamente sottoposto a un esame critico. Senza dimenticare che da tempo ci troviamo in una fase di forti tensioni geopolitiche.</p>
<p>Nonostante tutti questi potenziali rischi, i mercati azionari si concentrano principalmente sui dati fondamentali e sugli sviluppi finora prevalentemente positivi. I risultati delle aziende mostrano tassi di crescita notevoli e anche nell&#8217;ultima stagione dei rendiconti le aspettative sono state nuovamente superate. Le misure doganali dell&#8217;amministrazione Trump hanno provocato una significativa correzione del mercato tra metà febbraio e metà aprile, ma non hanno causato una recessione.</p>
<p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;estate, la maggior parte degli indicatori economici globali mostra addirittura una tendenza al miglioramento. Al momento non è quindi prevedibile né un forte rallentamento economico né un drastico aumento dell&#8217;inflazione. La stabilizzazione delle aspettative di inflazione ha recentemente consentito alla Fed di reagire al mercato del lavoro e di abbassare ulteriormente i tassi di interesse di riferimento in un contesto di crescita robusta.</p>
<p>Tutti questi fattori, insieme alle previsioni positive per l&#8217;economia globale e la crescita degli utili nel 2026, dovrebbero continuare a sostenere il mercato azionario.</p>
<h2>Outlook sulle diverse asset class</h2>
<h2>Obbligazioni: Attenzione ai premi di rischio sui governativi</h2>
<p>Prevediamo un calo dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi a medio termine (cinque anni) e manteniamo il nostro posizionamento. Allo stesso modo, privilegiamo i titoli di Stato statunitensi a cinque anni. Inoltre, stiamo incrementando la nostra posizione sui titoli di Stato tedeschi e britannici con scadenza a 10 anni. Restiamo leggermente più cauti sui titoli di Stato italiani, che attualmente presentano praticamente lo stesso premio di rischio dei titoli di Stato Francesi</p>
<p>Sul mercato dei corporate bond, manteniamo un atteggiamento cauto nei confronti delle obbligazioni societarie high yield statunitensi. Prevediamo un aumento dei premi di rischio in questa classe obbligazionaria nel medio termine. Sul mercato delle obbligazioni societarie in euro, manteniamo un posizionamento neutrale.</p>
<p>Contrariamente alle nostre aspettative, le obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti hanno registrato un andamento molto positivo nel mese di ottobre. Ciononostante, manteniamo per il momento il nostro atteggiamento cauto, poiché l&#8217;estrema fiducia del mercato sui bond dei mercati emergenti, non ci convince.</p>
<h2>Azionario: utili societari come importante fattore di supporto</h2>
<p>Negli ultimi mesi i mercati azionari globali hanno continuato a mostrarsi piuttosto solidi. Oltre ai dati economici migliori del previsto, anche gli utili societari si sono rivelati ancora una volta un importante fattore di supporto. Di recente sono state riviste al rialzo anche le previsioni sugli utili per i prossimi trimestri. Alla luce delle condizioni quadro positive, continuiamo ad aumentare il nostro posizionamento azionario.</p>
<p>Lato mercati emergenti, ottobre è stato un mese molto positivo, sia in termini assoluti che relativi rispetto ai mercati azionari sviluppati. In particolare, i titoli azionari asiatici legati al settore tecnologico hanno registrato ottime performance. Ciò ha consentito ai titoli azionari dei mercati emergenti di ampliare il loro vantaggio in termini di performance e, per la prima volta da molti anni, di sovraperformare i titoli azionari globali sviluppati. La valutazione fondamentale per la regione dei mercati emergenti rimane piuttosto favorevole. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno hanno beneficiato in particolare i titoli delle telecomunicazioni e delle materie prime. Anche i titoli IT hanno recentemente recuperato terreno.</p>
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<h2>Materie prime: I  metalli preziosi mantengono il trend al rialzo</h2>
<p>I mercati internazionali delle materie prime hanno recentemente registrato un andamento decisamente positivo. Lontani dai livelli massimi, i metalli preziosi mantengono il proprio trend al rialzo. Dal punto di vista strutturale, gli acquisti delle banche centrali continuano a fornire un sostegno costante. Anche gli acquirenti al dettaglio hanno recentemente ritrovato un crescente interesse per l&#8217;oro. Le materie prime energetiche hanno recuperato terreno in modo significativo, mentre i metalli industriali continuano il loro trend al rialzo.</p>
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		<title>Scenario ancora positivo per le principali asset class</title>
		<link>https://fondiesicav.it/scenario-ancora-positivo-per-le-principali-asset-class/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 11:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Kunrath]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Raiffeisen]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra valutazione del mercato è positiva, il che ci porta a puntare maggiormente sulle azioni nel nostro posizionamento. Karin Kunrath, Chief Investment Officer, Raiffeisen Capital Management</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Scenario ancora positivo per le principali asset class. La nostra valutazione del mercato è positiva, il che ci porta a puntare maggiormente sulle azioni nel nostro posizionamento. Karin Kunrath, Chief Investment Officer,<a href="https://www.linkedin.com/company/raiffeisen-capital-management-italia/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener"> Raiffeisen Capital Management</a></em></p>
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<figure id="attachment_138931-2" aria-describedby="caption-attachment-138931-2" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-138931" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/12/RCM_Kunrath-Karin-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><figcaption id="caption-attachment-138931-2" class="wp-caption-text">Karin Kunrath</figcaption></figure>
<h2>Obbligazioni: Curve dei rendimenti più ripide per i titoli di stato di Usa e Germania</h2>
<p>Prevediamo un calo dei rendimenti dei titoli di stato tedeschi a medio termine (5 anni) e manteniamo quindi un posizionamento forte. Consideriamo anche i treasury statunitensi (5 anni) in modo positivo. Abbiamo adeguato le nostre posizioni sulla curva dei rendimenti, dopo il netto irripidimento delle curve negli Stati Uniti e in Germania. Restiamo ottimisti sui titoli di Stato tedeschi e francesi e cauti sui titoli italiani, che ora presentano un premio per il rischio praticamente identico a quello dei titoli di stato francesi.</p>
<p>Nel mercato dei corporate bond High Yield statunitensi, manteniamo una posizione cauta. Prevediamo un aumento dei premi per il rischio nel medio termine e, per questo, privilegiamo i titoli di Stato USA rispetto a questa categoria di obbligazioni. Sul mercato delle obbligazioni societarie denominate in euro, manteniamo invece una posizione neutrale.</p>
<p>Sul fronte dei mercati emergenti, le obbligazioni in valuta forte hanno registrato ancora una volta un andamento molto positivo nel mese di settembre. Per il momento manteniamo una valutazione cauta, poiché non condividiamo l&#8217;eccessivo ottimismo del mercato e adottiamo un posizionamento difensivo su questa asset class (privilegiando al contempo classi obbligazionarie a basso rischio). Contrariamente alle nostre aspettative, i dazi imposti dagli Stati Uniti nei confronti dei partner commerciali dei mercati emergenti sembrano aver avuto scarso impatto sui prezzi. Inoltre, le obbligazioni dei mercati emergenti beneficiano dell&#8217;attuale &#8220;fuga in tutte le direzioni&#8221;.</p>
<h2>Azionario: quadro positivo per l&#8217;azionario globale</h2>
<p>I mercati azionari globali sono rimasti relativamente stabili negli ultimi mesi. Oltre a dati economici migliori del previsto, gli utili societari si sono confermati un ulteriore importante fattore di supporto, e anche le attese di profitto per i prossimi trimestri sono state riviste al rialzo. Sebbene il sentiment a breve termine sia già molto ottimista (un potenziale contro-indicatore), nonostante ciò, date le condizioni di contesto complessivamente positive, abbiamo deciso di aumentare leggermente l&#8217;esposizione azionaria.</p>
<p>Lato mercati emergenti, settembre è stato un mese molto positivo, sia in termini assoluti che relativi rispetto ai mercati azionari sviluppati. In particolare, i titoli tecnologici asiatici hanno registrato performance solide. Le azioni dei mercati emergenti hanno così ampliato il loro vantaggio in termini di performance e, per la prima volta dopo molti anni, registrano un rendimento migliore rispetto alle azioni dei mercati sviluppati globali. La valutazione fondamentale per l&#8217;intera regione dei mercati emergenti rimane piuttosto favorevole. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, i titoli delle telecomunicazioni e delle materie prime ne hanno beneficiato in modo particolare. I titoli IT hanno recentemente recuperato terreno.</p>
<h2>Materie prime: I metalli preziosi raggiungono nuovi massimi storici</h2>
<p>I mercati internazionali delle materie prime hanno recentemente registrato un andamento decisamente positivo. I metalli preziosi hanno raggiunto nuovamente nuovi massimi storici. Dal punto di vista strutturale, gli acquisti delle banche centrali continuano a fornire un sostegno costante. Anche gli acquirenti al dettaglio hanno ritrovato un crescente interesse per l&#8217;oro. Inoltre, i metalli industriali hanno registrato una netta ripresa, mentre le materie prime energetiche sono rimaste invariate. Dopo l&#8217;ottima performance dei metalli preziosi, abbiamo realizzato dei profitti.</p>
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		<title>Equity Europa orientale: tra opportunità e rischi geopolitici</title>
		<link>https://fondiesicav.it/equity-europa-orientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 09:10:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Raiffeisen]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’investimento nell’area è ancora interessante, ma rimane importante una buona selezione. Angelika Millendorfer, Responsabile Emerging Markets, Raiffeisen Capital Management</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Europa orientale, l’investimento nell’area è ancora interessante, ma rimane importante una buona selezione. Angelika Millendorfer, Responsabile Emerging Markets, <a href="https://www.linkedin.com/company/raiffeisen-capital-management-italia/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Raiffeisen Capital Management</a></em></p>
<figure id="attachment_176977" aria-describedby="caption-attachment-176977" style="width: 200px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-176977" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/07/RCM_Millendorfer_Angelika-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-176977" class="wp-caption-text">Angelika Millendorfer</figcaption></figure>
<p>A dispetto dell’incremento delle quotazioni che ha coinvolto alcuni titoli e settori negli ultimi anni, l’equity dell’area offre ancora la possibilità di investire con quotazioni a sconto rispetto a quelle dei mercati sviluppati. La Polonia è uno dei migliori esempi di combinazione positiva tra quotazioni e prospettive di crescita. Le aziende dell’area hanno tratto beneficio dalla minore incertezza determinata dalla firma dell’accordo commerciale tra UE e Usa. Per il futuro, la spinta maggiore all’accelerazione delle quotazioni potrebbe arrivare dalla risoluzione del conflitto in Ucraina.</p>
<h2>La selettività resta importante</h2>
<p>Il nostro ottimismo si focalizza sul mercato azionario polacco ed in particolare sulle banche, che presentano un solido potenziale di crescita e quotazioni interessanti. Siamo meno ottimisti sulle prospettive dell’Ungheria. L’equity ungherese è cresciuto con vigore ma il paese resta penalizzato dal blocco dei fondi imposto dall’UE. I due punti deboli del mercato ungherese sono l’inflazione persistente e l’eccessiva dipendenza dall’export verso paesi che attraversano una fase di debolezza (Germania e Austria). Sebbene Budapest abbia intensificato in modo significativo la cooperazione economica con la Cina, gli investitori cinesi stanno ora frenando alcuni grandi progetti in Ungheria. C&#8217;è grande interesse per le elezioni parlamentari del prossimo anno. Per la prima volta da diversi anni, il primo ministro Orban rischia di perdere la maggioranza parlamentare e di essere destituito dalla carica.</p>
<h2>I punti di forza della Polonia</h2>
<p>Essendo un Paese meno dipendente dalle esportazioni e più orientato al mercato interno, la Polonia è anche meno colpita dai dazi imposti dal governo statunitense all&#8217;UE. Di conseguenza, quest&#8217;anno e il prossimo la Polonia dovrebbe registrare una crescita economica compresa tra il 3% e il 3,5%, ben al di sopra della media UE. Queste prospettive di crescita e un livello di valutazione molto favorevole sul mercato azionario hanno dato un forte impulso ai prezzi delle azioni polacche negli ultimi 12 mesi.</p>
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		<title>Oat e Bund a quotazioni interessanti</title>
		<link>https://fondiesicav.it/oat-e-bund-a-quotazioni-interessanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 11:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[asset allocation]]></category>
		<category><![CDATA[portafogli]]></category>
		<category><![CDATA[Raiffeisen]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Kunrath]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le prospettive di asset allocation richiedono cautela: molto è già stato scontato dai mercati e la volatilità potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi. Karin Kunrath, Chief Investment Officer, Raiffeisen Capital Management</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><em>Oat e Bund, rendimenti interessanti. Le prospettive di asset allocation richiedono cautela: molto è già stato scontato dai mercati e la volatilità potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi. Karin Kunrath, Chief Investment Officer, <a href="https://www.linkedin.com/company/raiffeisen-capital-management-italia/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Raiffeisen Capital Management</a></em></div>
<div></div>
<div>
<figure id="attachment_138931-3" aria-describedby="caption-attachment-138931-3" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-138931" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/12/RCM_Kunrath-Karin-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-138931-3" class="wp-caption-text">Karin Kunrath</figcaption></figure>
</div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Obbligazioni: interessanti i titoli di stato francesi e tedeschi</b></h2>
<div class="v1elementToProof">Prevediamo un calo dei rendimenti deititoli di Stato tedeschi e statunitensi a medio termine (cinque anni), sui quali manteniamo una view positiva. Al contrario, i titoli di Stato italiani restano nella nostra lista delle vendite, mentre continuiamo a privilegiare i titoli governativi francesi e tedeschi.</div>
<div class="v1elementToProof">Nell&#8217;ambito delle obbligazioni societarie, restiamo cauti sulle emissioni high yield statunitensi, poiché prevediamo un aumento dei premi di rischio nel medio termine, mentre manteniamo una posizione neutrale sui corporate bond in euro. Con la fine dei mesi estivi, inoltre, il mercato primario offrirà nuovi impulsi e punti di riferimento per il secondario.</div>
<div class="v1elementToProof">Sul fronte dei mercati emergenti, restiamo prudenti verso le obbligazioni in valuta forte, poiché non condividiamo l&#8217;eccessivo ottimismo del mercato: i dazi imposti dagli Stati Uniti potrebbero avere un effetto negativo nel medio termine che mette in discussione uno scenario troppo roseo che non corrisponde alla realtà (dinamica economica, rischi geopolitici, ecc.). Continuiamo quindi a concentrarci su altre fonti di rendimento.</div>
<div class="v1elementToProof"><b> </b></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Azionario: gli utili sostengono i mercati azionari sviluppati</b></h2>
<div class="v1elementToProof">Negli ultimi mesi i mercati azionari globali hanno mostrato solidità, sostenuti sia da dati economici migliori del previsto sia da utili societari robusti. Nel breve termine il clima appare già piuttosto ottimistico, motivo per cui manteniamo un posizionamento neutrale sulle azioni. Dopo l&#8217;andamento altalenante delle azioni statunitensi negli ultimi mesi, si è verificata una ripresa globale, in particolare nei mercati sviluppati. Ciononostante, le azioni dei mercati emergenti hanno mantenuto il vantaggio in termini di performance accumulato dall&#8217;inizio dell&#8217;anno.</div>
<div class="v1elementToProof">Rimane ancora da vedere quale sarà l&#8217;impatto economico delle misure adottate dal governo statunitense. La valutazione fondamentale per la regione dei mercati emergenti rimane piuttosto favorevole. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, i titoli delle telecomunicazioni e delle materie prime ne hanno beneficiato in modo particolare.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Materie prime: sostegno strutturale all&#8217;oro dagli acquisti delle banche centrali</b></h2>
<div class="v1elementToProof">I mercati internazionali delle materie prime hanno recentemente mostrato un andamento disomogeneo. I metalli preziosi hanno toccato nuovi massimi storici, sostenuti strutturalmente dagli acquisti delle banche centrali e, più di recente, anche dal rinnovato interesse della clientela retail.</div>
<div class="v1elementToProof">Anche gli acquirenti al dettaglio hanno recentemente ritrovato un crescente interesse per l&#8217;oro. I metalli industriali hanno registrato una leggera ripresa, mentre le materie prime energetiche hanno evidenziato una leggera tendenza al ribasso. Prevediamo che il comparto dei metalli preziosi continuerà a essere ben sostenuto anche nei prossimi mesi.</div>
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		<title>Emergenti favoriti dalla tregua tra Usa e Cina</title>
		<link>https://fondiesicav.it/emergenti-favoriti-dalla-tregua-tra-usa-e-cina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 11:15:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[bond]]></category>
		<category><![CDATA[Raiffeisen]]></category>
		<category><![CDATA[tregua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I mercati emergenti obbligazionari e azionari hanno tratto vantaggio dai 90 giorni di tregua Usa-Cina. Raiffeisen Capital Management</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I mercati emergenti obbligazionari e azionari hanno tratto vantaggio dai 90 giorni di tregua Usa-Cina. Team Cee and Emerging Markets di <a href="https://www.linkedin.com/company/raiffeisen-capital-management-italia/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Raiffeisen Capital Management</a></em></p>
<p>L’impennata dei rendimenti sperimentata dai Treasury bond sembra essere una delle ragioni core alla base del dietrofront parziale operato dal presidente Usa Donald Trump. Da allora i mercati azionari hanno registrato una forte ripresa e anche i premi di rischio sui titoli obbligazionari dei paesi emergenti sono tornati a diminuire.</p>
<h2>Usa- Cina, allentamento temporaneo delle tensioni</h2>
<p>Non è chiaro se alla scadenza dei 90 giorni di tregua decisi dai due paesi si assisterà a una nuova recrudescenza della guerra commerciale o se si arriverà ad un accordo più duraturo. Nel frattempo, molti mercati hanno reagito positivamente e alcuni listini emergenti si sono riportati sui massimi storici (Brasile e Ungheria). Se non ci saranno nuove escalation, le possibilità che la Cina raggiunga o sfiori il suo obiettivo di crescita del 5% circa sono piuttosto buone e anche una recessione negli Stati Uniti potrebbe essere evitata, almeno per il momento.</p>
<h2>L’indebolimento del dollaro è destinato a continuare?</h2>
<p>La forte attenzione dei capitali internazionali per il mercato Usa sembra destinata gradualmente ad allentarsi. Per il biglietto verde questo nuovo trend dovrebbe tradursi in una progressiva svalutazione (che è anche nell’interesse dell’amministrazione Usa). Ciò dovrebbe rappresentare una spinta per gli asset dei mercati emergenti.</p>
<h2>Emergenti, valutazioni delle Borse ancora allettanti</h2>
<p>Tutti i mercati Em che dipendono dalle importazioni di petrolio stanno beneficiando del calo delle quotazioni del barile. L’eventuale accordo commerciale tra Usa e Cina alla fine della tregua di 90 giorni rappresenta un elemento a favore delle Borse emergenti. Infine, le valutazioni presentano livelli considerati dai più ragionevoli e per nulla gonfiati. Un rischio, per ora sotto controllo, è dato dall’eventuale escalation delle tensioni tra India e Pakistan.</p>
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<p class="v1msonormal" style="margin: 0cm; background: white;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Sk-Modernist',serif; color: #2c363a;"> </span></p>
<p class="v1msonormal" style="margin: 0cm; background: white;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Sk-Modernist',serif; color: #2c363a;"> </span></p>
<p class="v1msonormal" style="margin: 0cm; background: white;"><b><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Sk-Modernist',serif; color: #2c363a;"> </span></b></p>
<p class="v1msonormal" style="margin: 0cm; background: white; box-sizing: border-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-thickness: initial; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px;"><b style="box-sizing: border-box;"><span style="box-sizing: border-box;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Sk-Modernist',serif; color: #2c363a;"> </span></span></b></p>
<p class="v1msonormal" style="margin: 0cm; background: white; box-sizing: border-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-thickness: initial; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px;"><b style="box-sizing: border-box;"><span style="box-sizing: border-box;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Sk-Modernist',serif; color: #2c363a;"> </span></span></b></p>
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		<item>
		<title>Mercati emergenti: opportunità nonostante le tensioni commerciali</title>
		<link>https://fondiesicav.it/mercati-emergenti-opportunita-nonostante-le-tensioni-commerciali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 11:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[Raiffeisen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercati azionari e obbligazionari dei paesi emergenti hanno dovuto fare i conti con la politica di Trump. Raiffeisen Capital Management</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/mercati-emergenti-opportunita-nonostante-le-tensioni-commerciali/">Mercati emergenti: opportunità nonostante le tensioni commerciali</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;" align="center"><i><span lang="EN-US">Mercati azionari e obbligazionari dei paesi emergenti hanno dovuto fare i conti con la politica di Trump. A cura del Team Cee and Emerging Markets di <a href="https://www.linkedin.com/company/raiffeisen-capital-management-italia/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Raiffeisen Capital Management</a></span></i></p>
<p class="v1MsoNormal">Nell’ultimo periodo , i mercati azionari e obbligazionari dei paesi emergenti sono stati dominati dalle misure commerciali adottate dalla nuova amministrazione statunitense. Oltre all&#8217;entità in parte inaspettata dei dazi, è soprattutto l&#8217;imprevedibile politica altalenante della Casa Bianca a preoccupare gli operatori di mercato. Infatti, le comunicazioni di Trump del 2 aprile e dei giorni successivi hanno superato le aspettative e i timori della maggior parte degli osservatori e degli operatori di mercato.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>La prima reazione dei mercati azionari mondiali è stata negativa</b> pur rimanendo entro limiti accettabili, con un calo dei prezzi di circa il 10% per l&#8217;indice globale dei mercati emergenti. Da allora, la maggior parte dei mercati azionari dei paesi emergenti ha recuperato gran parte delle perdite.</p>
<p class="v1MsoNormal">Finora, gli annunci hanno colpito maggiormente il dollaro, le azioni e i titoli di Stato statunitensi a lungo termine. La nuova politica “America first” della Casa Bianca ha portato finora, almeno sui mercati finanziari, a un risultato piuttosto riassumibile in “America last”.</p>
<h2 class="v1MsoNormal">La risposta della Cina: tra dazi di ritorsione e ripresa economica</h2>
<p class="v1MsoNormal">Pechino ha risposto immediatamente all&#8217;aumento dei dazi di Trump con un aumento altrettanto consistente dei dazi sui prodotti statunitensi, ma allo stesso tempo si è mostrata disposta al dialogo. La leadership cinese dovrebbe oggi essere molto meglio preparata a una simile controversia rispetto al primo mandato di Trump. Lo stesso sembra valere anche per molte aziende cinesi. Ciò dovrebbe aver contribuito alla reazione finora relativamente moderata delle borse cinesi, così come il fatto che la leadership cinese abbia segnalato un ampio sostegno all&#8217;economia nazionale.</p>
<h2 class="v1MsoNormal">Secondo le prime stime, gli analisti prevedono per il 2025 un calo della crescita tra l&#8217;1% e l&#8217;1,5% del prodotto interno lordo cinese</h2>
<p class="v1MsoNormal">Con ogni probabilità, <b>la leadership cinese reagirà con stimoli fiscali e monetari e cercherà comunque di raggiungere l&#8217;obiettivo di crescita precedente, pari a circa il 5%.</b> A tal fine, dovrebbe essere necessario rafforzare soprattutto i consumi interni e, di conseguenza, ridurre il tasso di risparmio interno. Finora, questo obiettivo è stato perseguito principalmente attraverso vari &#8220;programmi di sostituzione&#8221;, che offrono ai consumatori sconti significativi sull&#8217;acquisto di nuovi beni di consumo se sostituiscono i prodotti utilizzati in precedenza. Finora, la portata di questi programmi è stata raddoppiata rispetto all&#8217;anno scorso, raggiungendo circa 40 miliardi di dollari USA. Pechino punta nuovamente molto più che negli ultimi anni sul proprio settore privato per l&#8217;innovazione e la crescita economica.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Nella selezione dei titoli azionari in Cina continuiamo a privilegiare le società di qualità che sono leader di mercato a livello globale e che dipendono solo in misura limitata dal mercato statunitense</b>. Inoltre, continuiamo a <b>privilegiare le società Internet cinesi con flussi di cassa elevati</b> e meno sensibili alle fluttuazioni macroeconomiche. Puntiamo inoltre su <b>titoli che beneficiano di programmi commerciali speciali e su settori</b> che rimarranno al centro dell&#8217;attenzione del governo cinese fino a nuovo ordine, <b>come la localizzazione della produzione di semiconduttori.</b></p>
<h2 class="v1MsoNormal">Restano molte incertezze</h2>
<p class="v1MsoNormal">Gli effetti a lungo termine della politica tariffaria statunitense rimangono difficili da calcolare, compresi i possibili effetti di &#8220;secondo e terzo impatto&#8221;. Si osserva un forte scetticismo nei confronti di qualsiasi tipo di investimento in progetti di esportazione, in particolare quelli legati agli Stati Uniti. L&#8217;approccio impulsivo della Casa Bianca ha portato a una perdita di fiducia negli Stati Uniti a un forte calo del dollaro statunitense.</p>
<p class="v1MsoNormal">Indipendentemente dai fattori scatenanti concreti, <b>un dollaro statunitense in calo dovrebbe fornire sostegno a obbligazioni e azioni dei mercati emergenti. </b>Tuttavia, il recente aumento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi a medio e lungo termine rappresenta un certo vento contrario, ma resta da vedere se si tratti solo di un movimento temporaneo.</p>
<h2 class="v1MsoNormal">Le prospettive per i mercati emergenti rimangono complessivamente buone</h2>
<p class="v1MsoNormal">In generale, anche alla luce dei drastici annunci, riteniamo che i paesi emergenti siano abbastanza resistenti a un inasprimento del conflitto commerciale con gli Stati Uniti. Il calo del prezzo del petrolio, dovuto alle aspettative di rallentamento dell&#8217;economia mondiale, aiuta tutti i paesi emergenti che dipendono dalle importazioni di petrolio. Le banche centrali e i governi di numerosi grandi mercati emergenti, come la Cina e l&#8217;India, dispongono di un ampio margine di manovra per contrastare questa tendenza. <b>Le valutazioni per lo più moderate o favorevoli in molti paesi emergenti sostengono i corsi azionari.</b></p>
<p class="v1MsoNormal">Naturalmente esistono anche diversi rischi. Al momento non è chiaro come la Federal Reserve (Fed) reagirà a un’eventuale crescita dell&#8217;inflazione negli Stati Uniti a seguito dei conflitti commerciali. I mercati finanziari statunitensi prezzano attualmente un taglio dei tassi d&#8217;interesse e si aspettano che la Fed presti particolare attenzione all&#8217;aumento dei rischi economici e consideri gli effetti inflazionistici della politica doganale come un evento eccezionale. Il rischio di una recessione negli Stati Uniti è indubbiamente aumentato, ma la misura in cui si concretizzerà dipenderà soprattutto dall&#8217;operato dell&#8217;amministrazione statunitense.</p>
<h2 class="v1MsoNormal">Dal punto di vista geopolitico, i conflitti in Medio Oriente e in Ucraina rappresentano un ulteriore potenziale di rischio, soprattutto in caso di nuove escalation</h2>
<p class="v1MsoNormal">D&#8217;altra parte, potrebbero esserci anche sviluppi positivi, come un nuovo accordo con l&#8217;Iran o la risoluzione del conflitto in Ucraina. A seguito di questi ultimi, i premi di rischio per le azioni dei mercati emergenti potrebbero diminuire sensibilmente e i prezzi delle azioni potrebbero registrare un rialzo, in particolare sui mercati dell&#8217;Europa centrale e orientale.</p>
<h2 class="v1MsoNormal">Sul fronte delle obbligazioni dei mercati emergenti, nelle ultime settimane i rendimenti dei bond in valuta forte hanno registrato un forte aumento</h2>
<p class="v1MsoNormal">Si sono inoltre osservati notevoli deflussi di capitali da questo segmento. Probabilmente la situazione non si distenderà rapidamente e, alla luce delle notizie che cambiano quasi ogni giorno, le forti oscillazioni dei prezzi dovrebbero continuare per il momento. In confronto, i titoli obbligazionari in valuta locale hanno registrato movimenti piuttosto limitati e finora non si sono verificati deflussi netti di capitali. I prezzi delle obbligazioni locali sembrano essere sostenuti piuttosto bene, non da ultimo dal potenziale di riduzione dei tassi d&#8217;interesse. Naturalmente, per queste obbligazioni è necessario tenere d&#8217;occhio i rischi di cambio. Alcuni paesi hanno recentemente subito forti svalutazioni a causa di fattori specifici, come ad esempio le valute di Turchia e Argentina</p>
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