a cura di Pinuccia Parini
Fondi&Sicav incontra Corrado Gaudenzi, responsabile long term sustainable strategies di Eurizon
I megatrend sono sempre più oggetto di interesse da parte degli investitori. Perché sono così importanti?
«I megatrend stanno trasformando non solo il nostro mondo, ma anche il nostro modo di investire. Si tratta di individuare i settori e le singole società che meglio sapranno sfruttare queste tendenze e, di contro, quelli destinati a un inesorabile declino. Le strategie d’investimento basate sui megatrend permettono, quindi, di intercettare opportunità di crescita futura e di contribuire a un mondo più sostenibile. Sono interessanti perché offrono prospettive di rendimento più elevate nel lungo periodo, portafogli più concentrati sui singoli temi, diversificazione per area geografica e settori industriali, tematiche importanti e semplici da comprendere. Eurizon, in questa direzione, ha identificato alcuni trend globali che avranno un notevole impatto nel corso dei prossimi anni, tra i quali la protezione del nostro pianeta».
Perché parlare di protezione del pianeta?
«Perché per sopravvivere il pianeta ha bisogno di essere tutelato. Ciò può avvenire in diversi modi e prestando particolare attenzione ad alcuni aspetti che attanagliano il mondo, quali, ad esempio, l’accesso all’acqua e l’inquinamento. L’acqua è il bene più prezioso. Secondo il Rapporto Unicef/Oms del 2021, 2,2 miliardi di persone nel mondo continuano a soffrire per la limitata disponibilità di acqua e 263 guerre si sono combattute dal 2010 al 2018 per potere fruire di questa risorsa. Rallentare gli investimenti nel settore significa minare decenni di progressi a discapito delle generazioni future. Per quanto riguarda, invece, l’inquinamento, è ormai un’emergenza globale, con il riscaldamento terrestre che ha generato conseguenze devastanti: fenomeni atmosferici estremi, esaurimento delle risorse naturali, siccità, mancanza di terreni coltivabili. Il livello di concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è il più alto di sempre, toccando il livello di 415 ppm (parti per milione), e ogni anno vengono prodotti 310 milioni di tonnellate di plastica, secondo uno studio apparso nel “Proceedings of the National Academy of Sciences” del 2018».
Come si può quindi agire?
«Le fonti energetiche sostenibili stanno acquisendo sempre più importanza, ma il cambiamento deve partire da ognuno di noi, cioè dall’utilizzo di energia in modo più efficiente in tutto ciò che facciamo. In questo senso sono necessari investimenti verso nuove fonti energetiche che, tra il 2018 e il 2050, dovrebbero raggiungere 11,5 trilioni di dollari. Anche la mobilità subirà un grande cambiamento, con le vendite di auto elettriche che, si stima, raggiungeranno il 55%1 del totale entro il 2040. Inoltre, poiché la maggior parte del nostro tempo viene trascorsa nella propria casa e nei luoghi di lavoro, gli edifici impattano in maniera considerevole sulla domanda globale di energia. Anche in questo ambito si prevede che, sempre entro il 2040, il valore che potrebbe raggiungere il mercato mondiale dell’edilizia intelligente e sostenibile sia pari a 61,9 miliardi di dollari1».
Anche il modello economico sinora utilizzato dovrebbe subire cambiamenti?
«Le vicende degli ultimi anni ci hanno insegnato che la salvaguardia dell’ambiente non può avvenire a scapito del benessere sociale e il benessere sociale non può essere perseguito in modo sostenibile in un ambiente degradato. L’economia lineare ha mostrato i suoi limiti fisici, visto che negli ultimi 50 anni l’estrazione di risorse naturali da parte dell’uomo è triplicata e alcuni prodotti, alla fine del loro ciclo, diventano quasi interamente rifiuti. Lo stile di vita dei paesi più avanzati consuma ogni anno più di due volte le risorse naturali che il pianeta è in grado di generare nel medesimo anno, una tendenza in peggioramento nel corso degli ultimi decenni. Il modello economico va riprogettato e bisogna passare da un modello lineare a uno circolare e ciò significa “chiudere il cerchio”, trasformando lo scarto in una risorsa per un nuovo prodotto. L’economia circolare è un’economia rigenerativa, in cui le attività non dipendono dall’esaurimento delle risorse naturali e contribuiscono invece a rivivificare e valorizzare il capitale naturale».
Eurizon ha lanciato Eurizon Fund -Equity Planet. Perché investire in questa strategia?
«Il fondo seleziona azioni di società che possono beneficiare di trend globali a lungo termine riguardanti la protezione della Terra. L’obiettivo del comparto è fare crescere nel tempo il capitale investito generando un rendimento superiore a quello di un portafoglio di azioni internazionali, misurato con le performance dell’Msci World Index. Investe principalmente in strumenti azionari internazionali di società che possono beneficiare di trend globali a lungo termine per preservare la Terra, come le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, gli alimenti sostenibili, la gestione dei rifiuti e il trattamento dell’inquinamento. Questi trend stanno trasformando non solo il mondo, ma anche il modo di investire: le strategie di investimento basate su essi hanno l’obiettivo di intercettare opportunità di crescita futura e di contribuire a un mondo più sostenibile».
Come viene strutturata la politica di investimento?
«Importante è la diversificazione per area geografica e per settori legati alla protezione della Terra. Il comparto è concentrato sulla tematica Planet e offre una buona diversificazione di portafoglio in termini geografici, di settori e in società differenti per natura e dimensione. Le aziende oggetto di investimento possono operare, ad esempio, in campi come la riduzione dei rischi derivanti da inquinamento eccessivo, il miglioramento della qualità di cibo e colture e l’efficientamento dello smaltimento di rifiuti o in qualsiasi attività legata a tali temi».
Quali criteri utilizzate nella selezione dei titoli?
«La selezione dei titoli viene effettuata sulla base dell’analisi fondamentale e strategica delle singole società, escludendo i settori non socialmente responsabili come quello delle armi non convenzionali e gli emittenti critici e considerando fattori ambientali, sociali e di governance (Esg). La finalità è identificare gli strumenti con il maggiore potenziale di apprezzamento in grado di beneficiare di trend globali a lungo termine legati alla protezione della Terra. Il team di gestione, inoltre, utilizza un metodo di valutazione proprietario, che elabora informazioni non contabili e assegna uno specifico punteggio di sostenibilità per ogni azienda dell’universo investibile. Questo punteggio viene utilizzato per costruire l’ordine di preferenza dei titoli».
1Fonti: New Energy Outlook di Bloomberg 2018; Zion Market Research 2018; GSMA

