Siamo negli anni ‘20 del XXI secolo e qualcosa si ripete nella storia. Una depressione inedita sovrasta il nostro futuro, i nostri giovani (fascia d’età tra il 15 e i 25 anni) e anche i giovanissimi (dai 7 anni ai 15). La spinta dei mercati, invece, continua a dare fibrillazioni di crescita.

Ma forse si tratta della stessa depressione che comanda i sentiment dei mercati che rispondono con spinte in direzioni opposte. Tutto contribuisce al diffondersi di un forte senso di incertezza, sia individuale, sia collettiva, producendo distanziamenti e separazioni.

Tante spinte in direzioni opposte sono il segno di forti cambiamenti culturali, sociali e dei comportamenti. I quali, insieme alla fiducia, incidono fortemente sulla crescita. Che cosa possiamo quindi aspettarci da questi anni ’20 del ventunesimo secolo? Certamente scenari di grande conflittualità a lungo termine sotto l’egida dello spettro della guerra, ma anche vantaggi competitivi, se guidati da scelte puntualmente derivate dalle giuste informazioni: calcolo del rischio, criteri di successo, scelta delle soluzioni più efficaci. 

TANTE CRISI

Il biennio 2022-2023, secondo gli Sharp-Risk di AlgoSev™, l’esclusivo algoritmo di intelligenza aumentata di Kelony®, segna una nuova era del rischio dal punto di vista, sia qualitativo, sia quantitativo: più dell’80% dei rischi d’impresa non è assicurato o assicurabili e il dovere di proteggere, sia esso legale, normativo o etico, continua a salire.

Un’epoca criptica e allo stesso tempo critica, cioè caratterizzata non da una crisi specifica ma da Crisi con la “C” maiuscola: Crisi sanitaria, Crisi economico-sociale e Climatica. La Crisi sanitaria è di portata senza precedenti: oltre alla perdita di vite umane, ammonterà a più di 100 miliardi di dollari in termini di perdite economiche. La Crisi economica-sociale porterà a una contrazione di oltre il 7% del Pil in Europa, mentre nella crisi del 2008 la caduta del prodotto interno lordo era stata appena del 3%. La Crisi climatica, cioè la conseguenza dei cambiamenti climatici con disastri naturali, impatterà le attività in tutti i settori, a partire da quelli primari di sopravvivenza, e, di conseguenza, le aspettative di cambiamento e di transizione energetica. 

Ma per guardare oltre, occorre avere la giusta cognizione delle sfide asimmetriche schierate in campo. Prima di tutte la guerra, o meglio i conflitti ormai maturi tra Russia e Ucraina che si aggiungono a quelli mai terminati dello spazio economico globalizzato. Questi rapporti, faranno evolvere rapidamente l’ambiente di rischio che continuerà a mutare provocando l’aumento delle tensioni sociali (e dei mercati) e della volatilità geopolitica al di sopra dei livelli pre-2020. Quando l’asimmetria delle situazioni emergenziali porta a concentrare le soluzioni sul breve termine, la sfida è governare con obiettivi a lungo termine tra penuria delle materie prime, tensioni sui prezzi a forte impatto sociale, rialzo degli interessi e aumento dell’inflazione previsti per tutto il 2022. 

Il rischio di continuità sociale si rifletterà pesantemente anche sulla continuità operativa di tutto il 2022 con soluzioni possibili a partire dal 2023, a patto di cambiare in toto i paradigmi di riferimento. Il cambiamento climatico aumenterà la quantità di rischio; si prevede un incremento delle malattie infettive, degli eventi meteorologici estremi e dell’aggravarsi delle tensioni socio-economiche.

Ci sarà una riduzione del rischio di trasporto, in particolare del rischio aereo, non solo a causa della riduzione del numero di rotte, ma anche grazie a un rinnovamento pianificato degli aerei che sta spingendo le compagnie aeree ad aggiornare le flotte esistenti per poterle rivendere al meglio. Il Cyber Risk consoliderà, invece, un aumento geometrico degli attacchi oltre il 180%.

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