“Il nostro vino incarna in modo inimitabile la ricchezza di sfaccettature del nostro territorio montano, combinando influssi alpini e mediterranei, tradizione che si tramanda da generazioni e forte impulso all’innovazione, perfezione e intuizione, qualità e creatività, disinvoltura e affidabilità”. Eduard Bernhart – Direttore del Consorzio Vini Alto Adige
L’Alto Adige si colloca fra l’Austria e la Svizzera, in territorio italiano, fra le guglie più ardite e il paesaggio mediterraneo, fra la cultura italiana e il mondo germanofono, tra una sana curiosità cosmopolita e l’amore per le proprie tradizioni. Del resto, è questa molteplicità e l’armonia delle diverse sfumature che qui convivono a rendere questa terra tanto stimolante.
Come estensione, l’Alto Adige è uno dei territori vinicoli più piccoli d’Italia, ma grazie alla sua posizione geografica è anche uno dei più variegati.
La viticoltura, infatti, si estende dai piedi dei massicci alpini più elevati a Nord, fino ai vigneti di un paesaggio decisamente mediterraneo a Sud. 5.000 viticoltori si dividono una superficie vitata di poco più di 5.600 ettari, distribuita nelle zone climatiche più disparate, su terreni diversi e a quote che variano fra 200 e più di 1.000 metri s.l.m.
Un terroir quanto mai differenziato fa sì che tanti vitigni trovino condizioni di crescita ideali. Nel vigneto e in cantina, i vignaioli altoatesini possono contare su un’esperienza maturata e tramandata di generazione in generazione, combinandola all’attenzione crescente per una viticoltura naturale e sostenibile, e alla voglia costante di rinnovarsi.
L’ALTO ADIGE:
UN PICCOLO TERRITORIO DAI GRANDI VINI
UNA COMUNITÀ UNITA DA VALORI CONDIVISI
L’Alto Adige ha una vocazione naturale e millenaria a produrre vini. Ma il fatto che qui i vini siano eccellenti e apprezzati in tutto il mondo dipende da alcuni valori insiti nel DNA di questo territorio.
Una comunità coesa, composta da persone che con passione e impegno fanno crescere la qualità. Vignaioli indipendenti, cooperative e tenute, da decenni raggiungono grandi risultati anche grazie al contributo, da sempre tutelato e salvaguardato, che proviene da piccole strutture a conduzione familiare.
Ne risultano vini le cui note incarnano questi valori che da sempre rappresentano la firma stilistica del marchio “Vini Alto Adige”.
NASCE IL CONSORZIO VINI ALTO ADIGE
Dal 2007, tutti i soggetti che ruotano intorno al mondo del vino in Alto Adige si sono organizzati nel Consorzio Vini Alto Adige.
Da quel momento, partendo dal mercato italiano il Consorzio ha aperto la strada allo sbocco su molti nuovi mercati internazionali. Allo stesso tempo, l’Alto Adige si è affermato come zona di produzione italiana più apprezzata per i vini bianchi, come dimostra il fatto che da anni vanta il maggior numero di premi e riconoscimenti in rapporto alla superficie coltivata.
PICCOLE STRUTTURE MA GRANDE PASSIONE
La produzione vitivinicola dell’Alto Adige si caratterizza sin da tempi lontani per essere una realtà micro-strutturata e variegata, composta oggi da quasi 5.000 aziende. Nel settore della vinificazione e della distribuzione il territorio è quindi popolato da piccole, se non piccolissime, realtà a gestione familiare. Un elemento questo che rappresenta un carattere identitario unico perché unico è il valore che lo sottende.
CONSORZIO VINI ALTO ADIGE: UN COLLETTORE
Il Consorzio Vini Alto Adige nasce proprio con il preciso intento di proporsi come organismo di riferimento per dare la migliore visibilità possibile a tutti i soggetti del settore, ai pregi e alle caratteristiche della produzione vinicola altoatesina.
“L’ambizione, la perseveranza e la precisione le abbiamo nei nostri geni e siamo molto esigenti, soprattutto con noi stessi. Scaliamo una cima e già pensiamo alla prossima, proiettandoci sempre un passo più avanti. Da qui scaturisce la nostra tendenza alla qualità, che si esprime nei nostri vini e in una sinfonia di gusti che appaga tutti i sensi”. Eduard Bernhart – Direttore del Consorzio Vini Alto Adige
LA GEOLOGIA E I TERRENI: UN MOSAICO SENZA PARI
Le caratteristiche geologiche delle aree viticole altoatesine cambiano spesso da una tenuta all’altra, anche a distanze minime. Si va dal porfido vulcanico alla roccia metamorfica di quarzo e mica, dal terreno calcareo o dolomitico alle marne. È in questa varietà di terreni che i vini altoatesini trovano condizioni ideali di crescita.
In Alto Adige i vigneti seguono idealmente lo sviluppo dei due fiumi principali, l’Adige e l’Isarco, costeggiandoli per quasi 90 chilometri sul loro corso, dalle Alpi a Nord fino alla piana pedemontana a Sud, dove regna una flora di impronta mediterranea.
La Val Venosta, situata nel lembo nordoccidentale, è la sottozona di produzione con le precipitazioni più scarse e la produzione più bassa. Vi si coltivano soprattutto il Pinot Bianco, il Riesling e il Pinot Nero. La Val d’Isarco, anch’essa ubicata a Nord, è considerata una roccaforte dei vitigni bianchi, fra cui alcune specialità come il Kerner, il Sylvaner o il Müller Thurgau.
Nell’area che circonda la città di Merano, che beneficia di un clima mite, prevalgono i vitigni come la Schiava, il Pinot Nero, il Pinot Bianco e il Sauvignon.
Fra Merano e Bolzano, su terreni di arenaria porfirica rossa, si producono eccellenti vini bianchi dal gusto spiccatamente minerale.
Nella conca del capoluogo Bolzano, che è il terzo comune vinicolo dell’Alto Adige per produzione annua, si producono da un lato il Santa Maddalena Classico sulla collina omonima e su quelle contigue, un uvaggio di Schiava particolarmente pregiato, mentre nel quartiere di Gries si concentrano i cru più vocati del Lagrein, favoriti da un suolo alluvionale facilmente riscaldabile e da terreni ricchi di sabbia e ghiaia.
Poco a Sud di Bolzano sorge Appiano, il primo comune altoatesino per produzione vinicola. Insieme a Caldaro, con cui condivide le colline vitate che circondano il lago omonimo, è il cuore pulsante della viticoltura altoatesina.
Qui a far la parte del leone sono i vitigni Schiava, Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon. Nella porzione più meridionale della zona di produzione dell’Alto Adige, fra Cortaccia e Salorno, si coltivano anche vitigni a maturazione tardiva come il Cabernet Sauvignon. I villaggi di Mazzon e Montagna sono invece considerati le roccaforti del Pinot Nero, mentre a Termeno è il Gewürztraminer a sfoggiare la sua classe inimitabile.

