Frank Di Crocco, head of banks & wealth managers di Invesco, partecipa al Focus Trend.
Investire in un cambiamento ciclico, piuttosto che in uno strutturale, quali differenze comporta?
«È importante per gli investitori sapere riconoscere la differenza tra il cambiamento ciclico e quello strutturale. Nel primo si alternano le fasi di mercato ora favorevoli alla crescita (growth) ora inclini al valore (value), mentre il cambiamento strutturale separa il mercato in aziende vincenti e perdenti, con queste ultime che non avranno una seconda chance per recuperare quote di mercato. Il suggerimento per gli investitori è evitare di cronometrare il mercato per cercare di capire se risulteranno premiate in borsa le società growth piuttosto che quelle value. Gli investitori devono essere consapevoli della differenza tra tendenze cicliche e strutturali. Come Invesco, siamo sempre alla ricerca dei trend strutturali e cerchiamo di concentrarci il più possibile sul lungo periodo, con un’analisi di come sta cambiando il mondo. Un esempio? L’e-commerce. Ha rappresentato un mutamento radicale del modo di fare business da cui non si torna indietro. Come si può constatare, gli attori vincenti in questo trend tendono ad ampliare in modo continuo e sistematico le loro quote di mercato, spingendo i perdenti ai margini. Inoltre, in questo momento, puntare sui trend strutturali è un ottimo modo per superare la volatilità di breve termine».
Molti trend hanno visto un’accelerazione improvvisa nel pieno della pandemia. Quali sono quelli più interessanti dal vostro punto di vista?
«In primis, come dicevamo, l’e-commerce. Si è dimostrato un modello di business migliore rispetto alla vendita al dettaglio di vent’anni fa e su questo cambiamento tutto il mondo non ha mai avuto un ripensamento. L’e-commerce prende parte al commercio totale da molto tempo, ma è ancora agli esordi. Per dare qualche numero, la penetrazione dell’e-commerce è solo circa il 15-20%. C’è ancora molto valore da creare: si tratta di un settore che ha un’autostrada davanti. Diretta conseguenza dell’e-commerce è la digitalizzazione del denaro: è in corso da diversi decenni, ma oggi, con l’accelerazione dell’e-commerce, il pagamento digitale tramite carte di credito o altri metodi di pagamento online diventa non solo necessario, ma estremamente conveniente, sia per l’acquirente, sia per il venditore. Un altro trend che caratterizza la nuova cultura digitale è il passaggio al cloud. Affidarsi a strumenti e servizi basati su cloud è un modo fondamentalmente migliore per organizzare la tecnologia, fare business, studiare. Offre la flessibilità necessaria per lavorare in remoto con pieno accesso ai servizi aziendali e piena produttività senza compromettere la sicurezza. È iniziato molto prima che si sentisse parlare di Covid e continuerà in maniera molto più forte di prima. Prima della pandemia, era considerato un accessorio, ora sta diventando essenziale. Al mondo del cloud, poi, si lega anche il gaming. Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo giocato a un videogame. Secondo Statista, su 7,7 miliardi di abitanti sulla Terra, 3,2 miliardi si interessano ai videogiochi. Ciò equivale a dire che il 40% della popolazione mondiale ha l’hobby dei videogame. L’anno scorso, questo mercato in forte espansione ha generato ricavi totali pari per circa 180,3 miliardi di dollari Usa. Il segmento dei giochi su cloud ha costituito un potente propulsore, facendo più che raddoppiare i guadagni nel 2021 rispetto al 2020. E siamo convinti che la crescita non sia finita. Infine, molta attenzione va riposta sulle attività di diagnostica e ricerca sui farmaci. Ancora una volta, questo processo è iniziato parecchio tempo fa, ma diversi progressi nella scienza e nella tecnologia hanno aumentato la velocità con cui è possibile sviluppare la diagnostica e condurre la ricerca. Sta guidando una significativa creazione di valore in alcune parti della catena del valore dell’assistenza sanitaria e delle life science e continuerà a farlo per molti anni a venire».
I cambiamenti demografici in atto porteranno a generare nuovi equilibri tra le diverse aree geografiche. Quali opportunità offre questo cambiamento?
«Si dice sempre che il futuro appartiene a coloro che possono seguire le proprie ambizioni. E di tempo per rincorrere le nostre ambizioni sembra proprio che ne avremo molto di più rispetto ai nostri antenati. Si vive di più, quindi occorre maggiore disponibilità economica. Le aspettative di vita media a livello globale sono aumentate di 4,6 mesi all’anno a partire dal 1950, passando da 45,4 a 68,2 di oggi. Entro il 2050 si prevede che la popolazione mondiale aumenterà del 30%, superando i 9 miliardi di abitanti (attualmente siamo oltre 7 miliardi). Si tratta di un dato che geograficamente crescerà un po’ ovunque. Secondo le stime delle Nazioni Unite, coloro che abiteranno in città in India e Cina aumenteranno di 671 milioni da qui al 2050, il che rappresenta più di un quarto dell’aumento globale della popolazione urbana nel periodo. Cittadini più anziani, naturalmente, richiederanno una maggiore attenzione alla cura delle persone, intesa come benessere fisico e mentale. Da questo punto di vista, la Cina sembra avere una marcia in più. Innanzitutto per una robusta crescita del sistema sanitario: la spesa sanitaria nel Paese, negli ultimi 10 anni, ha registrato una crescita del 15–20%, significativamente più elevata rispetto a quella del Pil. Questo andamento è alimentato dall’invecchiamento della popolazione e dall’incremento della ricchezza della crescente classe media. Va poi sottolineato il notevole potenziale di crescita per le società che operano nel settore della sanità cinese: hanno dimensioni relativamente ridotte rispetto ai peer globali (in termini di capitalizzazioni di mercato) e offrono un consistente potenziale di crescita (incremento degli utili 2021: 40% contro il 18% del settore della sanità Usa). L’healthcare cinese offre inoltre un’interessante valutazione, grazie a un PE inferiore alla media storica a cinque anni. Ultimo punto da evidenziare riguarda i continui progressi tecnologici: la catena del valore nel settore della sanità è destinata a orientarsi verso farmaci innovativi con maggiore attenzione alle attività di ricerca e sviluppo (R&D). Le multinazionali incrementano l’esternalizzazione della ricerca e dello sviluppo di prodotti a favore delle aziende cinesi grazie all’interessante combinazione di tecnologie migliori, bassi costi e mercato del lavoro adeguato».

