a cura di Mark William Lowe
Nel 1966, quando la piccola nazione caraibica conosciuta come Guyana britannica ottenne l’indipendenza, il reddito nazionale lordo (Rnl) pro capite, che è la somma dei redditi complessivi del paese divisi per la sua popolazione, fu calcolato in 320 dollari Usa.
All’epoca la popolazione della Guyana era di 664.518 individui ed è cresciuta sino a raggiungere quasi 800 mila abitanti nel 2020 (l’ultimo anno per il quale sono disponibili i dettagli). Mentre la crescita demografica è stata relativamente limitata, lo stesso non si può dire per quanto riguarda lo sviluppo economico: secondo i dati della Banca Mondiale, negli ultimi due decenni l’Rnl pro capite è aumentato da 5.870 dollari nel 2000 a 16.610 nel 2020, un risultato notevole sotto ogni aspetto.
Confinante con Venezuela, Brasile e Suriname, la piccola nazione caraibica non solo continuerà, ma moltiplicherà considerevolmente questo trend di crescita positivo, se riuscirà a gestire con successo i ricavi della sua nascente industria degli idrocarburi. Il compito di definire le strategie per amministrare la futura ricchezza della Guyana è attualmente nelle mani del presidente Irfaan Ali del People’s Progressive Party/Civic, che ha vinto le elezioni presidenziali del marzo 2020. Dopo mesi di contestazioni legali basate su accuse di frode e irregolarità, ha finalmente prestato giuramento ed è diventato il primo presidente musulmano del Paese.
Un mare di Greggio
Le elezioni in Guyana sono molto raramente una questione di grande interesse internazionale, ma la situazione è cambiata radicalmente nel 2020, quando le accuse sull’integrità delle elezioni e il riconteggio di tutte le schede sono stati seguiti molto da vicino. La ragione principale di ciò è stata la scoperta di enormi riserve petrolifere nelle acque della Guyana, che ha provocato un aumento dell’interesse per chi sarebbe stato chiamato ad amministrare questa manna caduta dal cielo. Poco prima delle elezioni, il colosso petrolifero statunitense Exxon aveva fatto uno dei più grandi rinvenimenti mondiali di petrolio nelle acque profonde al largo della costa della Guyana. Ciò avvenne dopo le prime scoperte estremamente positive di Exxon nel 2017.

