di Pinuccia Parini
L’utilizzo dei criteri Esg nelle analisi di investimento sta coinvolgendo sempre più tutte le asset class, comprese le cartolarizzazioni, che sono in ritardo rispetto ad altre, probabilmente anche a causa della natura complessa di questo mercato. Ciononostante, nel comparto l’interesse degli investitori sta crescendo, guidato dalla necessità di integrare il rischio Esg nella valutazione dei prodotti e promuovere validi standard all’interno del segmento.
Come evidenzia il sito Pri (rif.: https://www.unpri.org/fixed-income/esg-incorporation-in-securitised-products-the-challenges-ahead/7462.article), i cambiamenti più significativi, da questo punto di vista, stanno avvenendo in Europa, ma anche negli Stati Uniti si riscontrano segnali tangibili dell’interesse da parte degli investitori. In base a quanto emerge da un’analisi fatta dal sito Pri, la domanda da parte dei clienti, il risk management e la volontà di esercitare un impatto ambientale e sociale stanno trainando l’utilizzo dei criteri Esg nell’analisi dei prodotti cartolarizzati. La stessa regolamentazione funge da stimolo sull’attività degli investitori nel richiedere maggiore divulgazione Esg e una standardizzazione dei criteri.
Politiche Esg non personalizzate
Le politiche Esg si stanno espandendo nell’ambito del reddito fisso, ma non sono personalizzate per i prodotti cartolarizzati. Lo screening negativo rimane l’approccio di integrazione più ampiamente adottato per le collateralised loan obligations (Clo) europee etichettate Esg. La documentazione legale che le accompagna non è armonizzata.
Il mercato della cartolarizzazione è in rapida evoluzione anche per altri prodotti, con una crescente quantità di emissioni verdi, sociali e di sostenibilità. Molti accordi si riferiscono rispettivamente ai principi verdi, sociali e sostenibili dell’International Capital Market Association o agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. La mancanza di dati adeguati a condurre la due diligence Esg è la sfida principale che impedisce a molti investitori di integrare sistematicamente i fattori Esg nell’analisi dei prodotti cartolarizzati. mondo a emissioni zero.
«Per anni, l’integrazione e le iniziative di investimento nell’ambito Esg sono state largamente incentrate su equity, credito corporate e sovrano. Stiamo tuttavia vivendo una fase crescente di slancio nel mercato dei cartolarizzati, una buona notizia per le iniziative sostenibili grazie all’entità del mercato (oltre 13 mila miliardi) che tocca consumatori, aziende e il settore immobiliare a livello globale», dichiara Liza Crawford, head of securitized research di Tcw.
Un tema difficile da ignorare
L’asset manager americano, con circa 264 miliardi di dollari in gestione, di cui 99 in prodotti cartolarizzati, sostiene che «il rischio climatico rappresenta una priorità crescente per i proprietari di asset, gli asset manager e le autorità normative nel settore dei cartolarizzati, un tema difficile da ignorare. Ciò detto, la sottoscrizione del rischio climatico è molto diversa nel mercato dei cartolarizzati rispetto ad altri come equity, credito corporate e sovrani. Nel segmento dei cartolarizzati, vi sono diverse attenuanti nelle perdite collegate al rischio climatico. Se consideriamo, ad esempio, gli Rmbs (Residential mortgage backed securities), le attenuanti nelle perdite collegate al rischio climatico fisico includono:
1) la diversità del pool dei collateral con migliaia di prestiti (usualmente con un’impronta geografica più vasta),
2) rapporti loan-to-value (Ltv) più vicini al 55-75% (ossia, 25-45% di protezione azionaria),
3) polizze di assicurazione correlate (come richiesto dai creditori ipotecari) e
4) miglioramenti obbligazionari strutturali, come subordinazione, riserve e spread in eccesso».
Finanziare le iniziative che mitighino il rischio climatico, sempre secondo Tcw, è un’estensione naturale del mercato dei cartolarizzati. «Disponiamo già di una prova di fattibilità in una serie di settori, tra cui il finanziamento dei veicoli elettrici negli Abs auto, le installazioni dei pannelli negli Abs solari e vari miglioramenti di efficienza energetica nell’immobiliare e/o risultati nell’efficienza energetica negli Mbs residenziali e commerciali. Nel tempo, ci aspettiamo (e speriamo!) che il finanziamento delle infrastrutture resilienti al clima si espanda nel nostro mercato, poiché molti mutuatari, investitori, autorità normative e amministrazioni locali sono incentivati a proteggersi proattivamente dalle perdite collegate al rischio climatico».

