a cura di Kelony

L’elettricità salterà da un giorno all’altro, peggio della pandemia e della guerra, del panico e del terrore, poiché sarebbe la fine della civiltà, per come la conosciamo oggi. La mancanza prolungata di energia innesca una reazione a catena che preclude anche l’accesso ad acqua e cibo, che porta quindi a una vera e propria lotta alla sopravvivenza.

Uno scenario apparentemente fantascientifico che di fantastico ha ben poco; si trova documentato nelle analisi prospettiche di rischio nel mondo, i Kelony® Sharp Risk, già edito nel 2019, dove figura al primo posto il rischio esoterrestre. L’analisi parte da fonti certe come la Nasa1, la Noaa2 o il Sidc3. In estrema sintesi, il nostro futuro dipende dal numero di wolf4, il cui picco massimale di rischio sarà raggiunto nel luglio 2025, fattore cardine che plasmerà il futuro del pianeta.

Questo rischio porta a effetti diretti di peggioramento del cambiamento climatico, poiché l’attività solare è una delle primarie cause dell’aumento delle temperature che, scaldando la superficie terrestre, alimenta l’effetto serra. Si tratta di un rischio prevedibile attraverso l’evento di Carrington (i), i cui effetti si estenderanno all’intera società. Un rischio sistemico a catena (ii), che deve orientare gli investimenti a breve termine (iii).

È prevedibile?

È già successo, nella prima mattina del primo settembre 1859. Secondo alcune valutazioni lo stesso fenomeno potrebbe ripetersi dopo circa 150 anni e ne sono già passati 163. Il giovane astronomo Richard Carrington, poco dopo avere notato un gruppo di macchie solari sulla superficie del Sole, venne quasi accecato da un lampo di luce fortissimo. Esattamente 17 ore dopo, il mondo intero assistette a un susseguirsi di eventi estremamente rari, inclusa la comparsa nel cielo di un’aurora boreale rosso fuoco che da Roma si estendeva fino a Cuba. 

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