
Intervista a Ilaria Pisani, Head of Sales ETF, Indexing & Smart Beta di Amundi SGR.
Gli Etf, secondo voi, stanno andando incontro a un maggiore consolidamento?
«L’intero settore finanziario sta vivendo cambiamenti strutturali, tra i quali una continua pressione sui costi. L’asset management è un settore prevalentemente a costi fissi con forti economie di scala. Il raggiungimento di dimensioni critiche è una delle risposte alle restrizioni dei margini. Amundi è il più grande asset manager europeo e tra i primi 10 a livello mondiale. Nel giugno 2022 abbiamo completato l’acquisizione di Lyxor, creando così il più grande emittente europeo di Etf. Questa unione ci permette di servire ancora meglio i nostri clienti, offrendo loro prodotti efficienti dal punto di vista dei costi e una delle gamme di strumenti passivi più ampie del mercato. La nostra capacità unica di rispondere alla crescente domanda di exchange traded fund e di soluzioni passive da parte di clienti istituzionali e di distributori rappresenta un vantaggio competitivo fondamentale. Amundi è ben posizionata grazie alla sua potenza tecnologica e al suo forte Dna retail, fondato su una comprovata esperienza nel servire le reti di distribuzione con prodotti, servizi e soluzioni su misura. Infine, la transizione Esg è certamente un’evoluzione significativa dell’industria dell’asset management e del settore degli Etf: il passaggio a portafogli più Esg e rispettosi del clima è in corso. Amundi offre una delle più ampie gamme di Etf Esg e sul clima del mercato. Ha una politica di voto e di engagement solida e ben riconosciuta che applica sia agli asset gestiti attivamente sia a quelli passivi».
L’attuale situazione dei mercati finanziari, in cui si evidenziano una maggiore dispersione e un minore livello complessivo dei rendimenti, non è un ambiente più favorevole agli strumenti attivi?
«La storica opposizione tra gestione attiva e passiva, che Amundi ha sempre rifiutato, è ormai definitivamente superata. Entrambi gli approcci sono complementari e possono coesistere. Abbiamo sviluppato diverse soluzioni che combinano Etf, prodotti attivi e strumenti attivi interamente costruiti in Etf come mattoncini di allocazione. Esistono, infatti, exchange traded fund su tutte le classi di attività, sia su esposizioni ampie, sia specifiche o addirittura su nicchie di mercato, e possono essere utilizzati per comporre il core di un portafoglio o per assumere posizioni tattiche su temi o settori precisi. Si consideri, ad esempio, il grande sviluppo che gli Etf obbligazionari hanno avuto negli ultimi anni: oggi esistono prodotti esposti ai titoli di stato e alle obbligazioni societarie, con diverse scadenze, valute e livelli di qualità, ma anche esposizioni più granulari come gli Etf sui titoli a tasso variabile o sulle obbligazioni legate all’inflazione, che possono essere particolarmente utili in questo momento».
Quindi ritenete che ci sarà sempre più spazio per i prodotti passivi?
«In Amundi siamo sempre attenti alle esigenze dei nostri clienti e abbiamo un dialogo continuo con loro, sia sullo sviluppo dei prodotti e sulle esigenze di allocazione, sia sulle soluzioni disponibili nella nostra gamma, a livello di veicoli. A oggi, i nostri clienti in Europa e in Italia continuano a privilegiare gli Etf a gestione passiva. Naturalmente, continueremo a valutare il potenziale degli Etf attivi e a esplorare tutte le opportunità nell’ambito del nostro continuo processo di innovazione di prodotto».
Aumenterà l’importanza dell’investitore fai-da-te nel vostro settore?
«In generale, il mercato retail è in crescita. La tendenza principale osservata in Italia è la sempre maggiore adozione di strumenti di gestione passiva da parte dei distributori, per comporre soluzioni come fondi di fondi, gestioni patrimoniali, unit-linked e portafogli modello, i cosiddetti ‘wrapper’. Spesso i distributori, per comporre queste soluzioni, non cercano solo il prodotto, ma anche una partnership completa che comprenda la costruzione di soluzioni su misura. Un’area in cui Amundi è particolarmente ben posizionata. Per quanto riguarda gli investitori retail fai-da-te, si tratta di una tendenza in crescita che osserviamo soprattutto in alcuni paesi europei, ad esempio la Germania, dove le piattaforme online sono sempre più sviluppate. È una tendenza che stiamo vedendo emergere anche in Italia. In questo contesto, gli Etf sono per loro natura strumenti ideali, grazie alla loro semplicità e trasparenza. Comunque, in Amundi crediamo che l’educazione finanziaria sia essenziale e per questo motivo lavoriamo a fianco dei distributori per fornire la formazione e il supporto digitale per accompagnare i loro consulenti e, in ultima analisi, aiutare gli investitori a fare scelte consapevoli».
Qual è la vostra proposta di asset allocation per la seconda parte dell’anno?
«Nella seconda metà dell’anno, riteniamo che sarà necessario prestare particolare attenzione al portafoglio obbligazionario, poiché la volatilità del mercato rimarrà elevata nel medio termine a causa della continua incertezza sul fronte politico e delle aspettative di ulteriori rialzi dei tassi. Riteniamo, quindi, importante adeguare il rischio di duration da breve a neutrale e scegliere strategie che proteggano il portafoglio dall’aumento dei tassi, come le obbligazioni a tasso variabile. Per quanto riguarda le azioni, preferiamo i titoli statunitensi, in quanto l’economia americana presenta ancora solidi fondamentali che dovrebbero consentirle di superare la tempesta dell’inflazione. Riteniamo possibile un atterraggio morbido, nonostante lo shock energetico e l’aggressiva stretta monetaria della Fed. Preferiamo, poi, i titoli value a quelli growth, in particolare le azioni di società di alta qualità e meno cicliche. Guardando a est, siamo convinti che la desincronizzazione dell’economia cinese (focalizzata sui consumi interni) rispetto a quella globale, unitamente alle politiche monetarie/fiscali accomodanti e alla riapertura, dovrebbero essere di supporto per le azioni del Paese. Sebbene i fattori alla base del calo dell’azionario cinese dall’inizio del 2021 richiedano tempo per attenuarsi e mantengano un contesto molto volatile, essi sono già prezzati nelle valutazioni dei mercati cinesi. Pertanto, segnali politici più favorevoli e una graduale rimozione delle restrizioni in vigore dovrebbero stabilizzare i mercati azionari locali nel prossimo futuro. Con la nostra gamma, gli investitori possono anche comporre la loro asset allocation senza sacrificare l’Esg. Infatti, abbiamo scelto di sviluppare una delle gamme di Etf Esg e sul clima più ampie del mercato, che consente anche una ricca scelta di diversi livelli di integrazione Esg. La nostra priorità è una sola: consentire a tutti di accedere agli investimenti sostenibili».

