OSSERVATORIO KELONY

Premessa: i bisogni sono tanti e complessi, le spese per affrontarli ingenti. Riguardano tutti: pubblico e privato. Le aziende e i governi esistono per risolvere i problemi, per fornire servizi e prodotti in corrispondenza dei vari bisogni. Ma come fare quando non vi sono le disponibilità economiche per farvi fronte? Sarà allora fondamentale avere un piano che non sia solo di sopravvivenza, ma soprattutto di crescita sostenibile. 

Per stilare un piano occorre, però, sapere scegliere. Per scegliere è necessario decidere e per decidere nel modo migliore, per cogliere le migliori opportunità evitando i maggiori rischi, bisogna potere prevedere quali conseguenze avranno le decisioni prese. Non è facile, ma con i calcoli giusti che forniscono i giusti strumenti si può fare.

Individuare le priorità

Tra i conflitti sociali, le guerre cibernetiche e potenzialmente nucleari, l’esaurimento delle risorse energetiche fossili, le crisi finanziarie di nuova generazione e i disastri antropici ed eso-terrestri, insieme ad altre miriadi di crisi attuali da risolvere e incertezze da inquadrare, occorre individuare le priorità dalle quali iniziare. I segnali di allerta del contesto e delle imprese, grandi o piccole, in difficoltà sono veramente numerosi. Tenendo conto degli impatti del lungo Covid e poi della guerra con le sue conseguenze, il risk-rating complessivo dell’Italia è attualmente D+++ con outlook costante. Migliore del rating europeo nel suo complesso e, in particolare, il trend costante auspica una stabilità e un miglioramento delle condizioni del nostro Paese.

A pesare particolarmente sul risultato del rating, sono:

• L’indebolimento socio-economico: una crisi sociale lontana da una soluzione seguita a quella sanitaria ed economica, fatta di inflazione crescente, da non confondere con il semplice aumento dei prezzi, e sofferenze sulle persone e sulle aziende.

• Governance extra finanziaria: siamo di fronte a un pianeta in grave sofferenza con un sempre più forte riscaldamento climatico che, oltre alle attività antropiche, è anche dovuto all’intensificarsi dell’attività solare (tempeste solari), una crisi idrica e un rischio sismico e idrogeologico con eventi che impattano pesantemente i sistemi infrastrutturali non adeguati e di conseguenza i sistemi tecnologici non in grado di garantire la continuità operativa e sociale, e/o non ridondanti.

L’aspetto che comunque gioca la parte del leone è la combinazione di molti fattori negativi eterogenei in un brevissimo spazio di tempo, quasi contemporaneo. Nonostante vi siano stati alcuni segnali positivi, verso l’inizio dell’anno in corso, la guerra ha fatto precipitare molte speranze sull’uscita dal tunnel della crisi e l’agognata ripresa economica.

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