Testo e interviste a cura di Pinuccia Parini

Il 2022 è forse stato un anno di riflessione per gli investimenti sostenibili a causa del deterioramento, sia del quadro geopolitico, sia di quello macroeconomico. I fattori alla base di ciò sono stati diversi: dal conflitto in Ucraina, al rischio di crisi energetica, dall’inflazione, al rallentamento dell’attività economica globale. 

Ciononostante, la ricerca di un modello di crescita sostenibile non ha perso la sua forza. È una sfida a livello globale, che abbraccia, quindi, tutte le aree geografiche e trova declinazioni in piani di sviluppo nazionali, progetti infrastrutturali e politiche sociali.  

In questo contesto, l’incorporazione dei criteri Esg nell’analisi finanziaria tradizionale contribuisce a una comprensione olistica delle opportunità da cogliere e dei rischi da affrontare. Essa è diventata una priorità per le aziende, che devono guardare con attenzione alle possibili minacce per il loro modello di business, la reputazione e, di conseguenza, la redditività. 

Questo tipo di consapevolezza non conosce confini ed è presente, quindi, anche nelle economie emergenti, con le proprie specificità legate al percorso di sviluppo, sia economico, sia sociale. Nonostante quest’area sia in ritardo rispetto all’Europa «nello sviluppo di un framework idoneo a supportare gli investimenti sostenibili», non mostra «blocchi ideologici». I mercati finanziari continuano a ricoprire un ruolo importante nel promuovere e facilitare questa transizione, ci ricordano gli asset manager che hanno aderito a Focus Esg, attraverso soluzioni di investimento che riguardano le diverse asset class, come nel caso degli Gsssb, «strumenti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi climatici e la sostenibilità degli emittenti». 

Creare, però, un futuro più sostenibile «va oltre la lotta al cambiamento climatico» e significa pensare a un modello di sviluppo che non lascia indietro nessuno. Proprio per questa ragione, l’attività di engagement diventa indispensabile, affinché questo percorso virtuoso possa essere intrapreso. Le aree di intervento degli asset manager vanno dalla protezione della biodiversità alla difesa dei diritti umani, dal capitalismo inclusivo al cambiamento climatico, per arrivare alle tematiche di governo societario.

I contributi

Eurizon Capital Sgr: «Gsssb, strumenti fondamentali per la transizione energetica»

AllianzGI: «Appoggiare gli emergenti in un percorso sostenibile»

Fideuram Asset Management: «Protezione della biodiversità e difesa dei diritti umani»