L’interesse per la tecnologia ha gettato un velo sulle altre società statunitensi che, in questi anni, hanno intrapreso una crescita strutturale.
Pesa, probabilmente, un pessimismo generalizzato su tutto ciò che non è high tech che, se risultasse infondato, potrebbe portare a un’importante rotazione di titoli del listino americano, che è ricco di aziende di qualità elevata.
Di fatto, l’economia Usa continua a mostrare numeri forti, anche se non impressionanti in senso assoluto, che appaiono eccelsi, se paragonati ai rischi di stagnazione strutturale di mezza (o forse più) Europa.
Ciò è stato possibile grazie a una serie di fattori che sono radicati nei fondamentali economici, anche se non è detto che siano ripetibili. Al tutto va aggiunto un improvviso aumento della produttività, che ha avuto un’influenza fortissima nel determinare la differenza dei due diversi sentieri di Usa ed Europa in questi anni. Infatti, l’enorme capex It, che da oltre un decennio caratterizza i grandi gruppi statunitensi, si sta rivelando uno degli investimenti più produttivi della storia
Se si decide di occuparsi del gigantesco mercato azionario statunitense, può valere la pena lasciare per il momento da parte il settore della tecnologia, protagonista assoluto di questi anni. La scelta può apparire curiosa, ma vi sono ottime ragioni per pensare che le società Usa abbiano intrapreso una nuova fase di crescita strutturale in grado di innalzare i rendimenti di tutti i segmenti dell’S&P 500.
Certamente, anche l’America si trova oggi di fronte a una transizione difficile, che però non dovrebbe indurre gli investitori a un eccesso di cautela. Infatti, Graham Holloway, il defunto presidente di American Funds Distributors, non molto tempo fa fece una dichiarazione che inquadra mirabilmente la situazione degli Usa di quest’epoca: «Nel corso dei miei 25 anni di attività nel settore degli investimenti, non ho mai conosciuto un buon momento per investire. Esistono sempre decine di buoni motivi per cui è opportuno attendere. Oggi la situazione non è diversa… i tassi d’interesse, il presidente, le continue lotte in Medio Oriente, le eccessive regolamentazioni governative e un Congresso che è più parte del problema che della soluzione. Una persona prudente potrebbe essere tentata di non investire in simili circostanze, a meno che non voglia cogliere un’opportunità».

