La quindicesima edizione del Salone del Risparmio, tenutasi a Milano fra il 9 e l’11 aprile, ha evidenziato una pluralità di temi che però appaiono fra loro interconnessi.

Come prevedibile, una grande attenzione è stata dedicata, nel corso delle numerose conferenze, al tema dell’intelligenza artificiale (Ai), che sta costituendo il megatrend per eccellenza dei prossimi decenni, in grado di influenzare quasi ogni aspetto della vita umana. Il suo impatto si farà infatti sentire a livello geopolitico, sul potenziale di crescita economica globale e, ovviamente, nelle prospettive di investimento. 

Le cifre dell’Ai

Per quanto riguarda il primo aspetto, spesso si è tentati di considerare questo insieme di tecnologie come l’ennesimo modo di declinare il conflitto a tutto tondo che caratterizza Cina e Stati Uniti, con l’Europa relegata in un ruolo meno importante. Qualche cifra aiuta a inquadrare meglio la situazione: nel 2022 gli investimenti privati in Ai hanno visto un predominio degli Stati Uniti, con oltre 47 miliardi di dollari spesi. Al secondo posto, si collocava, molto lontana, la Cina con circa 13,40 miliardi. In terza posizione il Regno Unito (4,37 miliardi), mentre la Germania era il leader dell’Ue (2,35): la nazione che vanta il Pil complessivo più imponente di tutta l’Europa si posizionava solo al settimo posto globale, notevolmente dietro la ben più piccola Corea del Sud, i cui investimenti in Ai erano 3,10 miliardi.

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