di Daniel Zanin, analyst, investment research, Invesco

«La finanza assomiglia a un’aggrovigliata matassa di numeri, formule, aspettative ed emozioni». Questa è una delle affermazioni che spesso sento pronunciare ai non addetti ai lavori. Basta andare oltre l’apparenza, però, per capire che economia e finanza altro non sono che osservazione del presente e formulazione di aspettative sul futuro. L’eterogeneità dei soggetti che partecipano al mercato  porta la media di queste ipotesi, più o meno razionali, a caratterizzare l’andamento dei mercati, nei cicli macroeconomici. 

VALUTARE IL PERCORSO

La passione per la bicicletta mi spinge a paragonare lo studio del ciclo economico e delle scelte di allocazione del portafoglio a un’escursione ciclo-turistica. Come ogni ciclista esordiente, un soggetto che si affaccia al mondo degli investimenti dovrebbe iniziare valutando il percorso da affrontare. A ogni itinerario, infatti, la sua bicicletta! Così come una bici da corsa non si addice a sentieri sconnessi e campestri, non si può pensare che azioni, obbligazioni e materie prime rappresentino, allo stesso modo, scelte ottimali per affrontare le diverse fasi del ciclo economico.  

Ciò non basta. Oltre alla consapevolezza sul percorso, serve anche conoscere un po’ se stessi. Capire la propria propensione al rischio e la propria tenuta fisico-mentale è fondamentale, tanto nel prepararsi a un’uscita in bicicletta, quanto nel definire i propri obiettivi finanziari e il proprio orizzonte temporale. 

OCCORRE UN BUON KIT

Colori, forme e materiali per costruire e regolare al meglio il telaio del proprio portafoglio di certo non mancano, ma è un buon kit di riparazione a fare la differenza. L’ho imparato a mie spese durante una biciclettata, ma l’ho percepito anche con la volatilità che caratterizza i mercati finanziari. Avere con sé una chiave a brugola può salvare da spiacevoli imprevisti. Quale ciclista non l’ha usata almeno una volta per regolare una sella storta o per avvitare un bullone allentato? La famosa vite è stata brevettata dallo statunitense William G. Allen nel 1910, ma è stato il nostro connazionale Egidio Brugola, verso la fine degli anni ‘20, a produrne una variante arrivata fino ai giorni nostri.

Pensando alla duttilità e alla versatilità che offre ai ciclisti la chiave a brugola, mi vengono in mente alcuni tipi di “riparazioni” che anche gli investitori più inesperti dovrebbero fare in caso di avversità sui listini finanziari. Una su tutte riguarda il mondo delle obbligazioni. Qui si trovano generalmente due tipologie d’investitore. La prima è il tradizionale cassettista: acquista titoli di stato, li mantiene fino a scadenza e il suo obiettivo è recuperare il capitale investito, a fronte di un guadagno cedolare intercorso nel tempo. La seconda tipologia è il trader: sceglie di fare compravendita di titoli obbligazionari per guadagnare tramite l’effetto congiunto dell’apprezzamento in conto capitale e del reinvestimento delle cedole. Presto o tardi, entrambi questi investitori si troveranno ad affrontare salite e discese più o meno sconnesse. Proprio per questo motivo, è importante avere gli strumenti giusti per intervenire sul portafoglio e, usando la metafora della bicicletta, regolare l’andamento nei chilometri successivi. Generalmente, l’ipotesi di detenere obbligazioni fino a scadenza elude la casistica che prevede che le cedole ricevute possano essere reinvestite a tassi differenti da quelli inizialmente presupposti. Tuttavia, anche se i tassi rimanessero costanti, esisterebbe la possibilità che la performance totale dell’investimento, nel corso del tempo, differisca dal rendimento a scadenza inizialmente atteso.

Da un lato, l’investitore  potrebbe vendere l’obbligazione prima della scadenza, generando così una plusvalenza o minusvalenza. Dall’altro,  i tassi di riferimento potrebbero aumentare o diminuire durante la vita dell’obbligazione. Il prezzo di quest’ultima potrebbe subire gli effetti derivanti dalle nuove condizioni di reinvestimento delle cedole: tassi di interesse in calo (in aumento) portano con sé un effetto diluitivo (accrescitivo) sul reinvestimento delle cedole. Il guadagno o la perdita complessivi dipenderanno, dunque, tanto dall’investimento, quanto dall’orizzonte temporale prefissato. 

COME UN CICLISTA IN PANNE…

In simili scenari d’incertezza, modificare l’orizzonte temporale o la durata finanziaria media dell’investimento può essere d’aiuto. Proprio come nel caso di un ciclista in panne, una semplice brugola può sistemare  l’andatura della pedalata e salvare l’escursione pomeridiana. Come fare? Una regola aurea ci ricorda che per un periodo di investimento inferiore alla durata finanziaria media del portafoglio (o Macaulay duration), l’impatto del guadagno (perdita) in conto capitale sulle obbligazioni in portafoglio,  in caso di ribasso (rialzo) dei tassi d’interesse, sarà più significativo dell’effetto ottenuto dal nuovo livello di reinvestimento delle cedole. Ne deriva,  per esempio, che  se i tassi di interesse calano (aumentano), esercitano sul portafoglio un effetto  accrescitivo (diluitivo) dettato più dalla variazione del prezzo che dall’effetto derivante dal livello dei nuovi tassi di interesse. 

Al contrario, per un orizzonte di investimento più lungo della Macaulay duration, l’effetto derivante dal reinvestimento delle cedole tende a dominare l’immediata plusvalenza o minusvalenza che si ottiene nel caso di ribasso (o rialzo) dei tassi d’interesse. Ciò significa che se i tassi di interesse calano (aumentano) il rendimento finale realizzato dall’investitore dovrà essere atteso inferiore (superiore) rispetto a prima del movimento dei tassi. 

Avere gli strumenti adatti per modificare il proprio orizzonte temporale e la duration di portafoglio, dunque, può spesso salvare gli investitori da spiacevoli inconvenienti, così come fa il saggio ciclista che ha sempre con sé una brugola per risolvere eventuali incidenti di percorso.

leggi il numero 166 

 

Considerazioni sui rischi

Il valore degli investimenti ed il reddito da essi derivante possono oscillare (in parte a causa di fluttuazioni dei tassi di cambio) e gli investitori potrebbero non ottenere l‘intero importo inizialmente investito.

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