di Kubilay Yalcin, director equity di Flossbach von Storch Ag
Per gli investitori a lungo termine è importante concentrarsi sulla qualità. Le società in cui investiamo devono avere bilanci solidi, flussi di cassa futuri prevedibili e modelli di business resilienti.
Chi investe sui mercati finanziari per anni o decenni con l’intento di costruire un patrimonio, può contare su un vantaggio decisivo: i rendimenti ottenuti generano continuamente nuovi rendimenti. Così, ad esempio, 10.000 euro che maturano interessi al 5% annuo, diventano 16.288 euro dopo 10 anni e 26.532 dopo 20 anni. Quindi, se nel primo decennio l’incremento complessivo è di poco superiore al 60%, nell’arco del periodo in oggetto l’aumento è di oltre il 160%. Sebbene questo calcolo matematico sia piuttosto semplice, l’effetto di questa crescita esponenziale è spesso sottovalutato.
In effetti, anche i lunghi periodi di performance brillanti dei maggiori indici azionari in Europa e negli Stati Uniti sono attribuibili a questa dinamica, chiamata in gergo “effetto dell’interesse composto”: le aziende reinvestono continuamente i profitti, per generare utili ancora più elevati. A differenza dei depositi bancari, però, l’andamento annuale degli investimenti azionari è soggetto a fluttuazioni e, nel tempo, non si possono escludere anni di ribasso. Infatti, se nel breve termine i prezzi sui mercati azionari possono essere influenzati dal sentiment, a lungo termine sono guidati dagli utili aziendali.
Perciò, se è vero che chi vuole investire su un orizzonte di lungo periodo deve essere disposto ad accettare oscillazioni a breve termine, è altrettanto indiscutibile che, a nostro avviso, deve concentrarsi sulle azioni di società di qualità. E noi abbiamo un’idea ben chiara di queste aziende: si tratta di realtà con modelli di business promettenti e buone probabilità di generare utili interessanti in futuro. Di conseguenza, il valore di una partecipazione in queste società aumenta in linea con i loro profitti ed è quindi molto probabile che i prezzi delle azioni salgano nel tempo.
Filosofia di investimento a prova di crisi
L’attenzione alla qualità è il fulcro della nostra strategia di investimento e trova la sua massima espressione nel nostro fondo azionario globale Flossbach von Storch, Global Quality.
Per individuare le aziende di qualità, ci concentriamo su società di prim’ordine con bilanci solidi e modelli di business interessanti, difficili da replicare dalla concorrenza. Inoltre, queste realtà devono occupare posizioni di mercato consolidate in segmenti che a nostro avviso riservano del potenziale ed essere guidate da un team dirigenziale capace e integerrimo. Tuttavia, non tutte le aziende che soddisfano questi requisiti finiscono nella nostra “lista degli acquisti”. Perché a contare non è solo la qualità: anche il valore deve essere equo. Per questo motivo calcoliamo il valore dell’impresa a partire dai cosiddetti “free cash flow” futuri, ovvero la quota di utili a disposizione degli azionisti, che poi confrontiamo con il valore di mercato. A quel punto, entrano a fare parte del portafoglio solo le società che ci sembra presentino un certo margine di rialzo delle valutazioni. Una volta effettuato l’investimento, cerchiamo di partecipare al successo di queste aziende il più a lungo possibile e quindi tendiamo a mantenere le nostre partecipazioni per parecchi anni.
Michael Illig ha assunto la responsabilità del portafoglio cinque anni fa e ha subito apportato dei cambiamenti. Già all’epoca, però, fra i primi 10 titoli in posizione comparivano la holding di Warren Buffett, Berkshire Hathaway, le società tecnologiche statunitensi Alphabet, Constellation Software e Microsoft e il produttore di beni di consumo Unilever. Anche oggi (al 31 maggio 2024), questi colossi rientrano fra le 10 posizioni più importanti.
Riteniamo che le nostre aziende di qualità siano molto più solide e adattabili della media e, soprattutto, nella maggior parte dei casi, offrono costantemente rendimenti interessanti. A nostro avviso, infatti, a poco serve se una società riesce ad aumentare gli utili o i dividendi per qualche anno, ma poi crolla. La nostra proposta di valore per gli investitori che accettano le fluttuazioni del mercato a breve termine è di potere dormire sonni relativamente tranquilli, anche con investimenti in azioni. Infatti, sebbene non sia possibile evitare le oscillazioni, vogliamo comunque scongiurare perdite sostenute nei periodi di crisi e ottenere una performance interessante nelle fasi di congiuntura favorevole, anche se ciò significa accettare rendimenti leggermente inferiori a quelli del mercato.
Il portafoglio durante il coronavirus
La più grande crisi che ha colpito i mercati finanziari negli ultimi cinque anni è stata lo scoppio della pandemia di coronavirus. Al 23 marzo 2020, l’indice azionario globale Msci World aveva ceduto oltre il 30%. Anche noi abbiamo subito delle perdite. Tuttavia, sebbene fossimo completamente investiti e non avessimo coperture per il portafoglio, i ribassi sono stati contenuti grazie all’ottima qualità dei nostri investimenti. Nei primi giorni di crisi abbiamo parlato con i dirigenti delle società in portafoglio e insieme abbiamo esaminato nuovamente i bilanci. Prima che i governi e le banche centrali intervenissero, si prospettavano diversi trimestri bui, in cui le aziende rischiavano di perdere gran parte del fatturato. Abbiamo quindi valutato attentamente la struttura delle scadenze dei debiti e iniziato ad ampliare le posizioni nelle azioni che ci sembravano eccessivamente penalizzate dal mercato, ma emesse da società solide e di alta qualità, finanziate da titoli che avevano subito cali meno drastici, come è avvenuto nel settore sanitario. Poi i mercati hanno invertito la rotta e anche noi siamo riusciti a partecipare molto bene alla ripresa fino a novembre 2020, quando le notizie incoraggianti sui vaccini e la prospettiva di una normalizzazione della situazione hanno sostenuto le società altamente cicliche e talvolta fortemente indebitate, che tuttavia sono poco presenti nei nostri portafogli.
Nel frattempo sono successe molte cose. Sulla scia di un’inflazione da record, le banche centrali hanno apportato massicci incrementi ai tassi d’interesse e la Russia ha invaso l’Ucraina. I rialzi dei tassi hanno inizialmente esercitato una forte pressione sui titoli tecnologici, soprattutto perché le precedenti aspettative di un’ondata di digitalizzazione si sono rivelate esagerate. All’inizio del 2023 molti erano scettici sul fatto che un’industria così abituata al successo sarebbe riuscita ad adeguare i propri costi. Dopo avere visitato alcune aziende, abbiamo effettuato una serie di investimenti in società del settore a valutazioni che consideravamo interessanti. Nel prosieguo del 2023, l’economia si è rivelata più robusta del previsto e alcune aziende hanno implementato misure di riduzione dei costi più coerenti di quanto si pensasse. Non è tutto: a partire da febbraio si è diffusa una nuova ondata di entusiasmo, dopo che Microsoft ha presentato varie integrazioni di intelligenza artificiale generativa per Chat Gpt. In termini di esercizio finanziario, quasi il 50% della performance dell’indice Msci World è ascrivibile alle sette maggiori società tecnologiche statunitensi.
In un contesto così euforico, è difficile tenere il passo con un portafoglio ampiamente diversificato. Ad esempio, la performance dei settori sanitario e dei beni di consumo è stata praticamente stagnante. Di questi segmenti, però, continuiamo ad apprezzare la buona prevedibilità degli utili. Ma quando l’economia sembra funzionare bene, non sempre le borse rendono onore alla solidità delle aziende.
In tempi di crisi un bilancio debole può rivelarsi presto fatale e poiché in un arco di tempo prolungato è anche molto probabile che si verifichino crisi e profondi sconvolgimenti, riteniamo che la scelta di buone società sia una sorta di “precauzione di qualità”, che sosteniamo in tutto e per tutto. Naturalmente, non si tratta di una polizza assicurativa, ma questo approccio ci permette comunque di concentrarci sull’essenziale, sia nella buona, sia nella cattiva sorte e, a nostro avviso, sono proprio queste le prospettive di guadagno a lungo termine delle aziende che scegliamo.

