Different Factory è un gruppo di cui fanno parte diverse imprese che operano lungo la filiera del cosiddetto data-tech, la tecnologia della valorizzazione del dato come asset aziendale. Come spiega Matteo Borgognoni, general manager della società, si tratta di un comparto che appare semplicemente decisivo per i gruppi bancari diversificati che intendono rimanere rilevanti in futuro. Infatti, ancora troppo spesso gli operatori del settore non sfruttano in maniera adeguata la ricchezza di dati dei quali dispongono, per il cui trattamento mancano politiche di integrazione moderne. Inoltre, in futuro avrà una sempre maggiore importanza la continua interazione con i clienti, specialmente quelli più giovani, per accompagnarli nel loro percorso di crescita nella richiesta di prodotti finanziari. 

Come nasce l’esperienza di Different Factory? Qual è il business model alla base del progetto?

«Il gruppo è cresciuto nel corso di oltre un decennio attraverso una serie di acquisizioni allo scopo di costruire una filiera di servizi sempre più integrati nel settore della gestione e della valorizzazione dei dati dei clienti. Noi operiamo, dunque, nel cosiddetto data asset management, un ambito che, se non gestito in maniera adeguata, può portare alla perdita di opportunità per incrementare il fatturato e a una minore efficacia nei processi di marketing e di comunicazione. Nello specifico, nel 2013, quando abbiamo iniziato come Do Different (la prima società del gruppo che sarebbe poi diventato Different Factory) esistevano in ambito bancario diverse difficoltà nella riconciliazione dell’anagrafica e nella normalizzazione delle informazioni. In pratica, succedeva spesso che nomi e altri dati venissero raccolti più volte, a seconda dei servizi richiesti, con modalità fra loro non coerenti, generando inefficienza anagrafica». 

Potrebbe offrire qualche dettaglio in più su quest’ultimo punto?

«Pensiamo, ad esempio, al caso, più frequente di quanto si potrebbe pensare, in cui il cognome del cliente viene scritto in maniere diverse o in cui vi siano errori a livello di codice fiscale. Ciò può portare all’invio ripetuto dello stesso messaggio promozionale, con il rischio che venga identificato come spam. Inoltre, in molti casi mancava una gestione chiara della gerarchia di chi poteva accedere ai dati raccolti. Noi offriamo la possibilità di risolvere queste questioni e di mettere in relazione tutte le diverse fonti, inclusa la geolocalizzazione, per permettere al cliente di valorizzarle. Le nostre acquisizioni si muovono in questa direzione. Fra esse ricordiamo nel 2017 About Different, che offre servizi di business intelligence e data analytics, e, nel 2020, Happy Finish, un’agenzia di comunicazione creativa che opera nel campo della realtà virtuale e aumentata e che produce contenuti da inserire all’interno di siti e app aziendali. Inoltre, abbiamo operato acquisizioni anche nel campo delle tecnologie di geolocalizzazione, il che ci ha permesso di portare avanti progetti anche al di fuori del mondo bancario e delle imprese».

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