Il mercato azionario Usa ha sorpreso per la sua forza, che rimane tuttavia ancora concentrata su un settore, quello tecnologico. Fondi&Sicav ha chiesto a Tom Simunovic, investment specialist-large cap sustainable growth di Brown Advisory quali sono le potenzialità che, in un alveo più ampio, l’equity statunitense offre.
Può descrivere brevemente il vostro approccio all’azionario statunitense?
«La nostra strategia è stata lanciata nel 2009 e da allora la filosofia di fondo non è cambiata. L’obiettivo, è sovraperformare l’indice Russell 1000 nel corso di un ciclo di mercato. Le aziende sulle quali desideriamo investire appartengono, dunque, all’insieme delle large cap americane e sono caratterizzate dalla definizione di quality growth a valutazioni ragionevoli. Il tutto si traduce in un portafoglio bottom-up high conviction, in cui tipicamente deteniamo fra i 30 e i 40 titoli con un orizzonte di lungo periodo. In generale, infatti, il nostro turnover annuale si posiziona nella fascia fra il 18% e il 25%. Per identificare le migliori opportunità, ci basiamo su una profonda analisi dei fondamentali in cui l’identificazione del profilo di sostenibilità di ciascun gruppo esaminato è parte integrante».
Come si inserisce nella vostra metodologia il profilo Esg di un possibile investimento?
«Quando abbiamo iniziato una quindicina di anni fa, mancavano criteri chiari per potere delineare la sostenibilità. Eravamo praticamente in una sorta di selvaggio West nel quale i fondi costruivano liste di esclusione di nomi e settori. Noi, invece, fin da subito abbiamo adottato una logica diversa, che si basa sul definire i rischi cui andiamo incontro inserendo in portafoglio una determinata azione. Come gestori growth, è chiaro che non possiamo evitare di essere esposti a un consistente grado di aleatorietà: cerchiamo perciò di investire su asset che ricompensino più che adeguatamente l’incertezza che si portano appresso. Di conseguenza, per noi è fondamentale il modo, più onnicomprensivo possibile, in cui il concetto di rischio è definito. Sotto questo ombrello, infatti, rientrano gli aspetti finanziari, operativi e, appunto, di sostenibilità. Quest’ultima può influire positivamente o negativamente sui risultati di un’azienda attraverso tre canali».

