La capitalizzazione di borsa delle Magnifiche sette (Apple, Nvidia, Microsoft, Alphabet, Amazon, Meta e Tesla) ammontava a 372 miliardi di dollari nel 2008, mentre oggi è 17.600; dunque il valore di tali aziende è aumentato di 47 volte. In questo contesto, le aspettative del mercato sono elevatissime e non sarà certo facile ripetere le stesse performance degli anni passati. Non a caso, i primi mesi del 2025 sono stati abbastanza negativi per il Nasdaq Composite. A favore delle leader di mercato e di tutte le aziende che sono in qualche maniera collegate a loro c’è la possibilità di ulteriori grandi investimenti, anche se c’è qualche analista che teme che queste mega-cap perdano lo slancio iniziale. In più c’è stata la bomba DeepSeek, che rischia di diventare un concorrente temibilissimo sui mercati del Sud globale. Infine, per società tech che fanno il 40% del loro fatturato fuori dagli Usa, la politica di scontro totale di Trump rischia di essere un forte danno
«Dal picco della crisi finanziaria alla fine del 2008, l’indice S&P 500 è aumentato di circa il 550%. Includendo i dividendi, si ottiene un rendimento totale di oltre il 700%. Da allora, le azioni statunitensi hanno registrato una performance tre volte superiore a quella dei titoli europei o giapponesi. Si tratta di una delle ragioni principali che spiegano l’elevato livello di produttività degli Stati Uniti, che negli ultimi 20 anni è aumentato in modo molto più marcato rispetto all’Europa. La crescita della produttività ha subito una nuova accelerazione dopo la crisi finanziaria del 2008 e i motivi sono da ricercare nei massicci investimenti e nelle innovazioni nel settore dell’alta tecnologia. Le principali aziende tech hanno raggiunto la supremazia globale, evidenziata dalle capitalizzazioni di mercato significativamente più elevate: alla fine del 2008, il valore di borsa delle società incluse nello S&P 500 era di soli 8 mila miliardi di dollari, mentre al termine del 2024 ammontava a 52 mila, 6,5 volte tanto. L’aumento di valore delle Magnifiche sette (Apple, Nvidia, Microsoft, Alphabet, Amazon, Meta e Tesla) è particolarmente sorprendente. Al 31 dicembre 2008, quando Meta e Tesla erano ancora due start-up, la capitalizzazione di mercato delle Magnifiche sette ammontava a soli 372 miliardi di dollari, mentre oggi è 17.600; dunque il valore di tali aziende è aumentato di 47 volte». Queste parole di Bert Flossbach, co-fondatore di Flossbach von Storch, aiutano a delineare il contesto delle prospettive per il futuro del tema dominante sui mercati globali da ormai circa un quindicennio a questa parte, ossia la tecnologia statunitense.
Aspettative elevatissime
Da quanto riportato si può estrapolare un’ulteriore manciata di dati: innanzitutto la capitalizzazione attuale del più importante benchmark equity americano è circa la metà del Pil del pianeta, una cifra semplicemente incredibile, che sarebbe sembrata fantascienza fino a non molti anni fa. Inoltre, oltre un terzo di questo valore è attribuibile a sette aziende, che nel 2008 fornivano meno del 4,7% del totale; complessivamente le Magnificent seven hanno generato oltre il 39% dell’incremento complessivo della capitalizzazione totale dell’S&P 500 dal 2008 a oggi.

