Lombard OdierThomas Hohne-Sparborth, head of sustainable investing di Lombard Odier Investment Managers, spiega come i cambiamenti di sistema possano produrre opportunità d’investimento.

Come descriverebbe il vostro approccio alla sostenibilità?

«In Lombard Odier ci occupiamo di investimenti sostenibili dagli anni ’90. Il nostro è stato un percorso che si è evoluto nel tempo: abbiamo iniziato a stendere questionari e fare sondaggi su che cosa si intendesse con il termine Esg, per poi capire che c’era una serie di domande che, in qualità di investitori, avremmo dovuto chiedere alle aziende, ma stavamo ignorando. Per diversi anni, il lavoro fatto sugli aspetti ambientali, sociali e di governance ha riguardato nello specifico la responsabilità dell’impresa, ma la sensazione era che ciò non bastasse. Circa cinque anni fa è stato così deciso di rivedere il nostro approccio, iniziando a porci una domanda: “Come cambierà l’economia nei prossimi lustri?” È così iniziata un’attività di ricerca e studio, avvalendoci anche di collaborazioni e partnership esterne, che ci ha portati a concludere che gli attuali sistemi economici non sono adeguatamente strutturati per progredire e, da questo punto di vista, si dovranno trasformare, così come è sempre avvenuto nella storia dell’umanità».

Il cambiamento di un sistema è quindi nella natura della sua evoluzione?

«I sistemi economici per un po’ funzionano, sino a quando non si presentano difficoltà che, per essere superate, hanno bisogno di un nuovo modello di riferimento. La nostra convinzione è che si stia assistendo all’emersione di nuovi sistemi più efficienti che sono in grado di soppiantare quelli esistenti. Quindi, per rispondere alla domanda iniziale, investire in modo sostenibile non significa essere conformi a una determinata regolamentazione o rientrare nei parametri di una certa definizione. Non è neppure apporre un’etichetta a una soluzione d’investimento. Vuole dire capire in quale modo i modelli stanno cambiando, dove si spostano gli utili e quali aziende stanno acquisendo un vantaggio competitivo. Crediamo che la sostenibilità racchiuda in sé molti dei cambiamenti radicali cui stiamo assistendo: dall’elettrificazione dei sistemi energetici alla trasformazione industriale, dal mutamento del modello sanitario a quello finanziario».

Ha alcuni esempi da portare a questo  proposito?

«Il telefono cellulare. Agli inizi esistevano solo quelli satellitari, pensati per uso militare, di grandi dimensioni e particolarmente costosi. Poi da lì è iniziata gradualmente la diffusione a uso civile, in primis per attività imprenditoriali, e la dimensione e i costi si sono ridotti: l’economia di scala ha iniziato a dare i suoi frutti e il mercato dei telefonini si è sempre più ampliato. Il comparto energetico, per citare un altro caso, ha visto la diffusione delle rinnovabili in diversi paesi in differenti momenti: negli anni il prezzo di installazione e produzione è sceso e compete con altre forme di energia. Addirittura, oggi è meno dispendioso aprire un impianto di produzione solare che tenere aperte centrali a carbone o a gas, ma ciò non significa che queste ultime nell’immediato spariranno, perché le transizioni non avvengono nell’arco di una notte, anche se i tempi stanno diventando sempre più corti».

continua a leggere