«Il mercato del credito investment grade denominato in euro continua a beneficiare di un contesto complessivamente favorevole, nonostante l’attenzione degli investitori resti focalizzata sulle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Rendimenti ancora interessanti, un’offerta primaria contenuta e fondamentali societari solidi continuano a sostenere la domanda di credito di alta qualità, mantenendo costruttive le prospettive per l’asset class in assenza di shock esogeni di maggiore entità». Questo è il parere di Fabrizio Viola, portfolio manager di Generali Asset Management, intervistato sulla situazione del mercato del credito da Fondi&Sicav.

Intravede qualche criticità?

«Alcuni segnali di debolezza stanno emergendo nel mercato degli emittenti high yield e più speculativi, per cui risulta fondamentale un’attenta selezione e una gestione attiva del rischio volte a eliminare dall’universo investibile tutte le società che non siano attrezzate alle sfide dei mercati, dall’Ai, all’inflazione fino alla concorrenza dei nuovi player globali (si pensi ad esempio al settore automotive). Alla luce di questo scenario, mantenere l’attuale esposizione al credito investment grade appare ancora appropriato. Il potenziale di deterioramento degli spread sembra infatti limitato, salvo il verificarsi di un nuovo e significativo shock geopolitico. Il mercato investment grade europeo ha già dimostrato una buona capacità di assorbire le pressioni inflazionistiche legate agli eventi in Medio Oriente, mentre livelli di tasso più elevati continuano a sostenere la domanda grazie all’attrattiva del reddito offerto dalle obbligazioni corporate. L’approccio, ribadiamo, deve rimanere selettivo. È probabile che aumenti la dispersione tra emittenti, rendendo sempre più importante l’analisi fondamentale e la selezione bottom-up del credito. In questo contesto, l’assunzione di rischio dovrebbe concentrarsi sui casi in cui le valutazioni compensino adeguatamente le vulnerabilità specifiche dei singoli emittenti».

Ci sono delle preferenze a livello settoriale?

«L’allocazione settoriale continua a privilegiare il comparto dei finanziari. In particolare, il debito Tier 2 investment grade offre livelli di rendimento corrente interessanti a fronte di un incremento contenuto della volatilità rispetto alle obbligazioni senior. Più in generale, i settori difensivi e di maggiore qualità restano preferibili a quelli ciclici, poiché il premio al rischio offerto da questi ultimi appare ancora limitato. La prudenza rimane giustificata nel settore automobilistico, dove i fondamentali e le dinamiche industriali continuano a mostrare elementi di fragilità e a soffrire per la pressione dei nuovi player dalla Cina. Merita un approfondimento anche il debito emesso dagli hyperscaler tecnologici, in quanto appare evidente che non potranno continuare a inondare il mercato con continue emissioni in diverse valute così a lungo. Noi restiamo cauti su quelle tipologie di emittenti, soprattutto sulle scadenze lunghe della curva, segmento che continuiamo a evitare».

 

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