a cura di Mark William Lowe
Il Messico non ha certo bisogno di promuovere la propria posizione geografica. Confina con la più grande economia mondiale e vanta una consolidata base manifatturiera nei settori automobilistico, elettronico, aerospaziale e dei dispositivi medici, con aziende già integrate nelle catene di approvvigionamento nordamericane. Poiché le imprese attribuiscono sempre maggiore importanza alla sicurezza della filiera e a tempi di consegna più brevi, il Messico sembra trovarsi in una posizione ideale per avvicinare la produzione Usa ai consumatori statunitensi. Eppure, la prospettiva del nearshoring coesiste con una crescita modesta. Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) prevede che l’economia messicana crescerà dell’1,2% nel 2026. I suoi vantaggi strategici sono reali, ma devono ancora tradursi in quella forte accelerazione che molti si aspettavano. E ciò che conta ora è in quale misura l’interesse delle imprese si tradurrà in formazione di capitale fisso e, in ultima analisi, in una maggiore produttività.
Mostrare interesse non equivale a investire. Un’azienda non sceglie l’ubicazione di uno stabilimento come seleziona un fornitore: un impianto richiede capitali, manodopera qualificata, energia, trasporti e norme sulle quali potere contare per anni. Il Messico dispone di distretti industriali, esportatori esperti e fornitori in diversi settori, il che lo rende un serio candidato per nuovi progetti; tuttavia, tutto ciò non è sufficiente a garantire che ogni nuova linea di produzione destinata al Nord America venga insediata sul suolo messicano.
E anche dati sugli investimenti devono essere interpretati con altrettanta attenzione.
Gli investimenti diretti esteri includono gli utili reinvestiti dalle aziende già presenti nel Paese: il reinvestimento dimostra che le imprese consolidate mantengono il proprio impegno, ma non indica necessariamente una capacità produttiva aggiuntiva. Per valutare se il nearshoring stia cambiando le prospettive del Messico, occorre esaminare i progetti portati a termine, le spese in conto capitale per i macchinari, l’occupazione qualificata e l’ingresso di fornitori messicani nelle reti di produzione.
Ciò che un investimento lascia dietro di sé è importante tanto quanto la sua entità iniziale. Uno stabilimento potrebbe importare componenti, assemblare un prodotto e rispedirlo oltre confine, oppure potrebbe aiutare le imprese locali a fornire componenti, servizi di ingegneria e know how specialistico. Il secondo modello crea legami locali più forti e migliori prospettive di aumento della produttività al di fuori dei confini dello stabilimento. L’aumento dell’export da solo non può dirci quale strada stia percorrendo il Messico.
VANTAGGI E RISCHI
Il legame con gli Stati Uniti rappresenta il principale vantaggio competitivo del Messico e la sua maggiore esposizione strategica. I due sistemi industriali sono difficilmente separabili, per cui una decisione tariffaria a Washington o una modifica delle norme di origine possono alterare i rendimenti attesi da investimenti destinati a durare decenni. L’accesso al mercato Usa attira capitali, lasciando però parte del rischio normativo al di fuori del controllo di Città del Messico. La revisione dell’Accordo Stati Uniti-Messico-Canada (Usmca) illustra questa contraddizione. I rappresentanti dei tre governi si sono incontrati il 1° luglio per valutare il funzionamento dell’Usmca. Washington ha rifiutato di prorogarlo nella sua forma attuale, ma i negoziati sono proseguiti, compresi i cicli bilaterali tra Stati Uniti e Messico. L’accordo rimane in vigore e dovrebbe durare fino al 2036. Ciò che rimane irrisolto è se i tre governi prorogheranno il quadro di riferimento in base al quale le aziende pianificano i futuri investimenti.
Per le imprese che già operano in Messico, le norme continuano a fornire una base per lo svolgimento delle attività.
Per quelle che stanno valutando la realizzazione di un nuovo stabilimento, 10 anni potrebbero essere un periodo più breve della durata dell’investimento stesso. Alcuni progetti andranno avanti perché il mercato statunitense è troppo importante per essere ignorato e le sedi alternative presentano a loro volta diversi svantaggi. Altri potrebbero essere ridimensionati o rinviati a causa dell’incertezza.

