L’economia indiana mostra resilienza, nonostante le tensioni geopolitiche e gli alti prezzi delle materie prime. Nel primo trimestre dell’anno fiscale 2026 (chiusura a marzo 2027) il Pil è cresciuto del 7,8% su base annua, trainato dai servizi (+10%, soprattutto finanziari e immobiliari a +12,1%) e dal manifatturiero (+9,2%, grazie a elettronica, tessile, gomma e plastica). L’agricoltura è cresciuta del 3,6%, sia pure con un monsone sotto la media. Sul lato della domanda, gli investimenti fissi lordi sono aumentati dell’11,9% e le esportazioni di beni e servizi del 12,0%, favorite dal deprezzamento valutario. I consumi sono rimasti solidi grazie a tagli fiscali e sussidi, mentre il mercato del lavoro è stabile con disoccupazione in calo, sia in ambito rurale, sia urbano.
Revisioni al rialzo
Lo scorso 23 settembre le agenzie di rating globali S&P e Fitch e l’Asian Development Bank (Adb) hanno rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica dell’India per l’anno fiscale in corso, osservando che l’economia ha tenuto meglio del previsto nel primo trimestre, nonostante il conflitto in Asia occidentale. S&P Global Ratings ha alzato la previsione di crescita per il FY27 al 7% (rispetto al precedente 6,6%) e Fitch al 6,9% (dal 6,4%), mentre l’Adb ha incrementato la propria stima di 0,4 punti percentuali, portandola al 7%. L’istituzione finanziaria internazionale e multilaterale ha spiegato la propria decisione sottolineando una maggiore domanda di investimenti e la tenuta delle esportazioni di servizi; contestualmente sono state ridotte le previsioni di crescita per l’anno fiscale 2028 al 7,1%, rispetto al precedente 7,3% per la base di crescita più elevata registrata nell’anno fiscale 2027.
Secondo l’Adb, i consumi rimangono il motore principale della crescita, «sostenuti nel breve termine da tagli fiscali, tassi bassi e salari in aumento, anche se la fiducia dei consumatori sta rallentando per l’inflazione dei carburanti e l’esaurirsi degli effetti della riduzione della Gst» (1). Gli investimenti restano solidi grazie a bassi tassi, spesa pubblica in conto capitale (+11,5%) e progetti infrastrutturali, sebbene nel 2027 possano rallentare per l’incertezza globale, anche se restano forti quelli in data center ed energia.
Considerazioni della Rbi
Ma il Paese continua a essere sottoposto a continue sfide: mantenere la traiettoria di crescita economica con il raggiungimento del “Viksit Bharat” entro il 2047, la ridefinizione del modello di crescita, la distribuzione della ricchezza nella nazione più popolosa al mondo e la ricerca di un ruolo in uno scacchiere internazionale sempre più complesso. Illuminante, da questo punto di vista è il discorso tenuto da Poonam Gupta, vicegovernatrice della Reserve Bank of India, al 13° Convegno Sbi su banca ed economia il 23 settembre 2026, in cui ha parlato di «un contesto economico globale che è diventato meno favorevole a partire dalla crisi finanziaria mondiale del 2008-2009. Diversi cambiamenti strutturali hanno influito sulle prospettive di crescita e di politica economica delle economie emergenti, tra i quali il raggiungimento del picco del commercio globale, l’invecchiamento demografico, i rischi climatici e la tensione delle finanze pubbliche» (2). Nello specifico, la vicegovernatrice ha citato una nuova ondata di shock verificatasi dal 2022 che «ha ulteriormente aggravato la situazione. Questi shock recenti includono due crisi consecutive legate alle materie prime e all’energia, in un clima di conflitti geopolitici incessanti, incertezza politica e perturbazioni commerciali causate dai dazi, dal fenomeno di El Niño e da sviluppi e sconvolgimenti tecnologici, trainati in particolare dall’intelligenza artificiale». (2)
(1)https://www.adb.org/outlook/editions/september-2026
(2)https://rbi.org.in/

