Fino al 21 febbraio 2027, il MUDEC – Museo delle Culture di Milano ospita “Matisse. Il mondo in una stanza”, una mostra che esplora il rapporto tra il grande artista francese e le tradizioni artistiche di Africa, Asia, Russia e Pacifico. Circa 100 opere, provenienti da importanti collezioni internazionali, raccontano le influenze che hanno contribuito a trasformare il linguaggio dell’arte moderna.
“Con ‘Matisse. Il mondo in una stanza’ il MUDEC propone una mostra che invita a rileggere l’opera di Matisse da una prospettiva nuova. Attraverso capolavori e oggetti provenienti da importanti collezioni internazionali, il percorso mette in luce il dialogo che l’artista ha intrecciato con culture e tradizioni di diverse parti del mondo. Una mostra che parla di arte, ma anche di incontro, scambio e apertura, confermando il ruolo del MUDEC come luogo di confronto tra culture e quello di Milano come città internazionale e inclusiva”, ha affermato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi.
Un viaggio attraverso colori, forme, tessuti e suggestioni provenienti da culture lontane. È questo il filo conduttore di “Matisse. Il mondo in una stanza”, la mostra dedicata a Henri Matisse (1869-1954), in programma al MUDEC di Milano fino al 21 febbraio 2027.
Curata da Ellen McBreen e Chiara Gatti, l’esposizione propone una lettura dell’opera del maestro francese che va oltre i confini della tradizione artistica europea, mettendo in evidenza il ruolo delle culture africane, islamiche, russe, cinesi e del Pacifico nella costruzione del suo linguaggio visivo.
Prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e promossa dal Comune di Milano – Cultura, la mostra è realizzata in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza.

Matisse al MUDEC: circa 100 opere dai grandi musei internazionali
Il percorso espositivo riunisce circa 100 opere tra dipinti, disegni, sculture e fotografie, affiancate da oggetti e tessuti che permettono di ricostruire l’universo creativo dell’artista.
Tra le istituzioni prestatrici figurano il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, il Philadelphia Museum of Art, il Musée d’Orsay di Parigi, il Musée de l’Orangerie, la National Gallery di Praga e il Musée Matisse di Nizza.
Tra i lavori più significativi si incontrano il Nudo seduto di schiena del 1917, proveniente dal Philadelphia Museum of Art, La Femme au voile dal MoMA, Joacquina dalla National Gallery di Praga e alcune sculture della serie Jeannette.
Accanto ai capolavori pittorici trovano spazio fotografie d’epoca, libri d’artista, manufatti e tessuti provenienti da collezioni museali italiane e internazionali.
Oggetti che non rappresentano semplici elementi decorativi, ma testimonianze fondamentali del rapporto tra Matisse e le culture che ne alimentarono la ricerca.

Henri Matisse e le culture del mondo: le origini di un linguaggio moderno
Uno degli aspetti più interessanti della mostra è l’attenzione dedicata alle influenze culturali che hanno attraversato la produzione di Matisse.
L’artista, protagonista dell’avanguardia del Novecento e figura centrale del Fauvismo, sviluppò un linguaggio fondato sulla forza espressiva del colore, sulla semplificazione delle forme e su una concezione innovativa dello spazio.
La sua ricerca, tuttavia, non nacque esclusivamente all’interno della tradizione occidentale.
Le sculture africane, le icone russe, l’arte islamica, i tessuti provenienti da diverse regioni del mondo e le suggestioni raccolte durante i viaggi contribuirono a modificare profondamente il suo modo di rappresentare la realtà.
La mostra del MUDEC invita così a considerare l’opera di Matisse come il risultato di un dialogo continuo tra tradizioni artistiche differenti.
Un approccio che permette anche di riflettere criticamente sui concetti di orientalismo, primitivismo e appropriazione culturale nel contesto dell’arte moderna.
Le otto sezioni della mostra Matisse al MUDEC
Il percorso si articola in otto sezioni tematiche, ciascuna dedicata a un aspetto dell’evoluzione artistica di Matisse.
Dall’arte africana alle icone russe
La sezione Anatomie creative approfondisce l’influenza delle sculture africane sulla rappresentazione del corpo umano.
Attraverso dipinti e sculture, tra cui La Serpentine del 1909, emerge il progressivo allontanamento dell’artista dai modelli anatomici tradizionali.
Icone ieratiche si concentra invece sul rapporto con l’arte bizantina e le icone russe, approfondito durante il viaggio a Mosca del 1911.
La frontalità delle figure e la dimensione spirituale delle immagini diventano elementi centrali nella costruzione di un linguaggio sempre più essenziale.
Il fascino dell’arte islamica e degli interni orientali
La sezione L’Oriente ci ha salvati ricostruisce il ruolo dell’arte islamica nella ricerca di Matisse.
I viaggi in Spagna e Marocco, insieme all’interesse per ceramiche, tappeti, arredi e decorazioni, contribuirono alla nascita dei celebri interni dipinti durante gli anni trascorsi a Nizza.
Motivi ornamentali, colori e superfici decorative si trasformano in strumenti per superare la prospettiva tradizionale e sperimentare nuove relazioni tra spazio e immagine.
Le modelle internazionali e il mondo degli atelier
Un’altra sezione, Un cast internazionale, restituisce centralità alle donne che posarono per Matisse e contribuirono alla sua ricerca artistica.
Tra queste figurano Lydia Delectorskaya, Aïcha Goblet e Carmen Lahens-Hélouis.
Il percorso invita a riscoprirne le identità e il ruolo creativo, spesso rimasti in secondo piano rispetto alla figura del pittore.
Dalla Cina a Tahiti: nuove forme e nuovi colori
Con Segni nello spazio vuoto, l’esposizione approfondisce il dialogo con l’arte cinese e con le tradizioni tessili extraeuropee.
La ricerca della sintesi formale e della purezza della linea emerge come uno degli elementi fondamentali dell’ultima fase della produzione di Matisse.
La sezione Sognare Tahiti racconta invece il viaggio compiuto dall’artista nel 1930.
I paesaggi, la luce e la vegetazione del Pacifico lasciarono un’impronta duratura sulla sua immaginazione, riemergendo successivamente nelle grandi composizioni decorative.
Dai libri d’artista alla Cappella di Vence
La mostra dedica particolare attenzione anche alla produzione grafica e ai grandi progetti decorativi di Matisse.
Tra i lavori presentati figurano le celebri tavole di Jazz, uno dei libri d’artista più importanti del Novecento, insieme alle illustrazioni per le Poésies di Stéphane Mallarmé e Pasiphaé di Henry de Montherlant.
Un capitolo significativo è riservato alla Cappella del Rosario di Vence, in Costa Azzurra, considerata una delle sintesi più compiute della ricerca artistica di Matisse.
Disegni preparatori ed elementi decorativi permettono di approfondire il progetto, caratterizzato dall’essenzialità delle linee, dalle vetrate colorate e dal rapporto tra luce e spazio.
Il percorso si conclude con la sezione Confini liquidi, dedicata alle grandi composizioni Océanie: la mer e Océanie: le ciel, ispirate alle suggestioni del viaggio a Tahiti.
In questo contesto trovano spazio anche alcune delle ultime opere dell’artista, tra cui Femme à la gandoura bleue.
Una mostra che racconta l’incontro tra culture
Oltre alla dimensione artistica, Matisse. Il mondo in una stanza propone una riflessione sul rapporto tra culture differenti e sulla formazione del linguaggio moderno.
La mostra affronta il tema delle influenze extraeuropee senza limitarsi a una lettura puramente estetica, ma interrogandosi anche sulle dinamiche storiche e culturali che hanno accompagnato la circolazione di immagini, oggetti e tradizioni.
Come sottolineato da Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, l’esposizione mette in luce il dialogo che Matisse ha intrecciato con culture e tradizioni di diverse parti del mondo, confermando il ruolo del MUDEC come luogo di incontro e confronto culturale.
Un’occasione per riscoprire un artista che ha contribuito a ridefinire i confini della pittura del Novecento e per osservare i suoi capolavori attraverso una prospettiva nuova.
Matisse al MUDEC di Milano
Mostra: Matisse. Il mondo in una stanza
Dove: MUDEC – Museo delle Culture, via Tortona 56, Milano
Date: dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027
Curatrici: Ellen McBreen e Chiara Gatti

