Nordea Am. Sebastien Galy, Senior Macro specialist, risponde alle domande di Fondi&Sicav sulla fine del quantitative easing


Nell’ipotesi in cui la netta divergenza di impostazione tra le politiche monetarie di Fed e Bce dovesse mantenersi ampia o tendere ad un ulteriore ampliamento, quali opportunità ritenete possano essere colte nei mercati?
La politica monetaria accomodante ha spinto gli investitori azionari a essere molto più tolleranti nei confronti delle aziende che mirano a una generazione dei flussi di cassa in futuro a scapito degli utili presenti, confidando in un pricing power di tipo oligopolistico e in una domanda nazionale e globale adeguata da qui a qualche anno. Tuttavia, molte aziende, forse troppe, sono state inquadrate e percepite in quest’ottica: non tutte vinceranno e dunque il quadro che si dipinge per il futuro non è necessariamente attendibile. Per questo motivo, raccomandiamo selettività e portafogli diversificati. Ad esempio, abbiamo riscontrato che le società immobiliari e le infrastrutture quotate in Borsa hanno storicamente un interessante profilo di rischio, mentre i Covered Bonds possono offrire protezione.
Cosa vi aspettate dalla Fed nel corso del 2020? Sulle scelte di politica monetaria (tassi, acquisto titoli) peseranno più i dati macro o l’approssimarsi delle elezioni presidenziali? I Treasury continueranno a offrire un porto sicuro agli investitori?
Ci aspettiamo un allentamento da parte della Fed due o tre volte nella prima metà dell’anno. Molte aziende di piccola e media capitalizzazione hanno assunto forza lavoro a uno stipendio che non è controbilanciato da una domanda o una produttività sufficiente. In effetti, gli utili societari sono rimasti stabili per alcuni anni e sono stati dominati da aziende più grandi con una maggiore produttività. Infine, il mercato del lavoro è controverso, poiché ad esempio, a prescindere dal tasso di occupazione, il numero di laureati che ricoprono ruoli che non richiedono alcun titolo di studio è piuttosto elevato. Ci aspettiamo che le elezioni presidenziali portino agitazione sui mercati azionari, anche se questa situazione dovrebbe essere temporanea date le poche possibilità che l’estrema sinistra vinca. Di conseguenza, i dati macroeconomici, compreso un eventuale effetto del Coronavirus, dovrebbero portare la Fed a un allentamento. Riteniamo che i treasury offrano un rifugio sicuro solo contro il rischio elevato. Gli investitori preferiranno probabilmente mantenere titoli che offrono una certa protezione al ribasso.

