a cura di Heidi Foppa
Global impact investing network (Giin) è la più importante organizzazione dedicata ad aumentare la portata e l’efficacia degli investimenti a impatto e offre le infrastrutture necessarie a sostegno di attività, come istruzione e ricerca, che contribuiscono ad accelerare lo sviluppo degli investimenti a impatto coerente, all’interno dei singoli settori. In giugno, Giin ha pubblicato il sondaggio annuale che evidenzia l’impressionante evoluzione del mercato dell’impact investing nell’ultimo decennio. Nel 2010, data di inizio delle attività, erano solo 24 gli investitori impact che vi avevano aderito ed erano poco sofisticati in termini di processi e monitoraggio dei dati. Dopo 10 anni, i partecipanti sono diventati 300 e gestiscono collettivamente 404 miliardi di dollari, condividendo dati e trend. I segnali che emergono dall’indagine sono incoraggianti e mostrano importanti progressi. Ne segnaliamo alcuni:
1. Il mercato dell’impact investing cresce in termini di sofisticatezza e standard: il 70% degli investitori vede l’industria in espansione in modo significativo nel futuro.
2. Le motivazioni degli impact investor sono alla base dello sviluppo del settore. Quasi tutti gli intervistati (87%) considerano l’impatto «centrale per la propria missione», insieme al «loro impegno come investitori responsabili». È interessante notare che il 70% ritiene anche che sia attrattivo da un punto di vista finanziario.
3. Negli ultimi cinque anni, i due terzi del campione rilevano un aumento significativo degli investimenti da parte degli Hnwi, mentre il 59% e il 55% notano un aumento significativo dei capitali da parte dei family office e delle fondazioni.
4. L’88% degli intervistati dichiara che sono state soddisfatte o addirittura superate le proprie aspettative finanziarie e oltre i due terzi (67%) cercano rendimenti dei tassi di mercato adeguati al rischio per le proprie attività. Quest’ultimo aspetto può implicare un cambiamento della percezione della obsoleta convinzione che vi sia un compromesso tra impatto e performance finanziaria, così come era stato rilevato da un analogo sondaggio condotto 10 anni fa, con un’ampia variazione nelle aspettative di rendimento. Al contrario, il quadro che emerge quest’anno è che gli investitori ritengono i rendimenti adeguati al rischio e ai tassi di mercato.
I ritorni del private equity, data la volatilità dell’asset class, presentano la maggiore varianza. Gli investimenti nei mercati emergenti hanno funzionato in modo simile a quelli nei mercati sviluppati in tutte le classi di attività e hanno avuto intervalli di rendimenti simili. In particolare, la metà degli intervistati ha investito prima o durante i cicli di recessione precedenti e ha mantenuto prestazioni ragionevoli. Questo track record può essere di buon auspicio per gli impact investor durante la potenziale recessione economica che attualmente affrontano.
Il team di ricerca di Cambridge Associates, in collaborazione con quello di Giin, ha identificato un elenco di fondi di investimento a impatto rilevante attraverso database esistenti gestiti da varie reti credibili in tutto il mondo, tra cui ImpactBase di Giin Mission-Related Investing (Mri), Community Development Venture Capital Alliance (Cdvca), la European Venture Philanthropy Association (Evpa), ImpactAssets50 e Opportunity Finance Network (Ofn). Ben 85 fondi, ritenuti conformi, hanno presentato i loro dati per l’inclusione nel benchmark al 31 dicembre 2019. Come il settore degli investimenti a impatto, il set di dati PE/ Vc impact investing benchmark è giovane e dinamico: le sue prestazioni evolveranno da un trimestre all’altro, come per qualsiasi benchmark, con l’aggiunta di nuovi fondi e la maturazione di quelli esistenti. Si continua a monitorare i risultati, ma i numeri sono confortanti e si manifesta una buona conferma che nel lungo periodo i rendimenti finanziari generati sono comparabili a quelli dei mercati azionari globali. La pietra miliare dell’investimento a impatto è la capacità di tradurre l’intenzione in risultati. Le pratiche della sua misurazione e gestione (Impact measurement & management–Imm) si sono evolute nell’ultimo decennio e ora riflettono un uso sempre più strategico di strumenti per scopi diversi nelle alterne fasi del ciclo.
I commenti degli intervistati suggeriscono che, in generale, l’impact investing sta rispondendo a questa crisi con flessibilità e risolutezza, mitigando il potenziale di insolvenza con la rinegoziazione dei termini dei prestiti, investendo più fondi per sostenere i loro progetti, consci che occorrerà maggiore pazienza per realizzare ancora le loro aspettative di performance. Alcuni commentano che, soprattutto in questo momento, gli impact investitori sono nella condizione di sostenere le comunità più emarginate, maggiormente colpite dalla pandemia di Covid-19. Tante start-up si avventurano in soluzioni digitali per sostenere la catena produttiva con la distribuzione di prodotti innovativi che tracciano impatto e beneficio per i consumatori.
Investire in idee brillanti per un futuro migliore, con l’obiettivo di ottenere un premio per il rischio adeguato, rappresenta oggi il golden standard degli approcci agli investimenti sostenibili e di investitori e imprenditori sofisticati e visionari.



