In una zona storicamente vocata alla viticoltura proprio al centro dell’incantevole zona del Chianti Classico, tra le lussureggianti colline di Gaiole, Radda e Castellina, nasce all’inizio degli anni 60 la prima cooperativa dell’intera zona: quella degli Agricoltori del Chianti Geografico.

Il nome Geografico è legato proprio all’appartenenza dei soci fondatori al territorio, che fino agli anni ’30 era stato il vero e unico Chianti, quello dei tre comuni originari, appunto, Castellina, Gaiole e Radda.

Con l’intento di valorizzare il patrimonio del territorio e di risollevarlo da una crisi economica che aveva spopolato le campagne, e per sostenere i suoi agricoltori, la cooperativa diede vita ad un metodo per migliorare il lavoro dei soci tramite un sistema di consulenza e collaborazione che partiva dalla gestione dei vigneti per arrivare alla produzione e successiva commercializzazione del vino: il “Metodo Geografico”.

Nel 1961 diciassette lungimiranti agricoltori si riuniscono sottoscrivendo l’atto costitutivo con lo scopo di “attuare tutte le iniziative utili allo sviluppo economico e sociale dell’agricoltura nel contesto delle attività dei membri e per raggiungere una maggiore produttività e l’innalzamento del tenore di vita e del reddito degli agricoltori impiegati nelle aziende dei membri”. Da Atto Costitutivo

Dall’atto della fondazione in poi, la cooperativa prosegue con successo le sue attività e a cinque anni dal via iniziano ad unirsi alla causa altri agricoltori, portando la produzione da 2.000hl a circa 13.000hl.

Con impegno e passione la realtà vitivinicola cresce fino a diventare, verso la fine degli anni 80, una tra le più grandi realtà toscane, con una produzione complessiva di 45.000 quintali di uva per annata e circa 1,2 milioni di bottiglie vendute sia in Italia che all’estero.

Sull’onda di questo grande successo, la Cooperativa degli Agricoltori del Chianti Geografico decide di acquisire nel 1989 anche la vicina Cantina di San Gimignano, per la produzione di vini da uve a bacca bianca come la Vernaccia e il Trebbiano Toscano e per produrre il Chianti Colli Senesi.

Una storia che procede, seppur con qualche intoppo, ma perseguendo uno e un solo obiettivo: valorizzare il territorio e presentarlo al mondo nella sua espressione più autentica.

Quella degli Agricoltori del Chianti Geografico è un’impresa memorabile, la prima del suo genere in un territorio tanto frammentato quanto lo era quello del Chianti, all’interno del quale il collettivo di agricoltori produce vini che sono entrati nella storia del territorio, come è il caso dei vini Contessa di Radda, Chianti Classico e Chianti Classico Riserva che si sono fatti presto spazio sul mercato nazionale e internazionale grazie al loro profilo organolettico caratteristico e rappresentativo, che offre al contempo tratti indiscussi di originalità.

Nel 2015 la storia della famiglia Piccini si intreccia a quella della cooperativa degli Agricoltori del Chianti Geografico ed insieme iniziano a scrivere un nuovo capitolo della viticoltura del territorio.

A partire dal 2015 infatti, la storica famiglia del vino italiano prende in gestione la cooperativa che poi acquisisce definitivamente nel 2018.

Un percorso di tutela e valorizzazione

 

“Siamo molto fieri dell’acquisizione del Geografico”, dichiara Mario Piccini “Si è trattato di una grande operazione con la quale siamo riusciti a salvare non solo il prestigioso marchio del Geografico ma anche, e soprattutto, l’azienda con i dipendenti e i fornitori. Un’operazione questa che ci riempie di orgoglio e ci rende consapevoli dell’importante responsabilità che ci siamo assunti. Geografico, infatti, è un grande marchio della Toscana, che non solo rappresenta il territorio più storico del Chianti, ma porta in sé una vocazionalità straordinaria alla produzione di vini di alta qualità. Un esempio su tutti il Contessa di Radda Chianti Classico, un marchio icona di questa storica denominazione”.

Il focus del progetto non riguarda quindi la sola produzione, ma anche i viticoltori della cooperativa, per i quali il Geografico vuole essere un punto di riferimento sicuro sia dal punto di vista agronomico ed enologico, che da quello produttivo, logistico e finanziario.

Per questo motivo è stata stipulata dalla famiglia Piccini una convenzione con Banca Ifis, un’operazione che ha posto le basi per la garanzia del pagamento immediato agli agricoltori nel momento della consegna dell’uva, impattando positivamente su tutta la filiera.

IL NUOVO PROGETTO ENOLOGICO E IL RAFFORZAMENTO DELLA COMUNITÀ DI VITICOLTORI: al centro le persone e le denominazioni storiche

Dal punto di vista enologico, il progetto si concentra sulle storiche denominazioni del senese come Chianti Classico, Vernaccia di San Gimignano e Chianti Colli Senesi, vini di grande fama che vengono affiancati ai più recenti Super Tuscan. Se il percorso in cantina è chiaro e passa per l’investimento in nuovi serbatoi per la vinificazione sia nella sede di San Gimignano che in quella di Gaiole, anche in vigna il sentiero è tracciato: grazie all’entusiasmo del giovane direttore tecnico Alessandro Barabesi, l’azienda si sta impegnando a rafforzare la comunità di viticoltori che negli anni ha orbitato intorno alla cooperativa, e che, dopo le vicissitudini precedenti l’acquisizione, ha bisogno di ritrovare fiducia e visione nel progetto.

chiantigeografico.it