Quanto alla tecnologia, i Democratici non avrebbero alcun interesse a ostacolare l’intelligenza artificiale o gli investimenti. Andrea Conti, Head of Analisi Macro Mercati Team di Eurizon AM

È più plausibile una maggiore regolamentazione, capace di smussare gli eccessi fino ad oggi registrati senza compromettere le prospettive del settore. Il riassorbimento dei multipli potrebbe così lasciare spazio a un mercato meno polarizzato e più diffuso.
In questo scenario, il dollaro potrebbe perdere parte del sostegno derivante dal suo ruolo di valuta rifugio, soprattutto se si attenuassero le tensioni geopolitiche e restassero contenute quelle nell’Eurozona. Non dovrebbe, tuttavia, verificarsi un indebolimento della valuta alimentato da una crisi di fiducia nell’economia americana.
Se dal nuovo equilibrio politico emergesse un approccio più razionale da entrambe le parti, queste Midterm Election potrebbero prolungare il ciclo economico e quello dei mercati: una dinamica più moderata e un maggiore pragmatismo, con minori pressioni inflazionistiche e meno necessità per la Fed di irrigidire la politica monetaria.
Il risultato delle elezioni di metà mandato apre tre interrogativi per i mercati: quale sarà l’atteggiamento di Donald Trump sul fronte geopolitico, quali saranno gli spazi di manovra in termini di politica fiscale e come si comporteranno i Democratici nei confronti del settore tecnologico.
Sul primo punto, non è scontato che un presidente con minori margini d’azione al Congresso scelga di irrigidire la politica estera. Il segnale elettorale potrebbe, al contrario, incoraggiare Trump a cercare accordi e contenere le tensioni. Una maggiore distensione favorirebbe un calo del prezzo del petrolio, contribuendo ad attenuare le pressioni inflazionistiche.
Sul fronte fiscale, il confronto tra Casa Bianca e Congresso potrebbe impedire un’ulteriore espansione della spesa pubblica. Per i mercati sarebbe un elemento positivo: pur senza risolvere i problemi del debito americano, ridurrebbe il rischio di nuovi eccessi di stimolo e contribuirebbe a contenere le pressioni sui rendimenti obbligazionari.

