Filippo Battistini, head of business development retail wholesale Italy di Allianz Global Investors partecipa al Focus Salone
In un contesto dove la volatilità sembra rimanere elevata, quale approccio è opportuno adottare nelle decisioni di investimento?
«L’attuale contesto richiede cautela e l’approccio che raccomandiamo e che ci ha sempre caratterizzati è guardare ai mercati con lucidità, evitando di prendere decisioni d’impulso, irrazionali, che possono essere dannose e portare a un consolidamento delle perdite, come è successo lo scorso anno. L’orizzonte temporale di medio e lungo termine è poi la condicio sine qua non per pianificare le decisioni di investimento, allo scopo di cogliere appieno le soddisfazioni che possono essere offerte dai mercati finanziari, vera e propria “macchina del tempo”, come è caro a noi ricordare, che aiutano a realizzare gli obiettivi che ci si è preposti. Momenti come quelli attuali, a nostro avviso, rappresentano buone opportunità di ingresso su alcune asset class. Basta pensare alle obbligazioni, che ora offrono rendimenti interessanti. Il mercato finanziario rimane comunque complesso da leggere, sia da un punto di vista economico, sia finanziario; a tutto ciò si aggiunge la variabile geopolitica».
Nell’attuale scenario, qual è, appunto, il ruolo della geopolitica e come è cambiato rispetto al passato?
«Dopo oltre 10 anni di ampia liquidità e tassi bassi, si è entrati in una nuova fase caratterizzata da politiche monetarie restrittive e da un’inflazione, influenzata da diversi fattori che si intersecano tra le due sponde dell’oceano, difficile da riportare sotto controllo. Gli ultimi dati, infatti, mostrano sì una discesa dei prezzi al consumo, trainata dai prodotti energetici, ma quelli dei beni alimentari, ad esempio, continuano a rimanere alti. E, in un contesto di un mondo diviso in blocchi, è entrata prepotentemente la geopolitica: da un lato, c’è una guerra calda tra Russia e Ucraina e, dall’altro, una guerra fredda tra Usa e Cina. L’Europa, in questo scenario, è schierata a favore degli Stati Uniti, mentre il resto del mondo non occidentale, quello non allineato, non accetta più un ordine mondiale dove Washington detta le regole. Queste contrapposizioni che si sono venute a creare hanno portato a ripensare alla globalizzazione, già messa in discussione dalla pandemia. Se la geopolitica prevale sull’economia, allora le catene di approvvigionamento vanno ripensate, sia in termini di luoghi di produzione, sia di rete di fornitura, e riposizionate in base alla prossimità dei territori. Infine, la riduzione della dipendenza energetica dalla Russia ha portato a stringere alleanze con nuovi produttori e a cercare forme di sostituzione delle stesse materie prime, dando contestualmente un nuovo impulso alla transizione energetica. La volontà di diversificare le fonti di approvvigionamento ha riguardato anche altri ambiti, tecnologicamente importanti e strategici, come i semiconduttori. Riteniamo di essere di fronte a un mondo più sfaccettato, ma che offrirà opportunità d’investimento proprio all’interno della ridefinizione delle alleanze e delle strategie che guidano i paesi e le imprese».
Tuttavia, non trova che sia difficile misurare il rischio geopolitico?
«Concordo. La politica e la geopolitica sono spesso variabili difficili da misurare e prevedere, però hanno ormai assunto un ruolo così rilevante che non possono essere ignorate, visto l’impatto che esercitano sull’attività economica e sulle sue principali variabili. Il quadro attuale è certamente di difficile lettura e, proprio per questo motivo, pur ripetendomi, è bene seguire l’approccio che noi suggeriamo ai nostri partner e investitori finali: bisogna avere pazienza, una visione di lungo periodo ed evitare ogni reazione dettata dagli avvenimenti del momento».
Perciò ha più che mai senso parlare del “tempo come asset class”?
«Nonostante il quadro di bassa crescita, alto debito pubblico, consumi rallentati, inflazione, tassi di interesse dalle dinamiche difficili da prevedere e rischi geopolitici, è importante cogliere il cambiamento in atto e il valore del tempo. Questa è stata una sfida per l’industria del risparmio, che aveva già intuito quanto le famiglie, le imprese, le organizzazioni intermedie e le istituzioni si fossero progressivamente trovate intrappolate nella visione di breve termine, dominate dall’incertezza e dalla paura, a volte vittime della scarsa conoscenza finanziaria. Ad aggravare la situazione, ci sono poi state, in meno di tre anni, la pandemia, la guerra, l’inflazione e l’emergenza energetica, che continuano ad alimentare le tensioni finanziarie e sociali e incideranno sull’industria del risparmio, sul linguaggio adottato e sui prodotti proposti. Penso che si sia giunti a un punto di svolta dove si supereranno alcuni dogmi che hanno caratterizzato il decennio passato per abbracciare un nuovo modo di intendere gli investimenti».
Tutte queste considerazioni delineano un cambio di paradigma e, quindi, l’esigenza di un nuovo approccio alle scelte di investimento. Quali sono le implicazioni per l’azionario?
«Avere attribuito grande importanza al valore del tempo ci ha condotti a lanciare in Italia il primo laboratorio sul goal based investing. Le quattro crisi menzionate in precedenza ci hanno portati a una nuova consapevolezza, cioè che la pura ricerca di rendimenti nel breve periodo può avere un effetto negativo sull’accumulazione di ricchezza nel medio e lungo termine. È perciò necessario offrire ai risparmiatori un aiuto concreto per individuare valori e obiettivi di vita significativi, ai quali ancorare i propri investimenti, per condurli a un efficace controllo del loro assetto patrimoniale. Per fare sì che ciò avvenga, è fondamentale eliminare, da un lato, lo stress da performance e, dall’altro, la mera accumulazione di liquidità sui conti correnti. La costruzione e il conseguente rafforzamento della relazione investitore/consulente/società prodotto è la base per assegnare alla variabile tempo la stessa dignità attribuita alle altre classi di attivo. Gestire questa nuova asset class significa anche trovare soluzioni efficaci e flessibili, rispetto ai vari orizzonti temporali, in una prospettiva di ampio respiro: dalla gestione della volatilità nel breve per arrivare a quella dei grandi trend secolari, che caratterizzano l’evoluzione dello scenario economico e sociale. Allianz Global Investors è tra i leader nell’investimento azionario tematico, con prodotti quali Allianz Thematica, Allianz Global Artificial Intelligence, Allianz Cyber Security, Allianz Metaverse e Allianz Pet and Animal Wellbeing. Sono tutte strategie azionarie di medio lungo termine che, per generare valore, hanno bisogno di pazienza e di modalità d’investimento, come, ad esempio, i piani d’accumulo, in grado di ridurre la volatilità grazie al frazionamento degli acquisti nel tempo».
Quali, invece, le soluzioni obbligazionarie da preferire?
«Crediamo che l’anno in corso sarà molto impegnativo per gli investitori e anche il mercato obbligazionario sarà soggetto a turbolenze. Il nostro suggerimento è adottare una strategia che incorpori due approcci: il primo mira a contenere la volatilità del portafoglio e il secondo a catturare rendimento. A nostro avviso, infatti, sarà sempre consigliabile avere una posizione in strategie cash e cash enhanced, facilmente liquidabili e che aiutino a diminuire la volatilità. Allianz European Bond Risk Control, che è una soluzione obbligazionaria a breve termine, racchiude queste caratteristiche. Dall’altro lato, in un quadro di rallentamento o recessivo, con il possibile spettro della stagflazione per alcuni mercati, potrebbero emergere alcune opportunità nell’obbligazionario globale, in termini di rendimento, reddito e diversificazione. Da questo punto di vista, AllianzGI offre una soluzione quale Allianz Global Opportunistic Bond, strategia obbligazionaria globale e flessibile, con l’obiettivo di mantenere il profilo di rischio in linea con quello dei titoli governativi globali, limitando il più possibile le perdite nelle fasi ribassiste del mercato».

