a cura di Mark William Lowe
L’Arabia Saudita moderna è nata il 23 settembre 1932, quando, con decreto reale, il re Abdulaziz Al-Saud ha unificato Hejaz, Najd e una serie di altri territori creando il Regno dell’Arabia Saudita. Da allora il paese è stato governato dai discendenti di Ibn Saud secondo regole precise che, nel complesso, sono state rispettate e hanno garantito la stabilità politica.
Tutto ciò è cambiato drasticamente nel 2017 quando, attraverso quella che può essere descritta come una congiura di palazzo, Mohammed bin Salman è diventato principe ereditario e governante, de facto, del regno. Si è trattato di uno degli eventi più radicali della storia recente dell’Arabia Saudita: il Regno non è più governato da un ottuagenario, ma da un principe di 37 anni.
Da allora, il figlio maggiore del re Salman bin Abdulaziz e della sua terza moglie, Mohammed bin Salman, ha promosso una serie di importanti riforme sociali, economiche e politiche. Chiamato popolarmente Mbs, il principe ereditario ha anche apportato cambiamenti radicali all’approccio dell’Arabia Saudita nelle relazioni internazionali, tra i quali l’esempio più eclatante è stato un graduale disgelo delle relazioni con Israele.
Non più nemici ma non amici
I legami in precedenza segreti dell’Arabia Saudita con Israele sono sempre più visibili, mentre le rivalità lasciano cautamente il posto a pragmatici legami economici e di sicurezza.

