a cura di Pinuccia Parini

Il mondo del private banking si interroga continuamente sulle dinamiche che si stanno sviluppando nell’attuale contesto di mercato, analizzando però anche quelle che potrebbero essere le dinamiche future. In questo senso, diverse sono le collaborazioni anche con gli atenei italiani e, su questo tema Fondi&Sicav ha intervistato Andrea Ragaini, vicedirettore generale di Banca Generali.

Banca Generali ha sviluppato, nel tempo, diverse iniziative con alcune università italiane. Qual è la finalità di questo impegno?

«Con l’obiettivo di analizzare l’andamento del settore del private banking e individuare le ricette per cavalcare le principali sfide, aiutando le imprese a orientarsi in un panorama incerto e in evoluzione, Banca Generali ha aumentato le collaborazioni con le università. La ricerca sul private, la sostenibilità e l’importanza della governance sono i temi sui quali si concentra l’attività divulgativa della private bank grazie ad accordi con l’Università Luigi Bocconi, l’Università Milano Bicocca, la Liuc Università Cattaneo, l’Università di Pavia e alle lezioni tenute all’Università Cattolica di Milano e all’Università di Bologna. È proseguita anche la partnership con l’università Bocconi, con la quale Banca Generali ha deciso di supportare la ricerca di Sda Bocconi “Corporate Governance Lab”, che dal 2019 canalizza il tema della governance societaria delle imprese non quotate da diversi punti di vista. Allo studio ha fatto seguito un convegno realizzato ad hoc in cui sono state presentate e analizzate diverse case history e il contributo importante che le reti stanno rivelando anche al mondo dei professionisti. La visione d’insieme sulle esigenze patrimoniali e aziendali degli esperti del settore si esplicita, infatti, in possibili sbocchi a lungo termine e mosse d’anticipo costruttive per la tutela del patrimonio». 

Perché avete deciso di sostenere “Corporate Governance Lab”?

«La decisione è stata presa per l’importanza che viene attribuita alla consulenza corporate. È stata effettuata un’analisi di ben 6.156 aziende italiane, con fatturato superiore a 50 milioni di euro, da cui si evince che il mancato passaggio dimensionale comporta una ridotta competitività a livello di “sistema Paese”, una scarsa capacità di investimento, di istruzione e di digitalizzazione, una modesta produttività del lavoro, un mercato dell’equity asfittico e una certa ritrosia alle operazioni di M&A».

Quali sono le direttrici, secondo voi, per sviluppare una solida governance’

«Le cinque direttrici chiave attorno alle quali si sviluppa una governance solida sono: la presenza di un consiglio di amministrazione, la diversity del board in termini di caratteristiche personali (l’età, il genere e la provenienza geografica), la leadership individuale, la presenza di consiglieri outsider e la separazione dei ruoli di presidente e amministratore delegato. Oggi, per fortuna, gli strumenti che incentivano e facilitano il passaggio generazionale ci sono e si concretizzano, per esempio, nel patto di famiglia, nella donazione, nel testamento e nei patti parasociali. Centrale è poi lo statuto, che in molti casi gli imprenditori non rileggono da anni (se non decenni), ma che pone le basi dei meccanismi per il corretto funzionamento dell’azienda, compreso il tema successorio e di continuità aziendale. Anche la fiduciaria, inoltre, può avere un ruolo centrale nella definizione delle regole e nella certezza del loro rispetto».

Banca Generali ha realizzato, con l’università Liuc, un Osservatorio. Di che cosa si tratta?

«Nel 2023 Banca Generali ha consolidato la partnership con l’università Liuc grazie alla realizzazione di un Osservatorio che ha condotto, tra le altre, un’attività di ricerca volta alla costruzione di un indicatore in grado di rappresentare in maniera efficace l’evoluzione dello stato di salute del settore. Gli studi intrapresi, finalizzati all’individuazione delle possibili aree di influenza in grado di esercitare un impatto sul comparto del private banking, hanno portato a identificare tre componenti rilevanti: l’andamento del settore del private banking, ovvero del mercato in esame, prendendo in considerazione, ad esempio, le masse gestite, la clientela potenziale e i prodotti offerti; l’evoluzione del contesto socioeconomico di riferimento, ovvero del nostro Paese, considerando, ad esempio, lo stock di ricchezza delle famiglie italiane, l’andamento del prodotto interno lordo e l’evoluzione della concentrazione del reddito in ambito domestico; le performance dei mercati regolamentati domestici, analizzate attraverso l’andamento del principale indice di borsa e di alcuni cluster di imprese creati ad hoc dall’Osservatorio con riferimento al comparto finanziario in esame e al luxury».

Altre iniziative?

«Banca Generali e Arte Generali sono stati sponsor di Deloitte Art & Finance 2023 realizzato con l’Osservatorio Arte Unipavia. Il progetto ha lo scopo di indagare come i beni artistici possono entrare nel bilancio di sostenibilità: sempre più aziende nei prossimi anni si troveranno, magari per la prima volta, a stilare un bilancio di sostenibilità e questa indagine può essere un buon manuale per approcciare il tema. Infine, è proseguita, per il secondo anno consecutivo, l’alleanza con l’Università Milano Bicocca con la realizzazione dell’Osservatorio O-Fire (Osservatorio sulla finanza d’impatto e sue ricadute economiche) promosso da Banca Generali e Aifi, l’Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt,i cui risultati saranno presentati nel primo trimestre 2024».

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