Geopolitica, debito e crisi climatica non sono più rumori di fondo: ridisegnano gli equilibri globali e incidono su inflazione, mercati e portafogli d’investimento. Questo nuovo paradigma impone alla consulenza un cambio di schema: meno dipendenza dal tradizionale binomio azioni-obbligazioni, più selezione, gestione attiva e soluzioni capaci di proteggere il valore reale dei patrimoni, soprattutto della clientela private.
«Bisogna superare alcune certezze consolidate: il reddito fisso, infatti, non può più essere considerato quale componente difensiva del portafoglio, né tanto meno uno strumento sufficiente a conservare il potere d’acquisto», spiega Luigi Capezzone, co-chief investment officer, head of investment strategies and solutions di Bg Fml, asset manager del gruppo Banca Generali. Il portafoglio tipico delle famiglie italiane, composto per il 75% da obbligazioni e per il 25% da azioni, negli ultimi cinque anni avrebbe reso circa il 4% annualizzato, con una volatilità non trascurabile, risultato non certo positivo, se si considera il livello di inflazione cumulata.
TRE DIRETTRICI
La risposta è un’architettura basata su tre direttrici di portafoglio: attacco, difesa e preparazione all’attacco. Il modello guarda ai grandi patrimoni internazionali, con il 60% delle risorse orientato alla crescita e il 40% alla protezione; nella quota difensiva, solo il 15% è investito in bond, mentre il resto va a strategie alternative. «Non si tratta di aumentare l’esposizione al rischio, bensì di diversificare le fonti di rendimento reale a lungo termine e di affidare la stabilizzazione del portafoglio a un ventaglio di strumenti in grado di reagire in modo differente a eventuali shock», prosegue Capezzone.
Capezzone inquadra così l’espansione di Lux Im, la Sicav di Bg Fml che seleziona le strategie distintive sui grandi trend di trasformazione dell’economia e dei mercati.
In Lux Im entreranno nove flagship fund affidati a primarie case globali di asset management. Cinque sono comparti azionari, tra cui una strategia value e una sulle commodity: rappresentano la componente di “attacco” e, nel caso dei due fondi con meccanismo step-in, di “preparazione all’attacco”, accompagnano gradualmente il cliente verso una maggiore esposizione azionaria.
«L’azionario rappresenta la componente d’attacco del portafoglio, grazie alla sua capacità di generare valore nel lungo periodo e battere l’inflazione. In uno scenario segnato da valutazioni elevate e tensioni geopolitiche, le soluzioni a ingresso graduale, come gli step-in, continuano a rappresentare un’ottima scelta per cogliere il potenziale rialzista dei mercati, attenuando al tempo stesso l’impatto delle fasi di volatilità», sottolinea Capezzone.

