a cura di Mark William Lowe

Nei 12 anni successivi all’indipendenza dalla Francia avvenuta nel 1960, il Benin ha vissuto un periodo di turbolenza: cinque colpi di stato, nove governi e cinque modifiche alla costituzione. Nel 1972, il colonnello Mathieu Kerekou prese il potere e instaurò un regime semi-marxista. Il nome del paese fu cambiato in Repubblica Popolare del Benin e solo alla fine degli anni ‘80 Kerekou abbandonò il marxismo. La democrazia fu ristabilita nel 1990 e Kerekou fu sconfitto un anno dopo, per poi tornare al potere dal 1996 al 2006, quando fu eletto presidente Thomas Boni Yayi, ex presidente della Banca africana di sviluppo. All’ex banchiere sono seguiti l’attuale presidente e uno dei suoi principali finanziatori, Patrice Talon, un influente uomo d’affari spesso definito “il re del cotone”, che fu eletto alla presidenza nel 2016.

La tormentata politica post-indipendenza del paese sembra che sia stata consegnata al passato, per fare posto a una leadership politica che si contraddistingue per gli sforzi indirizzati ad affrontare la bassa crescita economica del Benin, la disoccupazione dilagante e la corruzione diffusa. Il governo del presidente Talon ha dato la priorità al rafforzamento della gestione delle finanze pubbliche, all’attuazione di investimenti in infrastrutture, come la costruzione di strade, porti e un nuovo aeroporto internazionale, e a un deciso impegno a incoraggiare gli investimenti diretti esteri in settori diversi, come l’agricoltura e la tecnologia dell’informazione.

La crescita economica

Sebbene diversi degli obiettivi di sviluppo del presidente Talon rimangano disattesi (molti direbbero che i risultati sono deludenti), il Benin ha compiuto notevoli progressi e le previsioni attuali rimangono positive. Quasi a smentire i detrattori del presidente, nel 2022 il Benin ha raggiunto uno dei più alti tassi di crescita economica tra le nazioni in via di sviluppo. L’incremento del 5,8% dello scorso anno dovrebbe accelerare nel 2023. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, il Pil raggiungerà il 6,3%, un punto e mezzo percentuale in meno rispetto alla previsione ufficiale del Benin del 7,8%.

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